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13. BONIFACIO Giovanni, Le arti liberali e meccaniche come siano state dagli animali irrationali agli uomini dimostrate, Rovigo 1628, in 4, M. 63.
Opera stravagante e ripiena d’erudizione curiosa, senza alcun principio di critica.
Opera stravagante e ripiena d’erudizione curiosa, senza alcun principio di critica.
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BOTTARI Monsig. Vedi Raccolta di Lettere Pittoriche. – Dialoghi sopra le tre arti del disegno. – Vasari, Vite de’ Pittori.
94. BULENGERI Caes., De pictura, plastice, statuaria, lib. duo, Lugduni 1627, in 12; aggiunto: De Ludis privatis ac domesticis veterum lib. unicus De Conviviis, lib. IV, eodem loco et anno.
Della pittura è trattato secondo gli antichi e nulla si dice intorno gli artisti moderni. Relativi all’encausto sonovi alcuni capitoli interessanti scritti in un’epoca molto anteriore a quelle de’ moderni scrittori.
Della pittura è trattato secondo gli antichi e nulla si dice intorno gli artisti moderni. Relativi all’encausto sonovi alcuni capitoli interessanti scritti in un’epoca molto anteriore a quelle de’ moderni scrittori.
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96. DE BUTRON Don Ivan, Discursos apologetieos en que se defiende la ingenuidad del arte de la pintura, Madrid 1626, in 4 pic.
Fra i libri d’arte spagnoli non è comune.
Fra i libri d’arte spagnoli non è comune.
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98. CARDUCHO Vincencio, Dialogo della pintura, su defensa, origen, essencia, etc., Madrid 1634, in 4, fig.
Ad ognuno degli otto libri che compongono quest’opera è una tavola allegorica intagliata pittorescamente oltre il frontespizio figurato.
Ad ognuno degli otto libri che compongono quest’opera è una tavola allegorica intagliata pittorescamente oltre il frontespizio figurato.
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Le notizie sparse in quest’opera sono preziose specialmente intorno i palazzi di Spagna, e servirono di scorta a posteriori trattati spagnuoli. Si parla ivi di alcuni discorsi inediti mirabilissimi di Michelangelo che ora o sono perduti, o giacciono sconosciuti non senza gran danno e desiderio dell’arte. Il Carducho è un fiorentino d’origine (Carducci) stabilitosi da giovine alla corte di Spagna.
Le notizie sparse in quest’opera sono preziose specialmente intorno i palazzi di Spagna, e servirono di scorta a posteriori trattati spagnuoli. Si parla ivi di alcuni discorsi inediti mirabilissimi di Michelangelo che ora o sono perduti, o giacciono sconosciuti non senza gran danno e desiderio dell’arte. Il Carducho è un fiorentino d’origine (Carducci) stabilitosi da giovine alla corte di Spagna.
Show More CARICATURE, Vedi Hollar, Mariette, Gerli, Grose.
147. JUNII Francisci, De pictura veterum lib. 3, Amstelodami 1637, in 8.
In questa prima edizione non sono gli elenchi ragionati degli artefici antichi, come trovansi nell’edizione in foglio.
In questa prima edizione non sono gli elenchi ragionati degli artefici antichi, come trovansi nell’edizione in foglio.
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311. COLOMBINA Gasparo padovano, Discorso distinto in quattro capitoli, nel primo de’ quali si discorre del disegno e modi di esercitarsi in esso; nel secondo della pittura e quale deve essere il buon pittore; nel terzo de’ modi di colorire e sue distinzioni; ne quarto con quali lineamenti il disegnatore, e con quali colori il pittore, deve spiegare gli affetti ec., Padova, per Paolo Tozi, 1623, in 4 gr. colla dedica al P. Bernardino Guidoni segnata dallo stampatore e un avviso ai lettori.
Non sono questi che otto foglietti di stampa in tutto.
Non sono questi che otto foglietti di stampa in tutto.
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313. COLOMBINA Gasparo padovano, Il bomprò vi faccia per sani ed ammalati, Padova, per Pietro Paolo Tozzi, 1621, in 8 fig.
Questo libretto contiene l’uso di molti semplici per guarigioni di malattie con la figura di tutte le piante intagliate in legno fra il testo. Non appartiene per la sua materia a questa collezione, ma è un’opera curiosa ed estesa dall’autore di cui abbiamo il precedente Trattato elementare del disegno che tiene luogo fra’ libri rarissimi.
Questo libretto contiene l’uso di molti semplici per guarigioni di malattie con la figura di tutte le piante intagliate in legno fra il testo. Non appartiene per la sua materia a questa collezione, ma è un’opera curiosa ed estesa dall’autore di cui abbiamo il precedente Trattato elementare del disegno che tiene luogo fra’ libri rarissimi.
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329. DE ST. IGNY Jean, élémens de portraiture ou la methode de répresenter et pourtraire toutes les parties du corp humain, Paris 1630, in 8 fig.
Oltre le tavole, che spiegano le proposizioni del testo in quest’operetta, trovansi al fine dopo il privilegio quattordici ritratti.
Oltre le tavole, che spiegano le proposizioni del testo in quest’operetta, trovansi al fine dopo il privilegio quattordici ritratti.
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342. PALMA Giacomo, Regole per imparar a disegnare i corpi umani, divise in due libri, delineate dal famoso pittor Palma Giacomo, in Venezia, pr. Marco Sadeler, 1636. Intagliate da Giacomo Franco, in f.
Due tavole eseguite pittorescamente.
Due tavole eseguite pittorescamente.
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357. SCHEINER Cristophori, Pantographicae, seu ars delineandi, Rome 1631, in 4, fig.
364. VALESIO Giovanni, La stessa opera pubblicata in Roma da Andrea Vaccario. Aggiuntovi altre tavole tolte da altri.
Sono in questo esemplare aggiunte anche altre varie stampe di statue antiche di Roma e alcune invenzioni di Pompeo Aquilano intagliate da Orazio Aquilano 1573. In tutto tavole 32.
Sono in questo esemplare aggiunte anche altre varie stampe di statue antiche di Roma e alcune invenzioni di Pompeo Aquilano intagliate da Orazio Aquilano 1573. In tutto tavole 32.
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412. BARCA Pietro Antonio, ingegnero milanese, Avvertimenti e regole circa l’architettura civile, scultura, pittura, prospettiva e architettura militare, Milano, per Pandotfo Malatesta, 1620, per traverso.
Questo libro è dedicato a Filippo III. Re di Spagna, ma è 74a pochi noto, e da pochissimi celebrato, sebbene meriti d’esser collocato fra’ più giudiziosi trattati. Le tavole sono disegnate con gran parità e incise accuratamente forse dallo stesso autore. Dodici tavole sono per l’architettura, sette per la scultura, ossia per le proporzioni de’ corpi umani, sei per la prospettiva e otto per la fortificazione, compreso il frontespizio collo stemma del re di Spagna: il libro è compatto di 46 foglietti.
Questo libro è dedicato a Filippo III. Re di Spagna, ma è 74a pochi noto, e da pochissimi celebrato, sebbene meriti d’esser collocato fra’ più giudiziosi trattati. Le tavole sono disegnate con gran parità e incise accuratamente forse dallo stesso autore. Dodici tavole sono per l’architettura, sette per la scultura, ossia per le proporzioni de’ corpi umani, sei per la prospettiva e otto per la fortificazione, compreso il frontespizio collo stemma del re di Spagna: il libro è compatto di 46 foglietti.
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417. BAROZZIO Giacomo da Vignola, Regola delli cinque ordini d’architettura, Siena 1635, presso Pietro Marchetti.
Dopo il frontespizio segue la dedica al Sig. Volunio Bandinelli: e si compie la pagina colla dichiarazione del Vignola: è rimpiazzato il terzo foglio dei privilegi con una tavola di più dell’edizione originale, ove sono le colonne dei cinque ordini riunite; cosi si procede sino alla tav. 32 e seguono poi le porte tratte dalle opere del Buonarroti, che fanno arrivare il numero delle tavole di quest’edizione sino alle 45.
Dopo il frontespizio segue la dedica al Sig. Volunio Bandinelli: e si compie la pagina colla dichiarazione del Vignola: è rimpiazzato il terzo foglio dei privilegi con una tavola di più dell’edizione originale, ove sono le colonne dei cinque ordini riunite; cosi si procede sino alla tav. 32 e seguono poi le porte tratte dalle opere del Buonarroti, che fanno arrivare il numero delle tavole di quest’edizione sino alle 45.
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418. BAROZZIO Giacomo da Vignola, Regola delli cinque ordini d’architettura colla 75nuova aggiunta di Michel Angelo Buonarrotti, Arnhem 1620, in fol. fig.
Il testo di quest’opera è in italiano, olandese, francese e tedesco, distribuita in 42 tavole, la quale a dir vero è una assai bella imitazione delle anteriori buone edizioni italiane. Vedi d’Avilar e Labacco.
Il testo di quest’opera è in italiano, olandese, francese e tedesco, distribuita in 42 tavole, la quale a dir vero è una assai bella imitazione delle anteriori buone edizioni italiane. Vedi d’Avilar e Labacco.
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439. BLOOME Hans, Il libro dei cinque ordini delle colonne tradotto dal latino in inglese, 1620 in f. fig. Opera di 18 fogli di stampa colle tavole in legno ben disegnate e stampate fra il testo.
Escì quest’opera alla luce in latino con questo titolo: Quinque columnarum exacta detcriptio, atque delineatio cum simmetrica earum descriptione, conscriapta per Jo. Bloum, Tiguri 1560, e in tedesco fu riprodotta nel 1671. Rara a trovarsi in qualunque lingua.
Escì quest’opera alla luce in latino con questo titolo: Quinque columnarum exacta detcriptio, atque delineatio cum simmetrica earum descriptione, conscriapta per Jo. Bloum, Tiguri 1560, e in tedesco fu riprodotta nel 1671. Rara a trovarsi in qualunque lingua.
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504. FICHER, Livre d’architecture contenant les bâtimens antiques moins connus, ceux des arabes et des turques; l’architecture persanne et quelques bâtimens aussi de l’invention et dessin de l’auteur avec diverses vases antiques et quelques uns d’invention de l’auteur, 1623 Leipzig, in fol. oblong, fig. col testo francese e tedesco, libri V.
Quest’opera presenta un’indigesta riunione di opere infedelmente tratte da altri e in parte sognate da questo architetto.
Quest’opera presenta un’indigesta riunione di opere infedelmente tratte da altri e in parte sognate da questo architetto.
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II trarre dai racconti della storia edifici di cui non restano traccie è opera che esige infinita critica e l’imaginazione non basta, specialmente quando non è punto guidata dal gusto. Contiene il volume 84 tavole, di cui le ultime tredici rappresentano una collezione di vasi.
II trarre dai racconti della storia edifici di cui non restano traccie è opera che esige infinita critica e l’imaginazione non basta, specialmente quando non è punto guidata dal gusto. Contiene il volume 84 tavole, di cui le ultime tredici rappresentano una collezione di vasi.
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570. MONTANO Giovan Battista milanese, Libro d’architettura con diversi ornamenti cavati dall’antico, Roma 1624, in fol. fig.
Quest’opera è di 40 tav. edizione originale; segue poi la scelta di vari tempietti antichi, Roma, presso il Soria, 1624: sono tavole 6 vengono in seguito diversi ornamenti capricciosi per depositi e altari, Roma 1625; sono tavole 40. Finisce il volume coi tabernacoli diversi nuovamente inventati da Giovan Battista Montano: Roma 1618: sono tavole 24 in fol. fig., il tutto dato in luce da Giovan Battista Soria romano. Il Montano si intitola intagliatore di legname eccellentissimo, di questo volume quantunque s’incominci ad inclinare al gusto falso, vedesi però quanto l’autore fosse valente.
Quest’opera è di 40 tav. edizione originale; segue poi la scelta di vari tempietti antichi, Roma, presso il Soria, 1624: sono tavole 6 vengono in seguito diversi ornamenti capricciosi per depositi e altari, Roma 1625; sono tavole 40. Finisce il volume coi tabernacoli diversi nuovamente inventati da Giovan Battista Montano: Roma 1618: sono tavole 24 in fol. fig., il tutto dato in luce da Giovan Battista Soria romano. Il Montano si intitola intagliatore di legname eccellentissimo, di questo volume quantunque s’incominci ad inclinare al gusto falso, vedesi però quanto l’autore fosse valente.
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582. ODDI Orazio da Urbino, Dello squadro, trattato, Milano 1625, in 4, picc. fig.
Le numerose figure collocate fra il testo sono chiaramente disegnate e la materia è trattata con ordine e precisione.
Le numerose figure collocate fra il testo sono chiaramente disegnate e la materia è trattata con ordine e precisione.
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588. OSII Theodati, De architecturae et agrimensurae nobilitate, Mediolani 1639, in 8.
Opuscoletto in caratteri corsivi.
Opuscoletto in caratteri corsivi.
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608. PERUCCI Orazio, Porte d’architettura rustica date 110 in luce da Francesco suo figlio, Reggio 1634, in foglio.
Sono porte 18 in altrettante tavole che sono sullo stile di quelle del Vignola. Quest’opera non è a molti nota quantunque di bello stile e sebbene le stampe siano state pulitamente intagliate dal Coriolano.
Sono porte 18 in altrettante tavole che sono sullo stile di quelle del Vignola. Quest’opera non è a molti nota quantunque di bello stile e sebbene le stampe siano state pulitamente intagliate dal Coriolano.
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631. REVESI Bruti Ottavio, Archisesto per formar con facilità li cinque ordini d’architettura, Vicenza 1627, in fol. fig.
Oltre la tavola che rappresenta l’archisesto vi sono 49 tavole di operazioni in tutti gli ordini disegnate e intagliate con gusto ed intelligenza profonda dell’arte. Il meccanismo però suggerito dall’architetto poco fu messo in pratica, poiché è un gran perditempo e non compensa della lentezza dell’opera colla precisione, che in tanti altri modi si può ottenere.
Oltre la tavola che rappresenta l’archisesto vi sono 49 tavole di operazioni in tutti gli ordini disegnate e intagliate con gusto ed intelligenza profonda dell’arte. Il meccanismo però suggerito dall’architetto poco fu messo in pratica, poiché è un gran perditempo e non compensa della lentezza dell’opera colla precisione, che in tanti altri modi si può ottenere.
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658. SCHEINER Christophori, Pantographice seu ars parallelogrammarum lineare ec., Roma 1631, in 4 fig. delineandi res quaslibet per
Con quaranta figure intagliate in rame collocate fra il testo, e chiaramente disegnate. Quest’opera fu la prima che ci presentasse completo l’uso del pantografo.
Con quaranta figure intagliate in rame collocate fra il testo, e chiaramente disegnate. Quest’opera fu la prima che ci presentasse completo l’uso del pantografo.
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687. VIOLA Zanini padovano pittore e architetto, Dell’architettura, Libri due, Padova, presso Fran. Bolzetta, 1639, in 4, fig. prima edizione.
Questo libro ripieno di ottime nozioni in ogni teoria, e in ogni pratica dell’arte è scritto da un autore che era nudrito de’ migliori principii. Tutte le tavole copiosissime sono intagliate in legno e frapposte al testo.
Questo libro ripieno di ottime nozioni in ogni teoria, e in ogni pratica dell’arte è scritto da un autore che era nudrito de’ migliori principii. Tutte le tavole copiosissime sono intagliate in legno e frapposte al testo.
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725. VITRUVIO M., I dieci libri dell’architettura tradotti e commentati da Monsig. Daniele Barbaro ed ora in questa nuova impressione per maggior comodità del lettore le materie di ciascun libro ridotte sotto capi, Venezia, presso Alessandro de’ Vecchi, 1629.
Quest’edizione è presa dalla precedente del 1567 colla differenza di essere assai meno corretta, ed essendo state dallo stampatore in più luoghi omesse tavole necessarie, o sostituite alcune altre che non hanno che fare col testo. Ma ciò che è più strano si è che il de’ Vecchi editore, ponendo il suo nome al proemio che aveva prodotto il Franceschi nella più antica citata edizione, ove parla del Barbaro si esprime come se avesse avuto dialogo con lui nelle materie vitruviane ed era morto 59 anni prima di questa seconda edizione: il che prova che ristampò e fece suo il proemio del Franceschi, senza leggerlo.
Quest’edizione è presa dalla precedente del 1567 colla differenza di essere assai meno corretta, ed essendo state dallo stampatore in più luoghi omesse tavole necessarie, o sostituite alcune altre che non hanno che fare col testo. Ma ciò che è più strano si è che il de’ Vecchi editore, ponendo il suo nome al proemio che aveva prodotto il Franceschi nella più antica citata edizione, ove parla del Barbaro si esprime come se avesse avuto dialogo con lui nelle materie vitruviane ed era morto 59 anni prima di questa seconda edizione: il che prova che ristampò e fece suo il proemio del Franceschi, senza leggerlo.
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802. ACCOLTI Pietro, gentiluomo fiorentino, Lo inganno degli occhi, prospettiva pratica, trattato in acconcio della pittura, Firenze 1625, in fol. fig.
Opera divisa in tre parti, colle tavole intagliate in legno fra il testo e celebrata per l’ampiezza delle nozioni non tanto lineari del disegno prospettico, quanto del trattato dell’ombre e dei lumi. Il tutto esposto con bei modi del dire.
Opera divisa in tre parti, colle tavole intagliate in legno fra il testo e celebrata per l’ampiezza delle nozioni non tanto lineari del disegno prospettico, quanto del trattato dell’ombre e dei lumi. Il tutto esposto con bei modi del dire.
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820. BOSSE, Moyen universel de pratiquer la perspective sur les tableaux, ou surfaces irregulieres: ensemble quelques patticularités concernant cet art, et celui de la gravare en tailte douce, Paris 1623, in 8, fig.
Con 31 figure intagliate in rame, accuratissima edizione colla dedica a M. Everard Sabach.
Con 31 figure intagliate in rame, accuratissima edizione colla dedica a M. Everard Sabach.
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839. HONDIUS Henry, Instruction en la science des perspectives, à la Haye, 1625, in fol. fig.
Sonovi 43 tavole accuratamente intagliate e disegnate, colle rispettive illustrazioni. Queste stampe avevano servito all’edizione latina come vedesi dal frontespizio particolare che hanno le tavole e da alcune parole latine intagliate negli stessi rami.
Sonovi 43 tavole accuratamente intagliate e disegnate, colle rispettive illustrazioni. Queste stampe avevano servito all’edizione latina come vedesi dal frontespizio particolare che hanno le tavole e da alcune parole latine intagliate negli stessi rami.
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847. MAROLOIS Samuelis, Mathematicorum sui saeculi facile principis opticae, sive perspectivae partes quatuor, Amstelodami, Janson, 1633, in fol. fig. Prima edizione. — Addita Joan. Uredernanni, Perspectivae pars secunda, Amstelodami 1633.
Quest’opera contiene la seconda parte, cioè la scenografia eguale a quella pubblicata nel 1638 con 80 tavole e 24 ne sono nel trattato di Uredeman.
Quest’opera contiene la seconda parte, cioè la scenografia eguale a quella pubblicata nel 1638 con 80 tavole e 24 ne sono nel trattato di Uredeman.
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848. MAROLOIS, La perspective conténante tant la théorie que la pratique rémise en volume plus commode qui auparavant, Amsterdam, Janson, 1638, in fol. fig.
Questa è edizione completa di questo trattato incisa da Enrico Hondio. E divisa in due parti, la prima consecrata alle teorie, la seconda alla scenografia dei corpi con 119 tav. L’opera, è farraginosa, ma non possono negarsi a questo matematico somme cognizioni, benché gli mancasse il modo della semplicità.
Questa è edizione completa di questo trattato incisa da Enrico Hondio. E divisa in due parti, la prima consecrata alle teorie, la seconda alla scenografia dei corpi con 119 tav. L’opera, è farraginosa, ma non possono negarsi a questo matematico somme cognizioni, benché gli mancasse il modo della semplicità.
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849. NICERON Jean François, La perspective curieuse 157 ou magie artificielle des effets mérveilleux de l’optique etc., Paris 1638, in fol. fig.
Con 74 figure rappresentate in rame in ai tavole e un frontespizio figurato.
Con 74 figure rappresentate in rame in ai tavole e un frontespizio figurato.
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861. SIRIGATTI Lorenzo Cavaliere, La pratica prospettiva al Serenissimo Ferdinan 159 do Medici Gran Duca di Toscana, Venezia 1625, in fol. fig., presso Bernardo Giunti.
Ristampa della precedente. È singolare che questa medesima ristampa si trova colla data dello stesso anno anche intitolata a Ladislao Sigismondo Principe di Polonia e di Svezia.
Ristampa della precedente. È singolare che questa medesima ristampa si trova colla data dello stesso anno anche intitolata a Ladislao Sigismondo Principe di Polonia e di Svezia.
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889. BRANCA Giovanni, Le macchine. Volume di molto artificio da fare effetti maravigliosi tanto spiritali, quanto di animali operazioni: Roma 1629, in 4, pic. fig.
Sono figure 77 intagliate in legno relative a forze moventi e macchine idrauliche colle spiegazioni di contro italiane e latine e il frontespizio figurato. Questo architetto era dotato di maggior ingegno in questa parte, che nol fosse di gusto in quella dell’architettura.
Sono figure 77 intagliate in legno relative a forze moventi e macchine idrauliche colle spiegazioni di contro italiane e latine e il frontespizio figurato. Questo architetto era dotato di maggior ingegno in questa parte, che nol fosse di gusto in quella dell’architettura.
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894. DE CADS Salomon, Les raisons des forces mouvantes avec diverses machines tant utiles que plaisantes, Paris 1624, in fol. fig.
Sono tre libri dei quali il secondo che tratta delle fontane e il terzo degli organi, rendono ragione di molte meccaniche 167 che non sono più in uso. Una porzione delle tavole è intagliata in legno e l’altra in rame e tutte sono collocate fra il testo.
Sono tre libri dei quali il secondo che tratta delle fontane e il terzo degli organi, rendono ragione di molte meccaniche 167 che non sono più in uso. Una porzione delle tavole è intagliata in legno e l’altra in rame e tutte sono collocate fra il testo.
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971. ZONCA Vittorio, Nuovo teatro di macchine ed edifici ec., Padova 1623, in f. fig.
Rimane qualche dubbio se queste due edizioni non siano una sola, o con l’anno di stampa mutato, o veramente per mala impressione degli ultimi due numeri.
Rimane qualche dubbio se queste due edizioni non siano una sola, o con l’anno di stampa mutato, o veramente per mala impressione degli ultimi due numeri.
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1009. BONARROTI Michelangelo, Rime raccolte da Michelangelo suo nipote, Firenze, presso i Giunti, 1623, in 4, piccolo.
1044. STROZZI Giulio, La Venezia edificata. Poema eroico cogli argomenti del Sig. Francesco Cortesi, Venezia, presso Antonio Pinelli, 1624, in fol. fig.
Il Valesio intagliò le tavole, il frontespizio, e il ritratto dell’autore. I canti sono 24, ciascuno preceduto da una tavola. La prima fu disegnata da Bernardo Castello: le altre certamente sono di meno perito artefice, o se del medesimo, assai trascurate.
Il Valesio intagliò le tavole, il frontespizio, e il ritratto dell’autore. I canti sono 24, ciascuno preceduto da una tavola. La prima fu disegnata da Bernardo Castello: le altre certamente sono di meno perito artefice, o se del medesimo, assai trascurate.
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1049. COLLODI Angelo, Difesa della Bellezza. Lezione accademica, Firenze 1632, in 4.
1086. BONARELLI Prospero, Il Solimano, Tragedia, Firenze 1620, in 4, fig.
Con bellissime figure di Callot in cinque tavole e il frontespizio figurato, prove freschissime.
Con bellissime figure di Callot in cinque tavole e il frontespizio figurato, prove freschissime.
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1331. MENZINI Giovan Battista, Le Grazie rivali, declamazioni accademiche, Bologna 1637, in 12.
1356. SAGGI accademici dati in Roma nell’Accademia del Principe Cardinale di Savoia pubblicati da Monsig. Agostino Mascardi, Venezia 1630, in 4.
1427. STROZZI Giulio. Esequie fatte in Venezia dalla nazione Fiorentina al Sereniss. Cosimo II. quarto Gran Duca di Toscana, il dì 25 Maggio 1621, in fol. fig.
Questa descrizione fu stesa da Giulio Strozzi, e le 18 tavole vennero eseguite sui quadri e disegni di Filippo Esegrenio Veneziano, Agostino Verona e Matteo Ingoli da Ravenna. Aggiuntevi le pompe funebri (poesie e ritratto) per la morte di Elena Lucrezia Cornera Piscopia, Padova 1686, fol. figurato.
Questa descrizione fu stesa da Giulio Strozzi, e le 18 tavole vennero eseguite sui quadri e disegni di Filippo Esegrenio Veneziano, Agostino Verona e Matteo Ingoli da Ravenna. Aggiuntevi le pompe funebri (poesie e ritratto) per la morte di Elena Lucrezia Cornera Piscopia, Padova 1686, fol. figurato.
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1428. LAVANA Jo. B., Viage de la Catholica Real Magestad del rei D. Filipe III al reino del Portugal, I relacion del selene recebimiento etc. par. Jo. Bat. Lavata su Coronista Mayor, Madrid 1622 in 244 fol. fig. in fine par Tornas Junti impressor del Rey, en Madrid 1621.
Sono in questo volume 15 tavole intagliate con accoratezza da Giovanni Schorquens.
Sono in questo volume 15 tavole intagliate con accoratezza da Giovanni Schorquens.
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1429. GUIDICCIONI Lelio, Breve racconto della trasportazione del corpo di Paolo V dalla Basilica di S. Pietro a quella di S. Maria Maggiore coll’orazione recitata sulle sue esequie ed alcuni versi posti nell’apparato, Roma 1623, in fol. fig.
I bei disegni delle 16 figure allegoriche, che sì vedono vennero fatti da Giovanni Lanfranco e intagliati da Teodoro Crueger che intagliò anche le altre due tavole degli apparati. La relazione non meno che l’orazion funerale sono di Lelio Guidiccioni.
I bei disegni delle 16 figure allegoriche, che sì vedono vennero fatti da Giovanni Lanfranco e intagliati da Teodoro Crueger che intagliò anche le altre due tavole degli apparati. La relazione non meno che l’orazion funerale sono di Lelio Guidiccioni.
Show More MDCXXIV
1430. ARIENTI Ridolfo, Relazione del Torneo a piedi fatto in Ferrara questo carnevale dell’anno 1624, data in luce dal Sig. Ridolfo Arienti, Ferrara, per Francesco Suzzi, 1624, in 4. MDCXXIV
1431. VALESIO Luigi. Apparato Funebre dell’Anniversario a Gregorio XV celebrato in Bologna a’ 24 Luglio 1624, in fol. fig.
Con otto tavole intagliate in rame e le relazioni di Giovan Luigi Valesio.
Con otto tavole intagliate in rame e le relazioni di Giovan Luigi Valesio.
Show More MDCXXV
1432. SARACINELLI Ferdinando, La liberazione di Ruggiero dall’Isola di Alcina, balletto rappresentato in musica al Serenissimo Ladislao Sigismondo Principe di Polonia e di Svezia nella Villa Imperiale della Gran Duchessa di Toscana, del Sig. Ferdinando Saracinelli Balì di Volterra, Firenze, per Pietro Cecconcelli 1625, in 4. Alle Stelle Medicee.
Componimento drammatico con frontespizio intagliato.
Componimento drammatico con frontespizio intagliato.
Show More MDCXXVII
1433. PISTOFILO Bonaventura, Il Torneo, Bologna 1627, in 4, fig.
Nei due primi libri di quest’opera non sono figure, ma se ne trovano 117 nel terzo libro ragionevolmente eseguite; ol 245tre il frontespizio e il ritratto dell’autore. Leggesi nel frontespizio Coriolanus Pictor et Theatri Palladis professor fecit.
Nei due primi libri di quest’opera non sono figure, ma se ne trovano 117 nel terzo libro ragionevolmente eseguite; ol 245tre il frontespizio e il ritratto dell’autore. Leggesi nel frontespizio Coriolanus Pictor et Theatri Palladis professor fecit.
Show More MDCXXVIII
1434. PONA Francesco, La maschera Jatropolitica, ovvero cervello et cuore, Prencipi Reali, aspiranti alla Monarchia del Microcosmo, gioco serio di Eureta Misoscolo all’Illustrissimo Girolamo Cornaro, Venezia 1627, in 4, presso Marco Ginammi.
Questa operetta fa stesa da Francesco Pona ed è assai stravagante.
Questa operetta fa stesa da Francesco Pona ed è assai stravagante.
Show More MDCXXVIII
1435. PUTEANI Fran., Pompa Funebris Optimi potentissimi Principis Alberti Pii Arch. Austriae Ducis Bar. Braban. veris imaginibus expressa a Sac. Fran. Francquart, Arch. Reg. eiusdem Principis morientis vita a Fran. Puteano, Bruxelles 1628, in fol., 66 tavole. MDCXXVIII
1436. AMORE Prigioniero in Delo. Torneo fatto in Bologna nel 1628. Dedicato a Ferdinando il Gran Duca di Toscana. Disegnato ed inciso da Giovan Battista Coriolani, in fol. fig.
Sono 15 tavole in foglio intero con ricche invenzioni.
Sono 15 tavole in foglio intero con ricche invenzioni.
Show More MDCXXIX
1437. ELOGES et Discours sur la triomphante reception du roy en sa ville de Paris après la réduction de la Rochelle accompagné de figures, Paris 1629, in fol. fig. Tutte le dodici tavole di quest’opera sono state intagliate da Melchior Tavernier; molto bella è la prima inventata da A. Bosse.
Questo esemplare è colle armi della città di Parigi, come vedesi dalla magnifica sua legatura.
Questo esemplare è colle armi della città di Parigi, come vedesi dalla magnifica sua legatura.
Show More MDCXXXI
1438. BERNI Fran., Il Torneo a piedi e l’invenzione ed allegoria colla quale il Sig. Borso Bonacossi comparì a mantenerlo e l’Alcina favola pescatoria fatta rappresentare alla presenza di tre A. S. di Mantova nel Carnevale dell’anno 1631, Ferrara, in 8, fig.
Francesco Berni estese la descrittone e non si conosce l’in 246 ventore e intagliatore delle sei grandi tavole in foglio che vi si trovano.
Francesco Berni estese la descrittone e non si conosce l’in 246 ventore e intagliatore delle sei grandi tavole in foglio che vi si trovano.
Show More MDCXXXII
1439. DESCRIZIONE delle feste e apparato fatto in Firenze per la canonizzazione di S. Andrea Corsini, Firenze, presso Zanobi Pignoni, 1632, in 4, fig.
Con venti tavole della vita del santo e venti imprese incise in rame a un taglio solo, con bello stile.
Con venti tavole della vita del santo e venti imprese incise in rame a un taglio solo, con bello stile.
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1440. MOSCARDI Vitale, Festa fatta in Roma al 25 Febbraio 1634 in occasione della venuta in Roma del Principe Alessandro Carlo di Polonia, spettacolo datogli dal Cardinale Antonio Barberini, in 4, fig.
Tredici tavole intagliate in rame, compreso il frontespizio e l’ultima in gran foglio del teatro, ornano questo libro e vennero disegnate e inventate da Andrea Sacchi e intagliate da F. Colignon.
Tredici tavole intagliate in rame, compreso il frontespizio e l’ultima in gran foglio del teatro, ornano questo libro e vennero disegnate e inventate da Andrea Sacchi e intagliate da F. Colignon.
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1441. APPARATI, e solennità nell’ingresso in Milano del Card. Arcivescovo Cesare Monti al 29 Aprile dell’anno 1635, in 4. MDCXXXV
1442. GEVARTII C. Pompa introitus honori Serenissimi Principis Ferdinandi Austriaci Hispan. Infantis S. R. E. Card. Belgarum et Burgundionum Gubernatoris etc. A S. P. Q., Antuerp. decreta et ornata, Antuerpiae 1635.
Intitolato a Ferdinando da C. Gevarsio. Teodoro Van Tulden intagliò tutte le magnifiche tavole delle invenzioni e disegni di Rubens in numero di 45 gran tavole compresoli piano d’Anversa, il frontespizio e il ritratto, libro di grande magnificenza.
Intitolato a Ferdinando da C. Gevarsio. Teodoro Van Tulden intagliò tutte le magnifiche tavole delle invenzioni e disegni di Rubens in numero di 45 gran tavole compresoli piano d’Anversa, il frontespizio e il ritratto, libro di grande magnificenza.
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1443. BEZZI Giuliano, Il fuoco trionfante, racconto della traslazione della miracolosa imagine detta la Madonna del Fuoco protettrice della città di Forlì, Forlì 1637, in 4, fig.
Con 17 tavole intagliate in rame di archi trionfali e macchine per opera di Floriano del Buono.
Con 17 tavole intagliate in rame di archi trionfali e macchine per opera di Floriano del Buono.
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1444. MANZINI Luigi, Applausi festivi fatti in Roma per 247 l’elezione di Ferdinando III al Regno de’ Romani, Roma 1637, in 4, fig.
La descrizione è di Luigi Manzini, con tredici tavole in foglio non compreso il frontespizio: le cui invenzioni furono di Orazio Turiano architetto, non molto felici e peggio intagliate.
La descrizione è di Luigi Manzini, con tredici tavole in foglio non compreso il frontespizio: le cui invenzioni furono di Orazio Turiano architetto, non molto felici e peggio intagliate.
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1445. COPPOLA Gio. Car., Le Nozze degli dei, favola rappresentata in musica in Firenze nelle R. Nozze di Ferdinando II e Vittoria Principessa d’Urbino, Fir. 1637, in 4, fig.
I disegni delle 8 tavole compreso il frontespizio furono di Alfonso Parigino e l’intaglio di Stefano della Bella.
I disegni delle 8 tavole compreso il frontespizio furono di Alfonso Parigino e l’intaglio di Stefano della Bella.
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1446. RONDINELLI Raff., Esequie di Ferdinando II Imperatore, celebrate da Ferdinando II, Gran Duca di Toscana nella collegiata di San Lorenzo in Firenze li 2 Aprile 1637, in 4, fig.
L’illustrazione venne estesa da Raffaello Rondinelli Segretario del gran Duca. L’architetto adoprato fu un certo Alfonso Parigi al servizio di quella corte, e le cinque tavole, tre di apparati, una del ritratto dell’imperatore e l’altra coll’aquila bicipite e lo stemma furono intagliate da Stefano della Bella.
L’illustrazione venne estesa da Raffaello Rondinelli Segretario del gran Duca. L’architetto adoprato fu un certo Alfonso Parigi al servizio di quella corte, e le cinque tavole, tre di apparati, una del ritratto dell’imperatore e l’altra coll’aquila bicipite e lo stemma furono intagliate da Stefano della Bella.
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1447. GERARDI Antonio, Relazione del funerale e catafalco fatto da’ PP. della Compagnia di Gesù nella chiesa della casa professa a tutti i loro fondatori e benefattori defunti nel primo loro secolo, Roma, presso Vincenzo Bianchi, 1639, in 4.
Antonio Gerardi estese la relazione e Andrea Sacco romano fece i disegni e invenzioni. Sono 3 foglietti di stampa.
Antonio Gerardi estese la relazione e Andrea Sacco romano fece i disegni e invenzioni. Sono 3 foglietti di stampa.
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1448. BAERLE Van Kaspar, Ingresso di Maria de’ Medici in Amsterdam. Tradotto dal latino in lingua olandese da Gasparo Van Baerle, Amsterdam 1639, in fol. fig.
Sonovi 16 tavole in gran foglio oltre il ritratto di Maria dei Medici intagliate da buoni maestri nella maniera di Hollard.
Sonovi 16 tavole in gran foglio oltre il ritratto di Maria dei Medici intagliate da buoni maestri nella maniera di Hollard.
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1578. BAUR Giovan Guglielmo, (a D. Paolo Orsino Duca di Bracciano tav. D. D.) Costumi di diverse nazioni p. in 8, 1636, 12 tavole originali a cui sono unite anche le riproduzioni delle stesse pubblicate nella calcografia di Mariette il figlio per opera di F. L. D. Ciartres.
Su legato nell’opera delle battaglie di Baur.
Su legato nell’opera delle battaglie di Baur.
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1649. FIALETTI Odoardo, Degli abiti delle religioni con le armi e breve descrittion loro, opera divisa in più volumi dedicata a M. Giovanna Luillier Ambasciatrice di Franza, Venezia 1626, ad istanza di M. Sadeler, in 4.
Di tre libri, o volumetti legati in uno è composto il nostro esemplare, il quale contiene 72 tavole in rame intagliate con gusto assai pittoresco all’acqua forte. È parimente intagliata a retro di ciascuna figura la dichiarazione collo stemma delle respettive religioni superiormente. La retropagina del primo frontespizio contiene un avvisi al letture e due pagine consecutive, parimenti a caratteri d’intaglio, contengono un discorso sulla religione relativo alla prima figura.
Di tre libri, o volumetti legati in uno è composto il nostro esemplare, il quale contiene 72 tavole in rame intagliate con gusto assai pittoresco all’acqua forte. È parimente intagliata a retro di ciascuna figura la dichiarazione collo stemma delle respettive religioni superiormente. La retropagina del primo frontespizio contiene un avvisi al letture e due pagine consecutive, parimenti a caratteri d’intaglio, contengono un discorso sulla religione relativo alla prima figura.
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1670. GUENEBAULD Jean Medecin, Le réveil de Chyndonax Prince des Vacies, Druydes, Celtiques, Diionois, avec la saincteté, religion et diversité des cérémonies observées aux anciennes sepultures par J. G. D. M. D. A., Dijon 1621, in 8, fig.
Libro, che appartenne alla biblioteca di Mariette segnato di sua mano col nome dell’autore, spiegando le iniziali, e dichiarandolo di molta rarità, specialmente allorché non manchino le 2 tavole; una dello stemma, l’altra del sepolcro e dell’urna, come si trovano in questo esemplare magnifico e completo. Opera ripiena di dottrina.
Libro, che appartenne alla biblioteca di Mariette segnato di sua mano col nome dell’autore, spiegando le iniziali, e dichiarandolo di molta rarità, specialmente allorché non manchino le 2 tavole; una dello stemma, l’altra del sepolcro e dell’urna, come si trovano in questo esemplare magnifico e completo. Opera ripiena di dottrina.
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1693. LORICHIUS Melchior, Figure disegnate e intagliate a piedi e a cavallo con parecchi begli edifici alla maniera turca, Hambourg, presso Michele Hering, 1626, in fol. p. Prima edizione.
Questo nostro esemplare che appartenne alla biblioteca di Mariette, poi a quella del C. d’Agincourt fu oggetto di molte cure del primo suo possessor e venendo riguardato da lui come pregiatissima e bellissima cosa, crediamo di far gustare agli amatori le illustrazioni stesse, che estese di pugno di Mariette, trovami annesso a questo nostro esemplare. Il y a eu trois éditions du livre des habillemens turcs par Melchior Lorich. La premier qui est la nôtre est de l’année 1626 à Hambourg chez Michel Hering. La seconde est de l’année 1641 aussi à Hambourg, chez Tobie Gunderman. La troisième imprimée dans le même libraire et chez le mé-me libraire, porte la date de 1646. A cette drrniere édition il y a au commencement et de plus qu’aux deux autres, une table imprimée en allemand, qui est une explication des figures, prise sur le MS. même de l’auteur: mais il est assez difficile d’en faire usage, car les figures n’étant point chiffrées, ne se trouvent presque jamais rangées comme la table, dans laquelle ces figures sont cependant indiquées par des chiffres qui sont supposées devoir se rencontrer sur les planches. Il seroit bien à sonhaiter qu’on eut eu l’attention de les y mettre; car si quelques estampes demandent une explication, ce sont sur tout celles qui représentent de vues d’edifi 292 ces existains et des habillemens des nations, tels que sont ceux que Melchior Lorich a représentées ici, après les avoir dessinées avec autant d’exactitude que de goût sur les lieux. Nôtre exemplaire est plus ample que celui du roi d’une planche double qui represente la vue de la mosquée apellée la Solimanie. Celui du roi a de plus trois planches, l’une qui représente cet ornement d’orfévrerie dont le bonnet des Janissaires est ordinairement paré par devant; la seconde qui est plus grande que toutes celles qui se trouvent dans le livre, représente onze étendards ou quenes de chevaux ornées de handerolles, qui suivant ce qu’il en dit dans les explications, furent portées à une procession qui se fit a Constantinople en 1558 dans le tems que Lorich étoit dans cette ville; c’est une forte et belle chose, que je regrette fort de ne pas avoir: La 3 qui est encore une planche double, représente un assemblage de divers bâtimens la plupart turcs, mais qui paroissoient avoir été faits de génie, chacun est accompagné d’une lettre de renvoi: cependant cette planche n’est pas expliqué dans la table. Enfin on trouve encore dans l’édition du roi une planche en bois sur laquelle est représenté le portrait de l’auteur, fait en 1575 dans une éspéce de médaille placée au dessous de trois autres médailles qui renferment autant de dévises propres à Melchior Lorich ou Lorch. Voila en quoi consistent les différences qui se recontrent entre les deux exemplaires que je cite et qui ne proviennent à mon avis, que de ce que les planches n’etant pas chiffrées, il étoit difficile de les assembler régulièrement et en faire un corps bien complet. Ainsi je tiens que les deux exemplaires sont incomplets. J’ajouterai que dans l’exemplaire de la bibliothéque du roi, ou a joint quatre planches gravées en cuivre par le même Lorich et qui sont deux portraits, l’un en buste et l’autre en pied de l’Empereur Soliman et deux semblables portraits d’Ismael, Ambassadeur du Sophi de Perse à la cour du dit Soliman, et une cinquième planche représentante une Fortune gravée par Philippe Galle d’après le même Lorich, mais ce dernier morceau est bien mauvais, tant pour la composition que pour le goût du dessein. Ce sont ces cinq pièces gravées en cuivre, qui ont donné occasion de marquer dans les titres des éditions de 1641 et 1646 que ce recueil étoit composé de planches gravées en bois et en cuivre. Elles ne font point cependant partie de ce recueil; ce sont des morceaux détachés; et qui n’y ont été ajoutés qu’après coup, sans doute par le libraire pour donner à son edition une supériorité sur la première édition.» Ecco alla distesa il frontespizio d’una di queste edizioni tal come lo traduce lo stesso Mariette in un quaderno ove presenta l’elenco numerato delle tavole parimente tradotto. Figures dessinées et gravées à pied et à cheval avec plusieurs 293 beaux édifices à la maniere turque et toutes autres choses qu’on peut y voir: par Melchior Lorichius de Flensbourg très-savant, très-renommé, et trèsexperimenté. Le tout d’après nature et suivant la perspective en cuivre, et en bois mise au jour pour la 3 fois avec une table pour les figures, tirée de l’original manuscrit, presènté à tous les amateurs, peintres. sculpteurs, graveurs à leur honneur et pour leur uilité., à Hambourg, chez Tobie Gounderman Libraire, en 1646. Noi stessi personalmente abbiamo fatto l’esame dell’esemplare di Parigi alla Biblioteca R. e lo abbiamo riconosciuto composto dai fragmenti dei due diversi esemplari della seconda e terza edizione, trovandosi in principio il frontespizio colla data del 1646 e dopo quarantotto carte l’altro frontespizio colla data del 1641 e un gran numero di tavole duplicate e ripetute senza ordine e senza scelta. Nel resto confronta con ciò che fu riconosciuto dal diligentissimo Mariette. Abbiamo avuto cura di prendere un lucido esattissimo delle tre tavole dei stendardi, delle fabbriche, e degli ornati d’oreficeria citate qui sopra, che abbiamo inserte nel nostro conservatissimo e prezioso esemplare. È osservabile come i bibliografi più accreditati non diano cenno di un’opera dalla quale tutti hanno preso e persino materialmente copiato nel produrre in una quantità di libri posteriori le costumanze orientali. L’esemplare di questa prima edizione e composto di 114 tavole, nelle quali è compreso il frontespizio.
Questo nostro esemplare che appartenne alla biblioteca di Mariette, poi a quella del C. d’Agincourt fu oggetto di molte cure del primo suo possessor e venendo riguardato da lui come pregiatissima e bellissima cosa, crediamo di far gustare agli amatori le illustrazioni stesse, che estese di pugno di Mariette, trovami annesso a questo nostro esemplare. Il y a eu trois éditions du livre des habillemens turcs par Melchior Lorich. La premier qui est la nôtre est de l’année 1626 à Hambourg chez Michel Hering. La seconde est de l’année 1641 aussi à Hambourg, chez Tobie Gunderman. La troisième imprimée dans le même libraire et chez le mé-me libraire, porte la date de 1646. A cette drrniere édition il y a au commencement et de plus qu’aux deux autres, une table imprimée en allemand, qui est une explication des figures, prise sur le MS. même de l’auteur: mais il est assez difficile d’en faire usage, car les figures n’étant point chiffrées, ne se trouvent presque jamais rangées comme la table, dans laquelle ces figures sont cependant indiquées par des chiffres qui sont supposées devoir se rencontrer sur les planches. Il seroit bien à sonhaiter qu’on eut eu l’attention de les y mettre; car si quelques estampes demandent une explication, ce sont sur tout celles qui représentent de vues d’edifi 292 ces existains et des habillemens des nations, tels que sont ceux que Melchior Lorich a représentées ici, après les avoir dessinées avec autant d’exactitude que de goût sur les lieux. Nôtre exemplaire est plus ample que celui du roi d’une planche double qui represente la vue de la mosquée apellée la Solimanie. Celui du roi a de plus trois planches, l’une qui représente cet ornement d’orfévrerie dont le bonnet des Janissaires est ordinairement paré par devant; la seconde qui est plus grande que toutes celles qui se trouvent dans le livre, représente onze étendards ou quenes de chevaux ornées de handerolles, qui suivant ce qu’il en dit dans les explications, furent portées à une procession qui se fit a Constantinople en 1558 dans le tems que Lorich étoit dans cette ville; c’est une forte et belle chose, que je regrette fort de ne pas avoir: La 3 qui est encore une planche double, représente un assemblage de divers bâtimens la plupart turcs, mais qui paroissoient avoir été faits de génie, chacun est accompagné d’une lettre de renvoi: cependant cette planche n’est pas expliqué dans la table. Enfin on trouve encore dans l’édition du roi une planche en bois sur laquelle est représenté le portrait de l’auteur, fait en 1575 dans une éspéce de médaille placée au dessous de trois autres médailles qui renferment autant de dévises propres à Melchior Lorich ou Lorch. Voila en quoi consistent les différences qui se recontrent entre les deux exemplaires que je cite et qui ne proviennent à mon avis, que de ce que les planches n’etant pas chiffrées, il étoit difficile de les assembler régulièrement et en faire un corps bien complet. Ainsi je tiens que les deux exemplaires sont incomplets. J’ajouterai que dans l’exemplaire de la bibliothéque du roi, ou a joint quatre planches gravées en cuivre par le même Lorich et qui sont deux portraits, l’un en buste et l’autre en pied de l’Empereur Soliman et deux semblables portraits d’Ismael, Ambassadeur du Sophi de Perse à la cour du dit Soliman, et une cinquième planche représentante une Fortune gravée par Philippe Galle d’après le même Lorich, mais ce dernier morceau est bien mauvais, tant pour la composition que pour le goût du dessein. Ce sont ces cinq pièces gravées en cuivre, qui ont donné occasion de marquer dans les titres des éditions de 1641 et 1646 que ce recueil étoit composé de planches gravées en bois et en cuivre. Elles ne font point cependant partie de ce recueil; ce sont des morceaux détachés; et qui n’y ont été ajoutés qu’après coup, sans doute par le libraire pour donner à son edition une supériorité sur la première édition.» Ecco alla distesa il frontespizio d’una di queste edizioni tal come lo traduce lo stesso Mariette in un quaderno ove presenta l’elenco numerato delle tavole parimente tradotto. Figures dessinées et gravées à pied et à cheval avec plusieurs 293 beaux édifices à la maniere turque et toutes autres choses qu’on peut y voir: par Melchior Lorichius de Flensbourg très-savant, très-renommé, et trèsexperimenté. Le tout d’après nature et suivant la perspective en cuivre, et en bois mise au jour pour la 3 fois avec une table pour les figures, tirée de l’original manuscrit, presènté à tous les amateurs, peintres. sculpteurs, graveurs à leur honneur et pour leur uilité., à Hambourg, chez Tobie Gounderman Libraire, en 1646. Noi stessi personalmente abbiamo fatto l’esame dell’esemplare di Parigi alla Biblioteca R. e lo abbiamo riconosciuto composto dai fragmenti dei due diversi esemplari della seconda e terza edizione, trovandosi in principio il frontespizio colla data del 1646 e dopo quarantotto carte l’altro frontespizio colla data del 1641 e un gran numero di tavole duplicate e ripetute senza ordine e senza scelta. Nel resto confronta con ciò che fu riconosciuto dal diligentissimo Mariette. Abbiamo avuto cura di prendere un lucido esattissimo delle tre tavole dei stendardi, delle fabbriche, e degli ornati d’oreficeria citate qui sopra, che abbiamo inserte nel nostro conservatissimo e prezioso esemplare. È osservabile come i bibliografi più accreditati non diano cenno di un’opera dalla quale tutti hanno preso e persino materialmente copiato nel produrre in una quantità di libri posteriori le costumanze orientali. L’esemplare di questa prima edizione e composto di 114 tavole, nelle quali è compreso il frontespizio.
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1715. MEURSII Joannis, Grecia ludibunda, sive de ludis Graecorum, Accedit Souterii Danielis Palamedes, siva de tabula lusoria, alea et variis ludis, libri tres, Lugd. Bat., Elzevir 1625 in 8.
Elegantissima edizione e libretto prezioso non tanto per le nozioni che pei tipi.
Elegantissima edizione e libretto prezioso non tanto per le nozioni che pei tipi.
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1745. PANCIROLI Guidonis, Rerum memorabilium, sive deperditarum, Francofurti 1629, in 4.
L’edizione latina è illustrata dai commentari di Enrico Salmuth ed ha il frontespizio figurato. L’opera di questo autore non levò un grido perché abbiasi a ritenere fra le produzioni più distinte in tal genere.
L’edizione latina è illustrata dai commentari di Enrico Salmuth ed ha il frontespizio figurato. L’opera di questo autore non levò un grido perché abbiasi a ritenere fra le produzioni più distinte in tal genere.
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1752. PERUCCI Francesco, Pompe funebri di tutte le nazioni del mondo, raccolte dalle storie sacre e profane; dedicate al Sig. Claudio Basetti, 1639, in 4, figurato.
Trenta sono le tavole intagliate in rame con bassa mediocrità in quest’opera divisa in 7 libri: fra le quali vennero copiate tutte quelle del Porcacchi.
Trenta sono le tavole intagliate in rame con bassa mediocrità in quest’opera divisa in 7 libri: fra le quali vennero copiate tutte quelle del Porcacchi.
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1786. ROULLIARD Sebastian, Les Gymnopodes ou de la nudité des pieds disputée de part et d’autre, Paris 1624, in 4.
Trattasi della nudità dei piedi dei Zoccolanti. Questo è un libro singolare per le ricerche sulle quali l’autore s’aggira. Bello esemplare in carta grande col ritratta dell’autore. L’opera è divisa in due parti; l’affermativa, sia negativa. Ma il discapito di questo grosso volume è d’essere privo di alcune suddivisioni, necessarie o almeno comode e non esservi alcuna tavola delle materie.
Trattasi della nudità dei piedi dei Zoccolanti. Questo è un libro singolare per le ricerche sulle quali l’autore s’aggira. Bello esemplare in carta grande col ritratta dell’autore. L’opera è divisa in due parti; l’affermativa, sia negativa. Ma il discapito di questo grosso volume è d’essere privo di alcune suddivisioni, necessarie o almeno comode e non esservi alcuna tavola delle materie.
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1802. STOCHASSEN. De cultu, ac usu luuiinutn antiquo: 309 Accedit de misterio Cereris Eleusina etc., Trajecti ad Rhenum1627, in 12.
Libro pieno di singolare e profonda erudizione.
Libro pieno di singolare e profonda erudizione.
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1837. ALCIATI Andreae V. Cl., Emblemata cum commentariis amplissimis Claudii Minois Francisci Sanctii Brocensis et notis Laurentii Pignorii etc. etc., Patavii 1621, ap. Petr. P. Tozzium, in 4.
Ad ognuno dei 212 emblemi una lunga spiegazione e tutti i commenti: opera che oltrepassa le 1000 pagine di testo e la più ampia che abbiamo intorno questa materia trattata dall’Alciato
Ad ognuno dei 212 emblemi una lunga spiegazione e tutti i commenti: opera che oltrepassa le 1000 pagine di testo e la più ampia che abbiamo intorno questa materia trattata dall’Alciato
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1839. D’AMBOISE François, Discours ou traité des Dévises compilé par Adrian d’Ambois son fils, Paris 1620, in 8. — Aggiuntovi: Les Dévises Royales par Adrien d’Amboise au Roi, Paris 1621.
Con 13 tavole intagliate in rame.
Con 13 tavole intagliate in rame.
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E in fine: Dévises héroiques et emblemes de M. Claude Paradin revues et augtmentées de moitié par François d’ Amboise, Paris 1622.
Con 178 tavolette finamente ed elegantemente intagliate in rame.
Con 178 tavolette finamente ed elegantemente intagliate in rame.
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1844. BAUDOIN J., Recueil d’emblemes divers avec des discours moraux philosophiques et politiques, à Paris 1638, in 8, fig.
Con 76 tavole intagliate accuratamente in rame, ma disegnate con poca eleganza di stile
Con 76 tavole intagliate accuratamente in rame, ma disegnate con poca eleganza di stile
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1847. De BIE Jacques, Iconologie ou explication nouvelle de plusieurs images, emblemes et autres figures hiérogliphiques des vertus, des vices, des arts, des sciences etc. tirée des recherches et des figures de Cesar Ripa dessinnées et gravées par Jacques de Bie et moralisées par J. Baudoin, Paris 1637, in fol. fig.
Sonovi 29 tavole in cui stanno intagliate sei figure emblematiche per ciascheduna, con qualche accuratezza
Sonovi 29 tavole in cui stanno intagliate sei figure emblematiche per ciascheduna, con qualche accuratezza
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1849. BIVERII Petri, Sacrura Oratorium piarum imaginum Immaculatae Mariae et animae creatae, ars nova bene vivendi et moriendi, Antuerpiae, ex officina Plantiniana, 1634, in 4, fig.
Opera divisa in 3 parti di presso che 500 pagine con 42 tavole allegoriche istoriate e quindici di emblemi in un’appendice, oltre il frontespizio figurato. Le incisioni sono della maniera di Teod. Galle e molto nitide di esecuzione. Mar. dor., esemplare della Bibl. Malborough.
Opera divisa in 3 parti di presso che 500 pagine con 42 tavole allegoriche istoriate e quindici di emblemi in un’appendice, oltre il frontespizio figurato. Le incisioni sono della maniera di Teod. Galle e molto nitide di esecuzione. Mar. dor., esemplare della Bibl. Malborough.
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1852. BOISSARDI, Theatrum vitae humanae, Francf. 1638, in 4.
Sonovi 60 belle tavole intagliate da Teodoro de Bry oltre il ritratto dell’autore, bibl. Malborough.
Sonovi 60 belle tavole intagliate da Teodoro de Bry oltre il ritratto dell’autore, bibl. Malborough.
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1862. BRY (DE) Teodori, Proscenium vitae humanae sive emblematum saecularium iucundissima et artificiosissima varietate vitae humanae etc. etc. versibus latinis, germanicis, gallicis et belgicis etc. decades septem, Francf., per Theod. de Bry, 1621, in 8. Con elegantissime e rare incisioni in 74 tavole, delle quali una è il frontespizio, l’altra il typus amicitiae e 71 gli emblemi. Libro difficile a trovarsi senza mutilazioni per i soggetti liberi in esso espressi.
1864. BURGUNDIA Antonius, Mundi Lapis Lydias sive vanitas per veritatem falsi accusata et convicta, Antuerp. 1639, in 4, fig.
Vi sono 48 tavole intagliate con qualche brio: delle quali la più parte cono marcate A. P.
Vi sono 48 tavole intagliate con qualche brio: delle quali la più parte cono marcate A. P.
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1867. CAMERARII Georgii, Emblemata amatoria, Venetiis, sumpt. P. P. Tozzii ex Typographia Sarcinea, 1627, fig.
Piccolissimo libretto in 16 per traverso, che contiene 80 tavole in rame compreso il frontespizio e lo stemma Molin, cui è dedicato il libretto.
Piccolissimo libretto in 16 per traverso, che contiene 80 tavole in rame compreso il frontespizio e lo stemma Molin, cui è dedicato il libretto.
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1876. CRAMERII, Emblemata deac. V, Franf. 1624, in 8.
Cento sono gli emblemi intagliati in rame diviti in due parti.
Cento sono gli emblemi intagliati in rame diviti in due parti.
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1877. CUSTODIS Raphaelis, Emblemata Amoris, Augu. 1626, in 4, fig.
La prima parte fa impressa nel 1696, la seconda nel 1631: quella contiene 50 tavole, questa 24: sono di bella esecuzione sullo stile di Otone Verno. Esempl. della Bib. del D. di Malborough.
La prima parte fa impressa nel 1696, la seconda nel 1631: quella contiene 50 tavole, questa 24: sono di bella esecuzione sullo stile di Otone Verno. Esempl. della Bib. del D. di Malborough.
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1897. FARLEI, Lychnocausia, sive moralia emblemata etc. Light Morall Emblems, London 1638, in ottavo.
Sono 58 tavole in legno colle illustrazioni latine e inglesi in versi. Bibl. Malborough.
Sono 58 tavole in legno colle illustrazioni latine e inglesi in versi. Bibl. Malborough.
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1899. GIARDAE Christophori, Icones symbolicae elogiis illustratae, Mediolani 1626, ex typographia Melchioris Malatestre, in 4.
Sono 17 tavole con altrettante immagini allegoriche di mediocre lavoro.
Sono 17 tavole con altrettante immagini allegoriche di mediocre lavoro.
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1908. HUGONIS Hermanni, Pia desideria, Antuerpiae 1639, in 16 fig.
Sonovi 45 piccole stampe bizzarre quanto i tre libri di gemiti, voti e sospiri coi quali si sono volute imitare le mistiche espansioni amorose della cantica. L’edizione più pregiata è quella del 1624 colle stampe di Bolswert.
Sonovi 45 piccole stampe bizzarre quanto i tre libri di gemiti, voti e sospiri coi quali si sono volute imitare le mistiche espansioni amorose della cantica. L’edizione più pregiata è quella del 1624 colle stampe di Bolswert.
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1909. KLEPISII Georgii poeta L. Cesarii, Theatrum emblematicum, 1623, in 4, obl.
Libro dei più rari in materia d’emblemi intagliato in rame con molta finezza: sono 91 tavole fra le quali comprendonsi le prime otto, oltre il frontespizio, che sono piuttosto saggi di calligrafia che altra cosa: il frontespizio è figurato. Il primo emblema comincia al foglio segnato 8 colla cicogna e il motto non dormii qui custodii. Le interpretazioni cono intagliate in tedesco e in latino.
Libro dei più rari in materia d’emblemi intagliato in rame con molta finezza: sono 91 tavole fra le quali comprendonsi le prime otto, oltre il frontespizio, che sono piuttosto saggi di calligrafia che altra cosa: il frontespizio è figurato. Il primo emblema comincia al foglio segnato 8 colla cicogna e il motto non dormii qui custodii. Le interpretazioni cono intagliate in tedesco e in latino.
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1913. MACH Paulli, Emblemata, Bononiae 1628, in 4, fig.
Sono 81 tavole d’emblemi con dichiarazioni in versi latini e italiani. Sono questi dedicati alla Madonna di S. Luca, la cui imagine si vede in principio.
Sono 81 tavole d’emblemi con dichiarazioni in versi latini e italiani. Sono questi dedicati alla Madonna di S. Luca, la cui imagine si vede in principio.
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1915. MANTELII Jo., Speculum peccatorum aspirantium ad solidam vitae emendationem, Ant. 1637, in 4, figurato.
Bellissimo è il frontespizio di Pietro de Jode ed eleganti le 16 tavole allegoriche sparse nel volume.
Bellissimo è il frontespizio di Pietro de Jode ed eleganti le 16 tavole allegoriche sparse nel volume.
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1920. MEISNER, Thesaurus Philopoliticus hoc est emblemata moralia politica figuris aeneis incisa, Francf. 1624, 25.
Opera copiosissima divisa in 5 parti che contiene presso a 300 tavole illustrate in latino e in tedesco. Esemp. della Bibl. Malborough.
Opera copiosissima divisa in 5 parti che contiene presso a 300 tavole illustrate in latino e in tedesco. Esemp. della Bibl. Malborough.
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1932. PETRA Sancta Silvestre, De symbolis heroicis lib. IX, Ant. Plantin 1634, in 4, fig. Le tavole sono di bell’intaglio e il frontespizio disegnato da Rubens è inciso da Teod. Galle.
Gli emblemi sono 260 non computando quattro figure senza spiegazione e 16 altre tavole, che in tutto col frontespizio formano 290.
Gli emblemi sono 260 non computando quattro figure senza spiegazione e 16 altre tavole, che in tutto col frontespizio formano 290.
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1933. PHILOSTRATE, Les images ou tableaux de platte peinture des deux Philostrates sophistes grecs, mis en français par Blaise de Vigénere et representéz en taille douce, Paris 1629, in fol. fig.
Opera che non gode gran credito per la sua prolissità e poca giustezza di critica e intralciata erudizione, ma che non manca di essere di qualche pregio per chi sa sciegliere il grano dalla zizania; volume di presso a 1000 pagine comprendendovi gli indici e i prolegomeni. Le numerose tavole di cui va ornato non sono spregievoli. Sembra che ne fosse fatta un’anteriore edizione nel 1614.
Opera che non gode gran credito per la sua prolissità e poca giustezza di critica e intralciata erudizione, ma che non manca di essere di qualche pregio per chi sa sciegliere il grano dalla zizania; volume di presso a 1000 pagine comprendendovi gli indici e i prolegomeni. Le numerose tavole di cui va ornato non sono spregievoli. Sembra che ne fosse fatta un’anteriore edizione nel 1614.
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1943. REIFENBERGII, Justi emblemata politica, Amst., ap. Jo. Janson, 1632, in 12, ag.
Questo è uno dei più eleganti libri di emblemi, per le preziose incisioni e per la finezza dell’esecuzione. Sono 35 compreso il frontespizio.
Questo è uno dei più eleganti libri di emblemi, per le preziose incisioni e per la finezza dell’esecuzione. Sono 35 compreso il frontespizio.
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1960. TAFEREEL (van), Sinne-mal Zeeusche Nachtegael ende des self dryderley gesang tot., Rotterdam 1632, in 12, fig.
Libretto per traverso dì favole e poesie con vari emblemi figurati ec.
Libretto per traverso dì favole e poesie con vari emblemi figurati ec.
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1988. BAUR Guglielmo, Battaglie di varie nazioni da lui inventate ed incise, dedicate a D. Federico Colonna, 15 tavole in 8, oblong., 1637. Aggiuntovi vari capricci di battaglie, 15 tavole 1635.
Inoltre vedute di giardini diversi 6 tavole 1636. E in fine il nuovo libro di diverse nazioni, non tanto quelle che furono incise da Guglielmo Baur nel 1636 quanto le altre, che furono ricopiate dalle sue stampe nella calcografia di Mariette da Ciartres, tavole 22. Libretto prezioso per la grazia di queste acque forti, che formano la delizia degli artisti.
Inoltre vedute di giardini diversi 6 tavole 1636. E in fine il nuovo libro di diverse nazioni, non tanto quelle che furono incise da Guglielmo Baur nel 1636 quanto le altre, che furono ricopiate dalle sue stampe nella calcografia di Mariette da Ciartres, tavole 22. Libretto prezioso per la grazia di queste acque forti, che formano la delizia degli artisti.
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1994. BINET Etienne, Abrégé de la vie des principaux fondateurs des religione de l’Eglise, Anverse 1634, in 4, fig.
Le stampe sono di prima freschezza intagliate da Cornelio Gallè; sono 38 ritratti, oltre il frontespizio e l’ultima carta istoriata con tutti i fondatori riuniti, che è di una bellezza singolare.
Le stampe sono di prima freschezza intagliate da Cornelio Gallè; sono 38 ritratti, oltre il frontespizio e l’ultima carta istoriata con tutti i fondatori riuniti, che è di una bellezza singolare.
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1995. BOISSARDI Jani Jacobi, Biblioteca sive thesaurus virtutis et gloriae in quo continentur illustrami eruditione et doctrina virorum effigies et vitae ec. in aes incisae a Jo.Theod. de Bry. Accesserunt clariss. vir. effigies et vitae nunc recens conscriptae, Francf., Fitzerii, 1628, al 31 4 vol. in 4 leg. in vit.
Esemplare bellissimo. Nel primo vol. sono 54 ritratti e vite nel secondo 61, nel terzo 50, non contando le tavole istoriate de’ frontespizi, dediche, ritratto d’autore ec, Quest’opera è pregevolissima non solo pei cenni storici che nei due primi volumi sono del Boissardo, nei due secondi del Lonicero; ma anche i ritratti intagliati da quelli infaticabili de Bry sono bellissimi in gran parte, sebbene d’alquanto pii; freschi siano alcuni comparsi nell’edizione di pochi anni anteriore che col titolo Icones comparve nel 1597 al 1632.
Esemplare bellissimo. Nel primo vol. sono 54 ritratti e vite nel secondo 61, nel terzo 50, non contando le tavole istoriate de’ frontespizi, dediche, ritratto d’autore ec, Quest’opera è pregevolissima non solo pei cenni storici che nei due primi volumi sono del Boissardo, nei due secondi del Lonicero; ma anche i ritratti intagliati da quelli infaticabili de Bry sono bellissimi in gran parte, sebbene d’alquanto pii; freschi siano alcuni comparsi nell’edizione di pochi anni anteriore che col titolo Icones comparve nel 1597 al 1632.
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2002. CALLOT Jacques, Les images de tous les Saints et Saintes de l’année suivant le Martirologe Romain, mises en lumiere par Israel Henri et dédiées à Monsigneur l’Eminentissime Cardinal Duc de Richelieu, à Paris 1636, in f.
Compreso il frontespizio, che presenta le armi del duca e la prima carta dove sono tutti Santi ricevuti in Paradiso, vi sono 490 soggetti intagliati a quattro in tante composizioni 342 racchiuse da una forma elittica. Esemp. in mar. freschissimo.
Compreso il frontespizio, che presenta le armi del duca e la prima carta dove sono tutti Santi ricevuti in Paradiso, vi sono 490 soggetti intagliati a quattro in tante composizioni 342 racchiuse da una forma elittica. Esemp. in mar. freschissimo.
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2003. SALVATORIS, Beatae V. M. et Apostolorum icones inventae et sculptae et a Israele amico suo in lucem edite tab. 15, li 23 Martii 1 il Benedicite I.Aggiuntavi la collezione delle bambocciate in N. di 25 figure isolate, che comincia col Capitano de’ baroni, li sei nobili e le sei dame chiamate la noblesse in 12 tavole.Unitovi: Combat à la barriere faite en cour de Lorene l’année 1627 répresentée par les discours et poésies du sieur Henry Humbert enrichie de figures par Jacques Callot, 10 tav. avanti il nome d’Israele, prime prove.Aggiunte nel libro diverse altre stampe di paesaggi di questo autore, di prima freschezza, in tutto tav. 11. Vedi Lottini, Bocchini, Bonarelli, Solimnano.
2030. FERRARI P. Giovan Battista sanese, Flora ovvero cultura di fiori distinta in 4 lib. e trasportata dalla lingua latina all’italiana da Lodovico Aureli perugino, Roma 1638, in 4, fig.
L’edizione originale latina comparve nel 1632. Ne furono fatte ristampe in Olanda, ma non hanno alcun pregio. Le due edizioni italiane hanno il merito delle tavole: sonovi sparse nel testo sette tavole istoriate intagliate da Greuter e da Cla. Mellau sui disegni di Guido e di Pietro da Cortona oltre altre 89 tavole di fiori e oggetti relativi ai giardini.
L’edizione originale latina comparve nel 1632. Ne furono fatte ristampe in Olanda, ma non hanno alcun pregio. Le due edizioni italiane hanno il merito delle tavole: sonovi sparse nel testo sette tavole istoriate intagliate da Greuter e da Cla. Mellau sui disegni di Guido e di Pietro da Cortona oltre altre 89 tavole di fiori e oggetti relativi ai giardini.
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2032. FRANSONE Agostino, Nobiltà di Genova all’illustre Sig. Principe Doria, Genova 1636, in fol. fig.
Girolamo David intagliò il bel ritratto dell’autore, i tre frontespizi, nell’ultimo de’ quali è la veduta di Genova con un cartello ove si parla del quando vennero ammesse al governo le armi delle casate nobili della città di Genova; seguono le armi della città, indi il registro delle famiglie e 30 tavole con grandi anni in gran foglio intagliate dal medesimo.
Girolamo David intagliò il bel ritratto dell’autore, i tre frontespizi, nell’ultimo de’ quali è la veduta di Genova con un cartello ove si parla del quando vennero ammesse al governo le armi delle casate nobili della città di Genova; seguono le armi della città, indi il registro delle famiglie e 30 tavole con grandi anni in gran foglio intagliate dal medesimo.
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