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3455. SCOPERTA fatta in Venezia di varj cartoni di disegni di Rafaello e suoi scolari. — Aggiuntovi il Manifesto delle stampe degli arazzi di Rafaello pubblicato in Roma da Stefano Piale, in 8, M. 87.
4798. VERMIGLIOLI Giovan Battista, Principii della stampa in Perugia, e suoi progressi per tutto il XV secolo, edizione seconda, Perugia 1820, in 8.
2335. NICCOLINI Giovan Battista, Elogio di Leon Battista Alberti, Firenze 1819, in 8, M. 103.
65. ZANI D. Pietro, Enciclopedia Metodica, Critico-ragionata delle belle arti, volumi 6, Parma 1820.
Finora non sono pubblicati che questi, e l’opera trovasi nel suo principio. Conceda il cielo vita all’attempato autore per vedere, se non il termine, almeno non notabile avanzamento in questo mare di utilissime cognizioni, alle quali avranno sempre ricorso tutti gli amatori di questi studi.
270. ZANNI Pietro, ENCICLOPEDIA metodica, critico-ragionata delle belle arti.
Quest’opera, che si annunzia con un immenso apparato, è il frutto d’una serie senza confine di cognizioni che questo benemerito autore ha riunito nel corso della miglior parte della sua vita e che sta rendendo ora di pubblico benefizio, ma che domanda un luogo periodo di tempo per essere pubblicata.
2661. CICOGNARA Leopoldo, Estratto dell’opera del signor Quatremere de Quirci intitolata: Il Giove Olimpico, ossia l’arte della scultura antica, considerata sotto un nuovo punto di vista, Venezia 1817, in 8, fig.
Intitolato ad Antonio Canova con una tavola in principio. Esemplare in carta velina rosea.
3261. MANIN Leonardo, Memorie storico-critiche intorno la vita traslazione e invenzione di S. Marco Evangelista, Venezia 1815, in 4, fig., M. 76.
Memoria eruditissima con 5 grandi tavole nitidamente disegnate e intagliate
.
1732. NICOLAI, Recerches historiques sur l’usage des 299 cheveux postiches, et des perruques dans les tems anciens, et modernes, à Paris, en 8, traduit de l’allemand.
Con due grandi tavole il fine
.
1535. MORELLI Ab. Jacopo, Descrizione delle feste ce 264 lebrate in Venezia per la venuta di Napoleone il Massimo, data al pubblico dal Cavaliere abate Morelli R. Bibliotecario, Venezia, Picotti, 1808, in fol. figurato.
Sonovi cinque tavole disegnate dal Borsaio e dal Selva e intagliate da G. Maina e da Perdurando Albertolli assai pulitamente.
MDCCCX
572. MONTECUCOLI Raimondo, Opere illustrate da Ugo Foscolo, Milano, per Luigi Mussi, 1807, vol. 2, in fol. fig.
Edizione splendidissima col ritratto di Montecucoli in principio intagliato da Rosaspina e due tavole in fine del 2 volume, della quale non vennero stampati che 170 esemplari. Fu dedicata al ministro della guerra, il generale Cafarelli. Cominciano alcuni avvertimenti dell’illustratore, segue l’elogio di Montecucoli fatto da Agostino Paradisi il vecchio; poi vengono gli Aforismi dell’arte bellica, lib. unico, terminati dalle considerazioni dell’editore. Nel vol. 2 sono i Commentari delle guerre nell’Ungheria, Libri due: Il sistema dell’arte bellica: 5 Lettere inedite e alcune considerazioni dell’editore nel fine. Opera delle più commendevoli, escite dai torchi italiani nel principio di questo secolo.
103
3948. BALTARD, Paris, et ses monumens, mésurés, dessinés, et gravés avec des descriptions historiques par Amaury Duval, Paris 1803 a 1815, in fol. m.
In questa grande e magnifica opera non è stato illustrato che il Louvre, il castello d’Ecouen, e quello di S. Cloud. Se tutti i monumenti di Francia fossero così illustrati, e prodotti non vi sarebbe opera di questa più splendida, e interessante: 34 tavole bellissime illustrano il Louvre, senza com 230 prendere le numerose vignette relative a quell’edificio; l’ultima delle quali grandi tavole non fa parte del numero, ed è un ammasso di fragmenti portante il titolo Explication du Louvre. Altre 14 tavole con molte vignette sono relative al castello di Ecouen, e 11 tavole sono per il parco e palazzo di S. Cloud.
240. WATIN, L’art du peindre, doreur, vernisseur, Paris 1802, in 8.
Opera pienissima di utili avvertimenti per le pratiche d’ogni sorta di lavori di pennello.
2410. ZANDONELLA Giovan Battista, Elogio di Tiziano Vecellio dedicato al N. Sig. Galeazzo Galeazzi, Venezia 1802, in 8, M. 88.
4352. BREVI notizie della chiesa e del monastero di S. Zaccaria in Venezia, 1800, in 4, M. 6.
L’anonimo di questo libretto è l’abbate Nocchi camaldolese.
194. REQUENO D. Vincenzo, Scoperta della chironomia, ossia dell’arte di gestire colle mani, Parma 1797, in 8, fig. con tre tavole esprimenti il gesto delle mani.
1250. DESCRIZIONE d’una pittura di Antonio Allegri detto il Correggio.
Questa piccolissima operetta stampata in elegante sedicesimo coi tipi Bodoniani rende minuto conto della camera del Correggio scoperta in un monastero in Parma e illustrata poi in grande con lusso di caratteri e di incisioni.
3439. PITTURE di Antonio Allegri detto il Correggio. Descrizione d’una pittura di Antonio Allegri detto il Correggio, in 16.
Lo stampatore Bodoni pubblicò questo libretto in quel momento che distendevasi la grand’opera.
1167. LETTERA ad un amico nella quale si dà contezza del Cavalier Carlo Giuseppe Ratti pittor genovese, in 8.
Questa è un’apologia in favore del Ratti contro Francesco Milizia senza luogo ed anno.
2303. LETTERA ad un amico nella quale si da contezza del Caval. Carlo Giuseppe Ratti genovese pittore, senza luogo ed anno.
Il Ratti viene in questa giustificato per i fierissimi attacchi scagliati contro di lui dal Milizia in una nota ingiuriosa che vedesi nell’edizione delle opere e vita di Mengs ristampata a Bassano.
4711. GUARANA Jacopo, Oracoli, augurii, aruspicii, sibille, indovini della religione pagana tratti da antichissimi monumenti ed incisi in rame da più esperti viniziani artefici, Venezia 1792, in fol., fig.
Sono trenta tavole eseguite dai disegni del Guarana col testo intagliato in rame di contro a ciascuna tavola. Sarebbe però troppo infelice l’idea che degli esperti artefici veneziani si formerebbe, se fidati alle parole del frontespizio i cono 322 scitori stabilissero in quest’opera il merito della Scuola Veneta.
4366. FORMALEONI Vincenzo, Venezia illustrata colle vedute più cospicue, e le fabbriche più notabili rappresentate in 25 tavole con descrizione, Venezia 1791, in 4 oblongo.
Non è da tenersi in gran pregio per l’infedeltà, e la mancanza di gusto nelle tavole, meno quelle che logore e ritoccate riprodusse tratte dal teatro delle fabbriche più cospicue pubblicato dall’Albrizzi e intagliato da Francesco Zucchi.
1530. DESCRIPCION de los ornatos pubblicos con que la corte de Madrid a solennizado la felis exaltacion al trono de los reyes nuestros sennores D. Carlos IV y Donna Luisa de Borbon y la Jurra del Seren. D. Fernando Principe d’Asturias, Madrid 1789, in fol. fig.
Edizione elegante con undici tavole intagliate con diligenza e disegnate da buoni architetti. Esemplare della biblioteca di Pio VI.
MDCCXC
2395. VASARI Giorgio, Vita di Mess. Jacopo Sansovino scultore e architetto della Repubblica di Venezia, 2 edizione riprodotta dall’Ab. Morelli, Venezia 1789, in 4, colla veduta della libreria di San Marco in principio.
Questo dotto bibliografo riprodusse quest’opuscolo per far conoscere una recondita rarità.
515. GERLI Agostino, Opuscoli in materia d’architettura e relativi all’encausto degli antichi, ai pavimenti e alle macchine idrostatiche, alle prigioni, all’ultimare la chiesa di Seregno, Parma 1785, in fol.
Le tavole di questi opuscoli intagliate in rame stanno ai ispettivi luoghi e l’autore era dotto di molto accorgimento.
2347. PINDEMONTE Ippolito, Elogio del March. Scipione Maffei, Verona 1784, in 8.
Questo letterato amico, cultore, illustratore e benemerito alle arti e alle antichità fu lodato da un’aurea penna, che rese più pregievoli gli encomi giustissimi tributati a sì onorevole memoria.
139. GUIDOTTI Alberto, Metollo facile per formare qualunque siasi sorte di vernice della China e del Giappone, praticato in Francia e in Inghilterra, Rimino 1784, in 8.
Il meglio di questo libro è tolto da quello del Bonanni.
4382. TEMANZA Tommaso, Antica pianta dell’inclita città di Venezia delineata circa la metà del XII secolo, dissertazione topografica storico-critica, Venezia 1781, in 4, fig.
Colla tavola della pianta. Libro pieno di preziose notizie tratte dagli archivj.
1738. PACCHI Domenico, Degli abbigliamenti e delle acconciature delle donne. Opuscolo di Tertulliano recato in lingua Toscana, Firenze 1781, in 8, M. 55.
Opera non conveniente ai tempi in cui è riprodotta.
2670. DESCRIZIONE delle nuove scoperte in Pompeja, città che venne ricoperta da un’eruzione del Vesuvio al 24 agosto 72 del cavalier Gugl. Hamilton, tradotta dall’inglese con aggiunte da Cristoforo de Murr, Norimberga 1770, in 4, fig.
Con tredici tavole ben disegnate e intagliate, stampato in lingua tedesca.
2982. RICAUD de Tirégale, Médailles sur les principaux événémens de l’Empire de Russie depuis le regne de Pierre le grand jusque à celui de Catherine II, à Potsdam 1772, in fol.
Sono 111 medaglie di mediocre esecuzione la cui illustrazione breve e chiara è eseguita con quella sobrietà che diventa preziosa, ove l’autore non vagheggia ambiziosamente di mettere se stesso in troppa evidenza.
2164. Le MANUEL des artistes et des amateurs ou Dictionnaire Historique et Mythologique des emblèmes, allégories, dévises, Paris 1770, vol. quattro in dodici.
In fine al quarto volume sta un’esposizione degli autori di mitologia, di geroglifici e emblemi e dell’arte pittorica: ma però i talmente piena di sbagli e di omissioni che non può fidarsi alcuno che la consulti senza cautele.
2715. VETRANI Antonii, Dissertatio de Sebeti antiquitate nomine, fama, cultu etc. adversus Jacobum Martorellium, Neapoli 1767, in 8, M. 48.
Col frontespizio figurato, opera piena di erudizione
.
3378. DAULLE Jean, Oeuvre. Recueil de 84 estampes gravées d’aprés les tableaux des plus grands peintres italiens, flamands, et français tirés des plus célebres cabinets de Paris: sans date, chez la Veuve Daullé a Paris, in fol., atl.
Questo nostro esemplare ricco di quattro tavole, oltre il numero annunciato nel frontespizio, contiene le più scelte prove e rende un’idea del merito dell’autore, che forse non è pregiato al grado che merita d’esserlo per la bellezza e la varietà del suo taglio.
2713. STUART James, and Revett Nicholas painters, and architects, The antiquities of Athens, mensured, and delineated etc., London, printed by John Haberkarn, 1762, in fol., fig., vol. 4.
Al fine d’ogni capitolo seguono le stampe de’ migliori bulini dell’Inghilterra. Il secondo volume comparve nel 1787 37 stampato da John Nichols col ritratto di Stuart in fronte. Il terzo volume comparve ne1 1794 per lo stesso stampatore. Il quarto ed ultimo volume fu stampato da Bensley 1816 col ritratto di Revert in fronte. Termina quest’opera completando i volumi precedenti coi disegni dei marmi della celebre collezione di lord Elgin. Certamente finora non produssero i torchi e non accolsero le biblioteche un’opera di maggior pregio per l’esatta esecuzione, con cui fu fatto questo insigne lavoro. Potrebbe ritenersi come quinto volume al seguito di questa grand’opera l’altro stampato nel 1817 per conto d’una società. Vedi Antiquities of Attica
.
227. VASARI, Ragionamenti sopra le invenzioni da lui dipinte in firenze nel palazzo R. Seconda edizione, Arezzo 1762, in 4.
Al frontispizio precede il ritratto del Vasari e questa ristampa è dedicata al sig. Angelo Bassi. L’editore ritenne, come avvi tutta l’apparenza, malgrado le variazioni indicate che le due edizioni del Giunti fossero una sola, e perciò disse questa seconda e non terza edizione. Questi ragionamenti, a guisa di dialogo, hanno per interlocutori il principe di Firenze e il pittore.
3260. MONACHII Thomae, De episcopatus Hortani antiquitate liber singularis, Romae 1759, in 4, figurato, M. 24.
Con quattro tavole d’iscrizioni e sigilli
.
4001. DRUMMOND Alexander, Travels through different cities of Germany, Italy, Grece, and several parts of Asia as far as the bank of the Euphrates etc., London 1754, in fol., fig.
Opera splendidamente stampata per la copia delle tavole con molto gusto delineate ed incise, e collocate a’ luoghi voluti dal testo. Il suo viaggio estendesi anche per gran parte d’Italia fino al suo imbarco per la Grecia, e sono curiose e singolari le ingenue osservazioni di questo autore.
2525. JABLONSKI Pauli Ernesti, De Memnone graecorum et aegyptiorum hujusque celeberrima in Thebaide statua, syntagmata cum figuris aeneis, in 4, Francofurti 1753, M. 39 e 41.
Con due tavole intagliate in rame.
2898. KHEVENULLER Francisci Antonii, Regum veterum numismata anecdota aut perrara notis illustrata, Viennae Austriae, in 4, fig.
Opera apparentemente giovanile in occasione di pubblici esami al termine dell’anno scolastico: con tre tavole di medaglie; ma sostanzialmente poi profonda, poiché del p. Erasmo Froelich professore, il quale all’uso dei collegi metteva l’opera e gli alunni prestavano il nome. Il che dallo stampatore è indicato in un avviso al lettore
.
2606. NUOVA trasfigurazione delle lettere etrusche, 1751, in 4, fig., M. 27 e 78.
Interessantissimo opuscoletto ove trovansi le discrepanze tra i varj alfabeti etruschi e le somiglianze tra molti caratteri ritenuti etruschi e i runnici.
2109. STOCKMANN, Istoria del Vecchio e Nuovo Testamento, intagliata in 100 tavole da Klauber, in fol. oblon.
Questo è un saggio dei più parlanti dell’estremo confine che toccarono le arti nella pessima direzione e nel gusto falso. Questo intagliatore d’Augusta Gio. B. Klauber ebbe un figlio che recatosi in Francia si dedicò al genere di ville e stava occupandosi dell’intaglio del Gabinetto di Stosch, ora Reale di Berlino.
4040. MARIESCHI Michael, Magnificentiores, selectioreque urbis venetiarum prospectus, Venetiis 1741, in fol. obl.
Sono queste 22 tavole compresa quella del frontespizio, intagliate all’acqua forte dallo stesso autore con molto bel garbo, e verità.
2734. ARIGONI Honorii Veneti, Numismata quaedam, cujuscumque formae, et metalli ad usum juventutis rei nummariae studiosae, Tarvisii, sumptibus auctoris 1741 ad 1759, in fol., fig., 4 vol. legati in due.
Una semplice prefazione a ciascun volume e l’elenco delle tavole e delle serie in cui l’opera è distribuita, formano il testo dei 4 volumi ricchi di tav. 411.
2571. ESAME della controversia letteraria che passa tra il marchese Scipione Maffei e il d. Anton Francesco Gori in proposito del Museo Etrusco, in 8, M. 67.
Sono esposti i pareri dell’uno e dell’altro in colonna ed è estratto dal Giornale dei Letterati di Pisa.
301. BUCHOTTE, Les regles du dessein et du lavis, Paris 1722, in 8. Prima edizione con minor numero di tavole della seguente.
1489. DIARIO delle solennità in occasione dell’elezione ed incoronamento dell’Imperatore Carlo VI, Francfort 1712, in fol. fig., in lingua tedesca.
Sono in questo volume 18 tavole fra le quali i 10 ritratti della famiglia imperiale intagliati da Montalegre con bassa mediocrità.
MDCCXIII
1021. Alle GLORIE immortali del Sig. Giuseppe M. Mazza, scultor celeberrimo bolognese, per il prodigioso presepio di bronzo alto piedi 5 e lungo piedi 8 1/2 gettato nell’arsenale di Venezia e collocato nella chiesa de’Camaldolesi nell’Isola di S. Clemente l’anno 1703, Padova, in 4.
Questa è una collezione di poesie in onore di questo artefice che fuse anche e cesellò i gran quadri storici di bronzo che sono in una delle grandi espelle a S. Giovanni e Paolo in Venezia.
3607. BELLORI, Admiranda romanarum antiquitatum ac veteris sculpturae vestigia anaglyphico opere elaborata: a Petro Sancte Bartolo delineata, et incisa: notis Jo. Petris Bellorii illustrata, Romae 1693, in fol., fig., edizione seconda, sonovi 84 tavole.
Questa seconda edizione è però avanti le tante ristampe fatte di quest’opera preziosa, le quali non si riconoscono, perché le tavole estremamente logorate le sfigurano. Esemplare di dedica con ricchissime dorature.
4132. BARRI Giacomo, Lo stesso tradotto in inglese, Londra 1679, in 8.
4154. W. L., The painters voyage of Italy, London 1679, in 8. Nel quale si parla delle pitture e sculture delle principali città d’Italia tanto nei luoghi pubblici che privati, e singolarmente del Museo Setalla in Milano.
Scritto originalmente in italiano da Giacomo Barri pittor veneziano, e tradotto in inglese.
3399. KIRCHERII Athanasii, Romani Collegii Musaeum celeberrimum publicae luci expositum a Georgio de Sepibus, Amstelodami 1678, in fol., fig.
Con molte tavole in rame ed in legno, parte frapposte e parte inserte nel testo. Opera in cui si riprodussero molte figure d’obelischi e monumenti egiziani in altri libri dallo stesso autore pubblicati.
3863. ROSSI (De) Giovan Giacomo, Le fontane di Roma delineate, ed incise da Giovan Battista Falda e da Francesco Venturini, in fol. obl., senz’anno. — La prima parte di questo libro contiene le fontane nei luoghi pubblici di Roma. — La seconda quelle di Frascati, e di Tusculano. — La terza dei palazzi e giardini di Roma.
Sono 77 tavole compresi i frontespizj di bellissimo inta 217 glio, le quali sono di prima freschezza, e rendono una precisa idea dei luoghi e delle cose rappresentate.
4117. VUES, plans etc. du château de Versailles, avec les statues, thermes et vases, 78 pieces, gr. fol., Paris 1672 à 84 avec la description de la grotte de Versailles 1679, gr. fol., 20 pl.
Questi due volumi fanno parte dell’opera detta Cabinets du Roy composta di molti volumi da noi non posseduti in intero, della quale de Bure, e Brunet danno ragione. Le stampe di queste due opere da noi qui citate e legate in un solo volume sono di prima freschezza, e di mano di eccellenti intagliatori, massimamente quelle che presentano le sculture della grotta che sono di Giovanni Edelink e di Stefano Pickart.
1467. FONTANA Carlo, Lettera in risposta al Sig. Ottavio Castiglioni, in cui racconta il nobilissimo rinfresco dato dai Cardinal Chigi alla Sig. D. Caterina Rospigliosi e altri principi e principesse, Roma 1668, in 4, fig.
Con 6 tavole in tutto foglio intagliate da P. S. Bartoli.
MDCLXX
258. Evelyn Jean., Sculptura, or the history and art of calchography and engraving in copper. With an ample enumeration of the most renowned masters and their works etc., London 1662, in 9, figurato. Colla stampa del Principe Roberto e con l’elegante frontispizio intagliato da A Hertocks, come è detto a pag. 81.
Nel nostro legato in marocchino dorato, trovasi scritto di mano di Mariette come segue: «Cette histoire de la gravure par Jean Evelyn est introuvable même en Angleterre, où le livre a été imprimé: mais il faut l’avoir complette et c’est encore une difficulté; car la planche gravé par le Prince Robert y manque presque toujours. Il est arrivé souvente que les curieux l’en ont otée pour en enrichir leurs recucils d’estampes; c’est cependant la principale singularité du livre, dans le quel il est parlé pour la premère fois et avec mystere de la gravure en manière noire ou mezzo tinto et comme d’un secret qui n’était pas encore pubblié. On en fait honneur au Prince Robert, comte Palatin du Rhin, et l’on ent étoit d’autant plus persuadé qu’il venoit d’apporter en Angleterre cette nouvelle manière de graver: cependant dans l’exacte verité l’invention étoit d’un officier allemand, nommè L. de Siegen, qui servoit dans l’armée du Landgrave de Hesse et qui fit présent de son secret au Prince Robert. Celui-ci aidé par Waillant ne fit que le perfectionner, et sos ses auspices cette gravure se fixa en Angleterre, et y fit de tels progrès que c’est de tous les pays celui où elle a été le plus goutée et le plus cultivé. On a trové a la page 131 de cet ouvrage une énumeration des pièces gravés en manière noire par le Prince Robert. Ce sont autant de chefs-d’oeuvre et qui sont en même tems de la plus grande rareté. Je les ai presque toutes. La plus considerable a été gravée à Francfort en 1658. C’est une décollation de S. Jean Baptiste d’après M. Ange de Caravaggio.» Fin qui di mano autografa del primo possessore.
J’ajoute que M. Walpole p. 95 du V tom. de ses anecdotes of painting ed. in 8 cite une nouvelle édition de cet ouvrage. (d’Agincourt – Mano Propria)
44
Trovasi in questo nostro esemplare, di mano diversa da quella di Mariette, la versione esatta e ricorretta di tutto il capitolo VI in francese, oltre quella delle due pagine 130 e 131, e poi in fine ripiglia di mano di Mariette come più sotto. Sembra che questo fosse l’abbozzo in carta volante di quanto abbiamo riportato più sopra, da lui diligentemente trascritto nelle pagine che precedono la stampa del testo, ma il lettore gradirà anche di avere il primo pensiere di quest’uomo chiarissimo e classico in tal sorta di giudizi.
«La gravure en manière noire étoit une invention nouvelle pour l’Angleterre dans le tems que Evelyn écrivoit son traité de la gravure un 1662: c’est pourquoi il affecte d’en parler d’une façon si énigmatique. Il vouloit par la exciter la curiosité des artistes et des connoisseurs. Il est cependant vrai que cette manière de graver avoit été trouvé en Allemagne, il y avoit deja plusieurs années. Un gentilhomme de l’electorat de Cologne nommé L. A. Siegen en avoit fait l’essai, du quel j’avois eu quelque pièces et quelque portrait, et l’on aperçoit aisément que ce sont les ouvrages d’un homme qui tente un secret dont il est l’inventeur, au lieu de dans ce que fait le Prince Robert, on s’aperçoit qu’il a perfectionné le secret et qu’il en est tout à fait le maître, outre qu’il y regne une grande intelligence, ce qui viente ou de ce que le Prince étoit bien conduit, ou qu’il avoit lui même une grande connoissance de la peinture et sur tout de la partie du clair obscur. Je ne puis au reste pas imaginer qu’il n’ait été aidé par quelqu’habile homme. Les personnes d’un rang aussi distingué que ce prince ne manquent pas de gens qui se font honneur de les guider, et qui leur laissent volontiers tout l’honneur du travail. Qui sait si ce n’étoit Waillant lui-même à qui on dit que le prince communiqua bien tot son secret.»
819. BOSSE, Traité pour pratiquer la perspective sur les surfaces irrégulieres, Paris 1653, en 8, fig.
Questa è riproduzione del medesimo testo e della medesima edizione dell’opera seguente, ma eseguita senza la dedica e colle tavole più logore.
569. MITELLI Agostino, Fregi dell’architettura presso Giangiacomo de’ Bossi, in Roma, in fol. contenente 25 carte di grotteschi in 49 colonne. – Aggiuntevi: otto tavole di antiche fabbriche e fontane e fragmenti di monumenti in diversi paesi d’Italia, come la fabbrica dell’orologio in Piazza San Marco di Venezia, avanti che vi fossero poste le colonne, la fontana di Bologna colla data 1563, due capitelli singolari colla data 1537 e la marca P. S. (Petri Nobilitas Formis) alcuni grotteschi intagliati da Enea Vico, colla data 1541. – Libro di catafalchi e tabernacoli con vari altri disegni tratti da diverse opere; colle porte di Michel Angelo; tav. 21 riunite e pubblicate da Giovanni Giacomo de’ Bossi. – Il funerale fatto nel 1661 al cardinal Mazarini, tav. 8, ove è la bellissima stampa emblematica del Gallestruzzi. 102 – La festa fatta in Roma ai 28 febb. 1634, data in luce da Vitale Mascardi con molte altre feste, trionfi, scenari, prospettive, di Remigio Cantagallina e di Giulio Parigi, per le nozze dei Principi di Toscana nel 1608, tav. 7 e altri spettacoli teatrali disegnati da Francesco Grimaldi bolognese con in fine 22 vedute prospettiche antiche ripubblicate nel 1647 da Giovan Giacomo de’ Rossi.
84. BISAGNO D. Francesco, Trattato della pittura fondato nell’autorità di molti eccellenti in questa professione, Venezia 1642, in 8.
Meschino ed inutile libro per l’arte e per la storia. I due trattatelli del Biondo e del Bisagno non sono divenuti; rari per la loro preziosità, ma unicamente perché essendo opere di poco merito, non ottennero l’onore di una seconda edizione.
1084. BOCCHINI Bartolomeo, Le pazzie dei savi, ovvero il Lambertaccio. Poema tragicoeroicomico, Venezia 1641, in 12, fig. con elegantissime tavole di Callot.
Sono questi 12 canti con altrettante tavole oltre il frontespizio collo stemma di Lorenzo Principe di Toscana: edizione non citata nella Biblioteca Capponi, ove si indica un’edizione posteriore di Bologna 1653.
4328. ANGELOTTI Pompeo, Descrizione della città di Rieti, Bologna 1635, in 4 pic.
Libro assai dottamente concepito ed esteso, non comune a trovarsi, e magnifico esemplare in vitello.
608. PERUCCI Orazio, Porte d’architettura rustica date 110 in luce da Francesco suo figlio, Reggio 1634, in foglio.
Sono porte 18 in altrettante tavole che sono sullo stile di quelle del Vignola. Quest’opera non è a molti nota quantunque di bello stile e sebbene le stampe siano state pulitamente intagliate dal Coriolano.
1693. LORICHIUS Melchior, Figure disegnate e intagliate a piedi e a cavallo con parecchi begli edifici alla maniera turca, Hambourg, presso Michele Hering, 1626, in fol. p. Prima edizione.
Questo nostro esemplare che appartenne alla biblioteca di Mariette, poi a quella del C. d’Agincourt fu oggetto di molte cure del primo suo possessor e venendo riguardato da lui come pregiatissima e bellissima cosa, crediamo di far gustare agli amatori le illustrazioni stesse, che estese di pugno di Mariette, trovami annesso a questo nostro esemplare. Il y a eu trois éditions du livre des habillemens turcs par Melchior Lorich. La premier qui est la nôtre est de l’année 1626 à Hambourg chez Michel Hering. La seconde est de l’année 1641 aussi à Hambourg, chez Tobie Gunderman. La troisième imprimée dans le même libraire et chez le mé-me libraire, porte la date de 1646. A cette drrniere édition il y a au commencement et de plus qu’aux deux autres, une table imprimée en allemand, qui est une explication des figures, prise sur le MS. même de l’auteur: mais il est assez difficile d’en faire usage, car les figures n’étant point chiffrées, ne se trouvent presque jamais rangées comme la table, dans laquelle ces figures sont cependant indiquées par des chiffres qui sont supposées devoir se rencontrer sur les planches. Il seroit bien à sonhaiter qu’on eut eu l’attention de les y mettre; car si quelques estampes demandent une explication, ce sont sur tout celles qui représentent de vues d’edifi 292 ces existains et des habillemens des nations, tels que sont ceux que Melchior Lorich a représentées ici, après les avoir dessinées avec autant d’exactitude que de goût sur les lieux. Nôtre exemplaire est plus ample que celui du roi d’une planche double qui represente la vue de la mosquée apellée la Solimanie. Celui du roi a de plus trois planches, l’une qui représente cet ornement d’orfévrerie dont le bonnet des Janissaires est ordinairement paré par devant; la seconde qui est plus grande que toutes celles qui se trouvent dans le livre, représente onze étendards ou quenes de chevaux ornées de handerolles, qui suivant ce qu’il en dit dans les explications, furent portées à une procession qui se fit a Constantinople en 1558 dans le tems que Lorich étoit dans cette ville; c’est une forte et belle chose, que je regrette fort de ne pas avoir: La 3 qui est encore une planche double, représente un assemblage de divers bâtimens la plupart turcs, mais qui paroissoient avoir été faits de génie, chacun est accompagné d’une lettre de renvoi: cependant cette planche n’est pas expliqué dans la table. Enfin on trouve encore dans l’édition du roi une planche en bois sur laquelle est représenté le portrait de l’auteur, fait en 1575 dans une éspéce de médaille placée au dessous de trois autres médailles qui renferment autant de dévises propres à Melchior Lorich ou Lorch. Voila en quoi consistent les différences qui se recontrent entre les deux exemplaires que je cite et qui ne proviennent à mon avis, que de ce que les planches n’etant pas chiffrées, il étoit difficile de les assembler régulièrement et en faire un corps bien complet. Ainsi je tiens que les deux exemplaires sont incomplets. J’ajouterai que dans l’exemplaire de la bibliothéque du roi, ou a joint quatre planches gravées en cuivre par le même Lorich et qui sont deux portraits, l’un en buste et l’autre en pied de l’Empereur Soliman et deux semblables portraits d’Ismael, Ambassadeur du Sophi de Perse à la cour du dit Soliman, et une cinquième planche représentante une Fortune gravée par Philippe Galle d’après le même Lorich, mais ce dernier morceau est bien mauvais, tant pour la composition que pour le goût du dessein. Ce sont ces cinq pièces gravées en cuivre, qui ont donné occasion de marquer dans les titres des éditions de 1641 et 1646 que ce recueil étoit composé de planches gravées en bois et en cuivre. Elles ne font point cependant partie de ce recueil; ce sont des morceaux détachés; et qui n’y ont été ajoutés qu’après coup, sans doute par le libraire pour donner à son edition une supériorité sur la première édition.» Ecco alla distesa il frontespizio d’una di queste edizioni tal come lo traduce lo stesso Mariette in un quaderno ove presenta l’elenco numerato delle tavole parimente tradotto. Figures dessinées et gravées à pied et à cheval avec plusieurs 293 beaux édifices à la maniere turque et toutes autres choses qu’on peut y voir: par Melchior Lorichius de Flensbourg très-savant, très-renommé, et trèsexperimenté. Le tout d’après nature et suivant la perspective en cuivre, et en bois mise au jour pour la 3 fois avec une table pour les figures, tirée de l’original manuscrit, presènté à tous les amateurs, peintres. sculpteurs, graveurs à leur honneur et pour leur uilité., à Hambourg, chez Tobie Gounderman Libraire, en 1646. Noi stessi personalmente abbiamo fatto l’esame dell’esemplare di Parigi alla Biblioteca R. e lo abbiamo riconosciuto composto dai fragmenti dei due diversi esemplari della seconda e terza edizione, trovandosi in principio il frontespizio colla data del 1646 e dopo quarantotto carte l’altro frontespizio colla data del 1641 e un gran numero di tavole duplicate e ripetute senza ordine e senza scelta. Nel resto confronta con ciò che fu riconosciuto dal diligentissimo Mariette. Abbiamo avuto cura di prendere un lucido esattissimo delle tre tavole dei stendardi, delle fabbriche, e degli ornati d’oreficeria citate qui sopra, che abbiamo inserte nel nostro conservatissimo e prezioso esemplare. È osservabile come i bibliografi più accreditati non diano cenno di un’opera dalla quale tutti hanno preso e persino materialmente copiato nel produrre in una quantità di libri posteriori le costumanze orientali. L’esemplare di questa prima edizione e composto di 114 tavole, nelle quali è compreso il frontespizio.
2731. ALEANDRI Hieronimi junioris, Navis Ecclesiae Sym 40 bolum in veteri gemma annulari insculptum, Romae 1629, in 8, fig.
In quest’opuscolo l’autore si annunzia come un teologo piuttosto che come un antiquario.
1431. VALESIO Luigi. Apparato Funebre dell’Anniversario a Gregorio XV celebrato in Bologna a’ 24 Luglio 1624, in fol. fig.
Con otto tavole intagliate in rame e le relazioni di Giovan Luigi Valesio.
MDCXXV
1837. ALCIATI Andreae V. Cl., Emblemata cum commentariis amplissimis Claudii Minois Francisci Sanctii Brocensis et notis Laurentii Pignorii etc. etc., Patavii 1621, ap. Petr. P. Tozzium, in 4.
Ad ognuno dei 212 emblemi una lunga spiegazione e tutti i commenti: opera che oltrepassa le 1000 pagine di testo e la più ampia che abbiamo intorno questa materia trattata dall’Alciato
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1413. GIRARDI Giul., Esequie di Arrigo IV cristianissimo re di Francia e Navarra celebrate in Firenze dal Serenissimo D. Cosimo II, Gran Duca di Toscana descritte da Giuliano Girardi, Firenze 1610, per Bartolomnieo Sermartelli, in fol. fig.
Le 36 tavole in rame rappresentano altrettanti fatti storici allusivi a Enrico IV. con la marca A. R.
MDCXI
3970. BRY (Theodorus, Jo. Theodorus, Israel de) et Mattheus Merian, Collectiones peregrinationum in Indiam Orientalem et Indiam Occidentalem XXV partibus comprehensae, Francf. ad Moenum 1590 a 1634, in fol., fig., rilegato in 4 vol., due in foglio maggiore, e due in minore.
Nel nostro esemplare di prima impressione confrontato colle lunghe descrizioni di de Bure, e avente tutti i contrasegni della vera originalità, con qualche carta topografica di più delle indicate da questo bibliografo, mancano le ultime 5 parti alla prima collezione (detta de’ gran viaggi) che debbe essere composta di 13 parti, e quattro ne mancano egualmente alla seconda collezione (detta dei piccoli viaggi) che debbe esser composta di 12 parti. Esemplare però bellissimo, dorato, che apparteneva alla Biblioteca Brignole in Genova. Rare volte abbiamo trovato questo corpo completo.
4150. SCOTTI Francisci, Itinerariae Italiae rerumque romanarum libri tres, Antuerpiae, ex officina Plantiniana, 1600, in 12.
4244. MORIGIA Paolo, La nobiltà di Milano divisa in sei libri, Milano 1595, in 4 pic.
3896. VACCA Flaminio, Memorie di varie antichità trovate in diversi luoghi dell’alma città di Roma nell’anno 1594, Roma 1704, in 4, M. 40.
Questo è uno de’ più preziosi opuscoli sulle antichità di Roma.