The Digital Cicognara Library

Roma antica e moderna.

  1. 3566. ACTA fratrum arvalium sub imperatore Elagabalo, Romae 1778, in fol., M. 82.
    Avvi aggiunta un’iscrizione dei procuratori della Colonna Centenaria di Marco Aurelio Antonino trovata a M. Citorio.
  2. 3567. ADAM, Ruins of the palace of the emperor Diocletian at Spalato in Dalmatia, London 1764, gr. fol., fig.
    Opera magnifica e grandiosa ove forse con soverchia libertà l’arte del disegnatore aggiunse bellezza ad opere scolpite nel momento della decadenza delle arti, con 61 gran tavole intagliate in rame.
  3. 3568. AGRIPPA Camillo, Trattato di trasportar la guglia sulla piazza di S. Pietro, Roma, per Francesco Zanetti, 1583, in 4. Aggiuntovi dello stesso. Dialogo sopra la generazione de’ venti, baleni, tuoni, folgori, laghi, fiumi, valli, montagne, Roma 1584, in 4.
  4. 3569. ALBERICIS Jacobo, Historiarum SS. Virginis Deiparae de popolo almae urbis, compendium, Romae 1599, in 8, fig.
    Oltre l’immagine intagliata in rame, sonovi anche i ritratti dei pontefici che contribuirono a render più augusto il suo culto.
  5. 3570. ALBERTINIS Francisco clerico florentino, Opusculum de mirabilibus novae et veteris urbis Romae editum, dedicatumq. Julio II pontifici maximo per Jacobum Mazzocchium Romanae Academiae Bibliopolam, qui infra paucos dies epitaphiorum opusculum in lucem ponet, anno salutis 1510 die 4 Februarii, in 4 parv., prima edizione.
    Questi rari opuscoli dell’Albertino sono preziosi perché dimostrano le cose che erano allora scoperte in Roma, e quelle che si andavano scuoprendo. Viene però citata di questo libro una prima edizione del 1508 che non conosciamo. Parecchie ne vennero posteriori, e si ristampò anche fuori d’Italia come riferiscono i bibliografi pontificj.
    167
  6. 3571. ALBERTINI Francisci florentini, Opusculum, de mirabilis novae et veteris urbis Romae per Jacobum Mazzocchium 1515, Romae die 20 Octobris, in 4 parv., seconda edizione.
  7. 3572. ALDOVRANDI Ulisse, Le statue antiche ec. Vedi Mauro Lucio, Martinelli e Giovanni.
  8. 3573. ALEMANNI Nicolai, De Lateranensibus Parietinis a cardin. Barberino restitutis. Dissertatio historica, Romae 1625, in 4, fig.
    Sono le tavole assai ben intagliate, e chiaramente disegnate, collocate fra il testo dell’opera scritta con dottrina, e con buona critica.
  9. 3574. ALVERI Gasparo, Roma in ogni stato, alla santità di Alessandro VII, vol. 2, in fol., Roma 1664.
    Trattasi in questi volumi de’ costumi, guerre, inondazioni del Tevere, e avvenimenti relativi alla grandezza e vicende di Roma in ogni tempo, opera compilata da varj autori con mediocre critica.
  10. 3575. AMATI Pasquale, Dissertazione sopra il passaggio dell’Appennino fatto da Annibale, e sopra il castello Mutilo degli antichi Galli, Bologna 1776, in 4.
  11. 3576. AMATI Pasquale, Dissertazione prima sopra alcune lettere del dott. Bianchi di Rimini, e sopra la moderna inscrizione Savignanese, e il Rubicone degli antichi, Faenza 1761, in 4, M. 58.
  12. 3577. AMATI Pasquale, Dissertazione seconda sopra alcune lettere del d. Bianchi e sopra il Rubicone degli antichi, Faenza 1763, in 4, M. 58, con molte appendici, e una carta topografica.
    Queste dissertazioni dottissime sul Rubicone formano un buon volume di 272 pagine.
  13. 3578. De ANGELIS Pauli, Basilicae veteris Vaticanae descriptio ex auctore romano ejusdem basilicae canonico notis illustratae, Romae 1646, in fol., fig.
    Questa è una delle buone opere su questo argomento per la verità di certi fatti. Il frontespizio è figurato: trovasi in principio l’iconografia della basilica con una tavola di dichiarazioni, e sei tavole in fine in gran foglio.
  14. 3579. De ANGELIS Pauli, Basilicae Sanctae Mariae Majoris descriptio, et delineatio, libri XII, Romae, ex tipographia Bartholomaei Zanetti, 1621, in fol., fig.
    Il frontespizio è figurato, e 39 tavole grandi servono ad il 168 lustrazioni della basilica accompagnate da interpretazioni, iscrizioni, osservazioni storiche, e critiche. Opera di pregio. Edizione diligentemente, e nobilmente eseguita.
  15. 3580. ANTINORI Giovanni, Scioglimento di alcune difficoltà insorte contro la mossa de’ cavalli colossali sul Quirinale, e lettera diretta al medesimo, segnata di Venezia 22 nov. 1783 C.P.B. Un foglietto di stampa, in 4, M. 7.
  16. 3581. ANTIQUITATES sacrae et civiles romanorum explicatae: sive commentarii historici, mithologici, philologici auctore M.A.U.N., Hagae Comitum
    1726
    , in fol., fig., lat. e fran.
    Sono 84 tavole intagliate in rame. L’opera è piuttosto appariscente per la sua forma esterna, che per suo merito intrinseco.
  17. 3582. ANTIQUITATUM variarum auctores quorum catalogum sequens continet pagella, Lugduni, apud Seb. Gryphium, 1552, in 12.
    Questo volumetto di presso 900 pagine, contiene la collezione più ampia di tutte quelle operette apocrife d’antichità pubblicate da frate Antonio da Viterbo, dal Fiocchi, da Pietro Calabro e da altri, e sono Myrsilii Lesbii de origine Italiae. M. Porcii Catonis originum, Archilochi de temporibus, Berosi Babilonii antiquitatum, Manethonis de Reg. Aegipt. Metasthenis annalium Persicorum, Xenophontis de aequivocis, Q. Fabii Pictoris de aureo seculo, C. Sempronii de divisione Italiae, Philonis Judaei Antiq. Bibliorum, C. Julii Solini Polyhistor, Pomponii Meloe de situ orbis, Pomponii Laeti de antiq. urbis Romae, Marliani Topographia veteris Romae, Publii Victoris de urbis Romae regionibus, Pomponii Laeti de Magistratibus, L. Fenestelloe de Magistratibus sacerdotiisque romanorum. Vedi ancora De Roma prisca et nova.
  18. 3583. ANTIQUITES romaines expliquées dans les memoires du comte de B… contenant ses avantures, ses recherches, et ses decouvertes sur les antiquités de la ville de Rome et autres curiosités de l’Italie, divisées en trois parties, et enrichies de plus de 100 belles planches en taille douce, Haye 1750, in 4, fig.
    L’opera è piena di garbo, e di spirito, e le stampe non mancano di gusto.
  19. 3584. ANTONELLI Leonardo cardinale, Memorie storiche delle sacre teste de’ SS. apostoli Pietro, e Paolo, 169 e della loro solenne ricognizione nella basilica Lateranense, Roma 1806, in 4, fig.
    Si veggono fra le diverse tavole frapposte al testo intagliati in rame con diligenza i due nuovi busti modellati dallo scultore Acquisti, e veggonsi gli antichi parimente ec. oltre altre curiose e interessanti memorie.
  20. 3585. ARINGHI Pauli, Roma subterranea novissima, in qua post Antonium Bosium, et celebres alios libris distincte illustrantur, Romae 1651, vol. 2, in fol., fig.
    Le immense figure distribuite fra il testo avevano servito alla Roma del Bosio; ma questa seconda, che può chiamarsi refusione dell’opera più antica indigesta, è meglio ordinata, ed eseguita, e per ogni ragione preferibile.
  21. 3586. ARINGHI Pauli, Roma subterranea novissima tribus libris distincta ex absolutissimo opere Pauli Aringhi in hanc portatilem formam concinnata, Arnhemiae 1661, in 12, fig.
    Questo piccolo libretto per la forma (però di 700 pagine circa) è ornato di alcune stampe in rame frapposte al testo, e si volle ridur tascabile quell’immensa opera con poco successo.
  22. 3587. ASSEMANUS Joseph Simonius, Litterae apostolicae Clementis XII pro Bibliothecae Vaticanae conservatione editae, Romae 1739, in 4. Accedunt Benedicti XIV litterae apostolicae pro aperitione Musei Vaticani, Romae 1757. Cedola di moto proprio di Clemente XII sullo stesso oggetto, Roma 1761. Litterae apostolicae Benedicti XIV quibus tutela suscipitur antiquum urbis Pantheon, Romae 1757, in 4, M. 5.
  23. 3588. AUGUSTINUS Antonius, et Fulvius Ursinus, Scriptores duo praestantissimi, De romanorum gentibus, et familiis, Lugduni 1592, in 4.
  24. 3589. BACCI Mass. Andrea, Del Tevere, e della natura, e bontà dell’acqua, e delle inondazioni: libri due, Roma, presso Vincenzo Lucchino, 1558, in ottavo.
    Raro, e singolare libretto stampato in bei caratteri corsivi grandi. Esemplare in mar. rub.
    170
  25. 3590. BANCK L., Taxa cancelleriae romanae in lucem emissa, et notis illustrata. Accedit index latino-barbarus cum indice titulorum rerum, et verborum, Franekerae 1651, in 12.
    Libro molto singolare per l’argomento, e per una serie di antiche osservazioni intorno ai costumi di Roma, che si è reso raro.
  26. 3591. BANCK L., Roma triumphans, seu actus inaugurationum et coronationum pontificum romanorum et in specie Innocentii X pont. max. Brevis descriptio etc. Editio secunda triplo auctior, Franekerae 1656, in 12, fig.
    Libretto ancora più raro e singolare del precedente per molte singolarità del testo, e delle tavole che trovansi in fine in numero di 16 ove stanno le cavalcate pontificie col treno ec. Oltre il frontespizio figurato, e il ritratto d’Innocenzo X.
  27. 3592. BARBAULT, Les plus beaux monumens de Rome ancienne, ou recueil des plus beaux morceaux de l’antiquité romaine qui existent encore, gravés en 128 planches avec leur explication, Rome, chez Bouchard et Gravier, 1761, in fol.
  28. 3593. BARBAULT, Recueil de divers monumens anciens, repandus dans plusieurs endroits de l’Italie, gravés en 166 planch. pour servir de suite aux monumens de Rome, 1770, in fol.
  29. 3594. BARBAULT, Monumens, ouvrage qui contien 200 planc. avec leurs explications en abregé, Rome 1783.
  30. 3595. BARBAULT, Vues des plus beaux restes des antiquités romaines, telles qui subsistent encore à Rome, et en diverses endroits de l’Italie, Rome 1787.
    In questi due ultimi volumi sono ripetute alcune delle incisioni già pubblicate negli altri due del 1761 e 1770 senza che possa dirsi che siano due edizioni della stessa opera. Le stampe sono pittoresche, senza esattezza alcuna di disegno, e con poco gusto eseguite.
  31. 3596. BARGAEI Petri Angeli, De privatorum, pubblicorumque aedificiorum urbis Romae eversoribus. Epistola ad Petrum Usimbardum, Florentiae, apud Sermartellium, 1589, in 4.
  32. 3597. BARTOLI Santi Pietro, Gli antichi sepolcri, ovve 171 ro mausolei romani, ed etruschi trovati in Roma, ed altri luoghi celebri ne’ quali si contengono molte erudite memorie, raccolti, disegnati, e intagliati da Pietro Santi Bartoli, Roma 1704, in fol., esemplare di dedica.
    Opera è questa magnifica, nella quale l’incisore superò se stesso per la finezza dell’esecuzione, e per compensare colla squisitezza dell’intaglio la mancanza d’illustrazione, essendo allora morto il Bellori. Sono però bastanti indicazioni a spiegazione delle 110 tavole, che accompagnano il prezioso volume.
  33. 3598. BARTOLI Santi Pietro, Recueil de peinture antiques trouvées à Rome imitées fidélément pour les couleurs et le trait d’apres les dessins coloris: séconde edition, 2 vol., Paris, de l’imprimerie de Didot, l’ainé 1783, in un vol., in fol., fig.
    Questa è un’opera nella quale non riconosciamo altro splendore che quello dei tipi, sembrandoci tutta la parte calcografica al di sotto della mediocrità. Le descrizioni sono fatte da uomini distinti come il bravo Mariette, e il conte di Caylus, e il sig. ab. Barthélémy che aggiunse la descrizione del mosaico di Palestrina. Il primo volume contiene 35 tavole miniate a colori, e 73 pagine di testo: termina col prospetto dell’opera, da cui si vede il prezzo enormissimo a cui giunse la prima edizione, annunciandosi però questa seconda per il mite prezzo di 900 franchi agli associati (che non li vale). Altre 15 tavole miniate sono nel volume secondo ove trovasi la descrizione della piramide di Cajo Cestio fatta dall’ab. Rive, e finisce colle pitture dei bagni di Costantino, e le nozze Aldobrandine. Amendue i volumi riuniti in un solo in mar. dor. formano appena la grossezza di un tomo ordinario. Il librajo Molini riprodusse quest’opera in Parigi con questa 2 edizione non inferiore di molto alla prima, e molto più completa di quella. Tirata al numero di soli 100 esemplari.
  34. 3599. BARTOLI Santi Pietro, Vedi fra i poeti all’articolo Virgiliani Codicis Fragmenta.
  35. 3600. BARTOLI Santi Pietro, Uno dei due piccoli fregi disegnati ed eseguiti da Rafaello nel Vaticano colla dedica dell’editore Giacomo de Rossi a D. Nicolao Simoncello picturae omnium que bonarum artium cultori eximio. Quindici tavole compreso il frontespizio.
    Esemplare di prima bellezza ed una delle più belle opere di questo intagliatore ec. Vedansi tutte le opere di Giovan Pietro Bellori, e all’articolo Raccolta di varie antichità.
    172
  36. 3601. BARTOLUCCI Vincentii, Dissertatio de viis pubblicis, Romae 1786, in 4, M. 23. BASILICAE veteris Vaticanae descriptio auctore romano ejusdem basilicae canonico cum notis de Angelis Pauli. Vedi de Angelis.
  37. 3602. BELLINO Gentile, Columna Theodosiana. Vedi Meneteri Claudii.
  38. 3603. BELLORII Giovan Pietro, Colonna Trajana eretta dal senato e popolo romano all’imperatore Trajano Augusto nel suo foro di Roma, scolpita con l’istorie della guerra dacica, la prima, e la seconda spedizione e vittoria contro il re Decebalo nuovamente disegnata, ed intagliata da Pietro Santi Bartoli, colla esposizione latina di Alfonso Ciaccone, compendiata nella volgare lingua sotto ciascuna immagine, accresciuta di medaglie, iscrizioni, e trofei da Giovan Pietro Bellori, prima edizione, Roma, in fol.
    Comincia il volume col frontespizio senz’anno, e col solo nome di Giovan Giacomo de’Rossi che lo diede in luce; segue la dedica al re di Francia Luigi XIV, cui fu offerta l’opera dall’editore; succede la gran tavola della colonna intera con suo spaccato, longitudine, e quattro tavole colle fronti della base, e le piante del piedistallo, ingresso, sommità, e piede della colonna. Dopo ciò vengono le 119 tavole di bellissimo intaglio. L’istoria del Ciacconio, estratta dalle sculture della colonna segue in quattordici pagine di testo stampato, e finisce coll’indice delle materie. Esemplare di antiche e freschissime prove.
  39. 3604. BELLORI Jo. Petri, Columna Antoniniana, nunc primum a Petro Sancte Bartolo juxta delineationes in Bibliotheca Barberina asservatas a se cum antiquis ipsius columnae signis collatas aere incisa, et in lucem edita, Romae, apud auctorem, in fol., prima edizione senz’anno.
    Settantacinque sono le tavole dei bassi rilievi, a cui ne seguono due di medaglioni. Il tutto è preceduto da un frontespizio, dal ritratto istoriato di Rinaldo d’Este, e dalla dedica, che formano in complesso 80 fogli. Le dichiarazioni del Bellori sono intagliate in rame sotto le tavole.
  40. 3605. BELLORI Jo. Petri, Columna Choclis M. Aurelio Antonino Augusto dicata brevibus notis illustrata et a Petro Sancte Bartolo aere incisa; iterum in lucem prodit, 173 sub faustissimi auspiciis Clementis XI, Romae, ex calcographiaDom. de Rubeis, an. 1704, in fol.
    In questa seconda edizione sono aggiunti in molte tavole dei secondi tagli, e in altre fu rientrato il taglio, di modo che l’occhio intelligente non vi trova la prima originalità e freschezza: vi sono alcune iscrizioni di più, e tre tavole in fine che mancano alla prima edizione, oltre il numero delle 77 coll’iscrizione, l’apoteosi, e la pompa funebre. Vedi per la colonna teodosiana Menetrei Claudii.
  41. 3606. BELLORI, Admiranda romanarum antiquitatum ac veteris sculpturae vestigia, anaglyphico opere elaborata a Petro Sancte Bartolo delineata, incisa: edidit Joannes Jacobus de Rubeis, Romae, ad templum Pacis, prima edizione senz’anno.
    Sonovi tavole 81. Esemplare di dedica mar. dor. Col ritratto del cardinale Ghigi cui è dedicata. L’edizioni di opere di Santi Bartoli non sono rare di seconde e di terze impressioni, ma sono rarissime di prime stampe, tanto più che se ne restano alcune, veggonsi per ordinario mal concepite per l’uso che ne hanno fatto gli amatori, e gli artisti. Presso che tutti i nostri esemplari di queste opere sono di dedica, in marrocchino dorato, e appartennero a insigni biblioteche.
  42. 3607. BELLORI, Admiranda romanarum antiquitatum ac veteris sculpturae vestigia anaglyphico opere elaborata: a Petro Sancte Bartolo delineata, et incisa: notis Jo. Petris Bellorii illustrata, Romae 1693, in fol., fig., edizione seconda, sonovi 84 tavole.
    Questa seconda edizione è però avanti le tante ristampe fatte di quest’opera preziosa, le quali non si riconoscono, perché le tavole estremamente logorate le sfigurano. Esemplare di dedica con ricchissime dorature.
  43. 3608. BELLORI, Veteres arcus Augustorum triumphis insignes etc. cum imaginibus triumphalibus restituti et illustrati, nunc primum per Jo. Jacobum de Rubeis aeneis typis evulgati, Romae 1690, in fol.
    Può quest’opera ritenersi la più bella in questo genere, e classica specialmente per la magnificenza ed eleganza delle stampe, che sono il capo d’opera di Pietro S. Bartoli: in numero di 52. Esemplare di dedica della Biblioteca Albani in mar. rosso, prove di prima freschezza.
  44. 3609. BELLORI, Le antiche lucerne sepolcrali figurate, raccolte dalle cave sotterranee, e dalle grotte di Roma. Parti tre in un volume. Disegnate, intagliate nelle loro forme da Pietro Santi Bartoli con osser 174 vazioni del Bellori, Roma 1691, prima edizione di mirabile freschezza e conservazione.
    Quest’opera è divisa in tre parti. La prima contiene 37 tavole, la seconda 46, la terza 33, e in fine vi sono altre sei tavole addizionali non numerate le quali trovansi in pochi esemplari di questa prima, e in nessuno delle susseguenti edizioni.
  45. 3610. BELLORI, Le antiche lucerne, Roma 1729, stampate dopo esser passate le tavole in proprietà di Lorenzo Filippo de’ Rossi calcografo vaticano, in fol., seconda edizione. Vedi anche all’articolo Raccolta di varie antichità.
  46. 3611. BELLORI, Le pitture antiche del sepolcro de’ Nasoni nella via Flaminia. Disegnate, ed intagliate alla similitudine degli antichi originali da Pietro Santi Bartoli, descritte ed illustrate da Pietro Bellori, Roma 1680, prima edizione, in fol.
    Le tavole di questo esemplare sono di rara freschezza in numero di 35, ed è una delle più pregevoli opere del Santi Bartoli.
  47. 3612. BELLORI, et Causseo Michele Angelo, Picturae antiquae cryptarum romanarum, et sepulcri Nasorum. Delineatae, et expressae a Petro Sancte Bartoli, Romae 1738, in fol.
    Traduzione eseguita con accuratezza. Pochi esemplari si veggono di questa versione, che fu fatta per essere inserita nel tesoro delle antichità del Grevio.
  48. 3613. BELLORI, Fragmenta vestigii veteris Romae ex lapidibus Farnesianis, nunc primum in lucem edita cum notis, Romae 1673, in fol., fig.
    Opera classica, e preziosa in cui si presentano 20 tavole accuratamente disegnate, ed incise, oltre a varie vignette allusive.
  49. 3614. BENEDICTI Papae XIV, Litterae apostolicae pro aperitione Musei Vaticani, Romae 1757, in 4, M. 5. Litterae apostolicae quibus antiquum urbis Pantheon Pontificum romanorum tutela suscipitur ejusque fabricae conservatio apostolicarum aedium praefecto committitur, palatii apostolici sumptibus procuranda, Romae 1757, in 4, M. 5. 175
  50. 3615. BESOZZI D. Raimondo, La storia della basilica di S. Croce in Gerusalemme, Roma 1750, in 4.
    Avvi una tavola col prospetto della basilica che è una delle chiese moderne di Roma la quale porta questo nome ec.
  51. 3616. BIANCHINI monsignor Francesco, Considerazioni teoriche, e pratiche intorno al trasporto della colonna di Antonino Pio collocata in Monte Citorio, Roma 1704 in 4, fig.
    Con due tavole dimostrative.
  52. 3617. BIANCHINI monsignor Francesco, Camera ed iscrizioni sepolcrali de’ Liberti, ed ufficiali della casa di Augusto scoperte nella via Appia, ed illustrate con annotazioni, Roma 1727, in fol., fig.
  53. 3618. BIANCHINI monsignor Francesco, Del palazzo de’ Cesari, opera postuma, Verona 1738, in fol., fig.
    Sonovi 20 ampie tavole intagliate in rame. che illustrano questa grandiosa opera, ma tutta la parte congetturale è di tal natura da non conciliarsi facilmente con quello che ci rimane d’antichi edifici, e non agevole a giustificarsi con buona critica.
  54. 3619. BIANCONI Giovan Lodovico, Descrizione dei circhi, e particolarmente di quello di Caracalla; italiano e francese, opera ordinata, e pubblicata con note dall’avvocato Fea, Roma 1789, in fol., fig.
    Sonovi oltre a molte vignette allusive al testo, venti gran tavole intagliate in rame. Opera accreditata, e piena di dottrina.
  55. 3620. BIONDO da Forlì, Roma ristaurata, ed Italia illustrata tradotte in buona lingua volgare per Lucio Fauno, Venezia, per Michel Tramezzino, 1542, in 8.
    Impressa coi medesimi caratteri della seguente.
  56. 3621. BIONDO da Forlì, Roma trionfante tradotta pur ora per Lucio Fauno di latino in buona lingua volgare, Venezia, per Michel Tramezzino, 1544, in 8.
    Elegante edizione sebbene troppo voluminosa, in bei caratteri corsivi.
  57. 3622. BIONDO da Forlì, Roma ristaurata, ed Italia illustrata, di Biondo da Forlì tradotte in buona lingua volgare per Lucio Fauno, Vinegia, per Michele Tramezzino, 1548, in 8. 176
  58. 3623. BIONDO, Roma ristaurata etc. etc. come sopra, da molti errori corretta, e ristampata, Venezia, presso Domenico Giglio. 1558, in 8.
    Questa bella edizione della traduzione fatta da Lucio Fauno ha una preziosa singolarità, che nel fine sono raccolte le giuste critiche fatte da’ geografi a tutti gli sbagli corsi nell’opera del Biondo: come il Marliano, il Sabelico, il Volaterrano ec.
  59. 3624. BLONDI Flavii, De Roma triumphante libri decem Brixiae 1503 per Angelum Brittannicum. Accedit: ejusdem de Roma instaurata lib. III. De gestis venetorum ad Franciscum Foscari ducem etc. et de Italia illustrata lib. VIII, Venetiis, 1510, per G. regnante Leonardo Lauretano duce.
  60. 3625. BLONDI Flavii, Historiarum ab inclinatione romanorum imperii: decades tres, Venetiis 1483, in fol. Leggesi in fine: Finis historiarum Blondi quas morte praeventus non complevit. Cum tamen interim Romam instauratam tribus libris, Italiam illustratam lib. VIII, et Romam triumphantem lib. X absolverit. Impressum Venetiis, per Octavianum Scotum Medatiensem, anno S. 1483 XVII kalendas Aug., Jo. Mocenigo inclyto Ven. duce.
  61. 3626. BOISSARDI Jani Jacobi, Romanae urbis topographia. Partes sex ab anno 1597 ad 1602, Francofurti, Theodoro de Brie, in f. p., fig., legata in 2 vol., prima edizione.
    Citasi dal Brunet l’esemplare illustrato della Pinelliana, come il più completo. Abbiamo confrontato il nostro, e riconosciuto esservi un maggior numero di tavole, citandosi nella quarta parte 144 tavole, ove ne riscontriamo 146. Nei nostri due volumi il Parnassus Biceps non è riunito, come in quelli della Pinelliana, ma lo abbiamo legato separatamente. Esemplare di prima rarità e bellezza.
  62. 3627. BOLDETTI Marc’Antonio, Osservazioni sopra i cimiterj de’ Santi Martiri, ed antichi cristiani, Roma 1702, in fol., fig., vol. 2.
    Opera piena di cognizioni erudite; nel I volume stanno molte tavole con monumenti, e nel secondo copiosissime iscrizioni illustrate.
  63. 3628. BONANNI P. Philippo, Templi Vaticani historiae. Vedi in Numismata. 177
  64. 3629. BONARDO Vincenzo Romano, Discorso intorno all’origine, antichità, virtù, benedizione, e ceremonie, che usa il Sommo Pontefice in benedire gli Agnusdei, Roma 1621, in 8, M. 75.
  65. 3630. BORGII Hieronimi, Urbis Romae renovatio, apud Ant. Bladum, 1542, in 8. Sul frontespizio è una Roma sedente, a tergo alcuni versi a Pier Luigi Farnese. Segue ad III ac R. Alexandrum Farnesium card. Ananeosis. Hospes. Jovius.
    L’opera è scritta a modo di dialogo in versi. Opuscolo di 22 carte raro a vedersi.
  66. 3631. BORIONI Antonius, Collectanea antiquitatum romanarum quae centum tabulis aeneis incisae et a Rudolphino Venuti notis illustratae exhibentur, Romae 1736, in fol.
    Questa bellissima opera, e per la dottrina, e per l’intaglio, e per i tipi, ornata di 104 tavole molto bene intagliate in rame da buoni artisti, è illustrata assai bene nel trattato di Mariette des pierres gravées pag. 293.
  67. 3632. BOSCOVICH, vedi Raccolta di scrittori sulla Cupola di S. Pietro.
  68. 3633. BOSELLI Hieronymi, De Aureliano lapide suo, Bononiae 1692, in 8, M. 49.
  69. 3634. BOSIO Antonio, Roma sotterranea nella quale si tratta de’ suoi cimiterj, del sito, forma, ed uso antico di essi ec. Opera postuma pubblicata dal com. Carlo Aldobrandino, Roma 1632, in f., fig.
    Opera grande in foglio massimo, con numerosissime tavole in rame, che per le arti nei bassi tempi, e per l’ecclesiastica erudizione è ancor buona, sebbene i bibliografi oltramontani ne abbiamo di troppo avvilito il prezzo.
  70. 3635. BRENNA Vincenzo architetto, Del tempio Tiburtino, volgarmente detto della Sibilla, Roma 1767, in fol., sono unicamente 4 fogli atlantici, uno del testo, e tre delle tavole, M. 107.
    Aggiunte in questo volume varie carte: come il progetto del sig. Cockerell architetto inglese per la collocazione delle statue di Niobe; il progetto del sig. Canova per la situazione dei due colossi a M. Cavallo; il mausoleo del maresciallo di Saxe che vedesi a Strasburgo, opera di Pigalle, pubblicato da Mechel, e molte altre stampe di genealogie ec.
    178
  71. 3636. BULENGERII Julii Caesaris, De circo romano, ludisque circensibus, ac circi, et amphiteatri venatione. Editio prima, Lutetiae Parisiorum 1598, in 8.
  72. 3637. BULENGERII Julii Caesaris, De imperatore et imperio romano libri duodecim, Lugduni, apud haeredes Guglielmi Rovilii, 1618, in fol.
    Opera divisa in tre libri estratti dalle antiche storie, e ripiena di erudizione.
  73. 3638. CALVI Fabii, Antiquae urbis Romae cum regionibus simulachrum, Romae, mense aprili, Valerius Doricus Brixiensis impressit, 1532, in fol., fig.
    Prima edizione di questo raro libro, le cui tavole sono intagliate in legno
    .
  74. 3639. CALVI Fabii, Antiquae urbis Romae cum regionibus simulachrum authore M. Fabio ravennate, Basileae, apud Hier. Frobenium, et Nic. Episcopium, 1556, in fol., fig.
    Questa seconda edizione meno rara, non è però comune, ed è in foglio molto minore della prima. Le armi del Papa
    Clemente VII, del cardinal de’ Medici, e del Senato Romano stanno nel frontespizio della prima edizione. A tergo è la dedica al Papa: seguono 21 tavole, d’incontro alle quali leggonsi brevi illustrazioni, e nello stesso modo procede anche la seconda edizione copiano esattamente la prima.
  75. 3640. CAMERON Charles, The baths of the romans explaines, and illustrates with the restotration of Palladio corrected, and improved, London, George Scott, 1772, in fol., fig.
    Grande e magnifica opera con 75 tavole, non compreso il frontespizio di Palladio in principio, e gran numero del vignette; il testo è in inglese e in francese, il primo in 65, e il secondo in 68 pagine ec. Esemplare in mar. dor.
  76. 3641. CANCELLIERI Francesco, Descrizione de’ tre pontificali di Natale, Pasqua, e S. Pietro, nella basilica Vaticana, Roma 1788, in 12. Aggiunta la descrizione delle funzioni della Settimana Santa, Roma 1789, in 12. Più la descrizione delle cappelle pontificie, e cardinalizie di tutto l’anno, e la descrizione dei concistori pubblici, e segreti, 1790, in 12.
    Le opere tutte di questo scrittore, oltre l’avere un merito 179 intrinseco per gli oggetti di cui trattano, sono altrettanti repertorj preziosi per ogni studioso delle arti, e dell’antichità.
  77. 3642. CANCELLIERI, Storia de’ solenni possessi de’ sommi Pontefici detti antichi processi, o processioni, dopo la loro incoronazione della basilica Vaticana alla Lateranense, Roma 1802, in 4.
    Grande opera ripiena di memorie, ed annotazioni eruditissime, come lo sono tutti i libri di quell’infaticabile letterato.
  78. 3643. CANCELLIERI, Le due campane di Campidoglio con varie notizie sopra i campanili e gli orologi, Roma 1806, in 4, M. 6.
    Sonovi le tavole intagliate in rame relative al Campidoglio collocate prima e dopo il frontespizio, e si trova in quest’opera una quantità sterminata di preziosa erudizione.
  79. 3644. CANCELLIERI, Memorie storiche delle sacre teste de’ SS. Apostoli Pietro, e Paolo, e della loro solenne ricognizione nella basilica Lateranense, con un’appendice di documenti, Roma 1806, in 4.
  80. 3645. CANCELLIERI, Il mercato, il lago dell’acqua vergine, ed il palazzo Panfiliano nel circo agonale, detto volgarmente Piazza Navona, Roma 1811, in 4, fig.
    Le figure sono collocate secondo le indicazioni del testo, e l’edizione, in un numero discreto di circa 300 pagine, contiene più che ordinariamente non contengono i libri stampati per speculazione e sordidezza libraria, in grazia della buona distribuzione, e piccola forma dei caratteri.
  81. 3646. CANCELLIERI, Osservazioni intorno la questione da varj promossa sull’originalità della Divina Commedia di Dante, Roma 1814, in 12.
  82. 3647. CANCELLIERI, Aggiuntevi le sette cose fatali di Roma antica, Roma 1812, in 12.
  83. 3648. CANCELLIERI, Le memorie di S. Medico martire, Roma 1812, in 12.
  84. 3649. CANCELLIERI, Descrizione delle carte chinesi di villa Sciarra, Roma 1813, in 12.
  85. 3650. CANCELLIERI, Dissertazione intorno gli uomini di gran memoria, Roma 1815, in 12.
  86. 3651. CANCELLIERI, Lettera sopra il Tarantismo. L’aria di Roma e della sua campagna, ed i palazzi pontificj entro 180a e fuori di Roma con le notizie di Castel Gandolfo e de’ paesi circonvicini, Roma 1817, in 12.
  87. 3652. CANCELLIERI François, Déscription des ceremonies de la Sémaine Sainte dans la chapelle pontificale, Rome 1818, in 8.
  88. 3653. CANTELII Josephi, Exercitationes duae de praecipuis veterum romanorum sacrificiis, de ipsorum nuptiis, sine loco et anno, in 8, M. 55.
  89. 3654. CAPELLI Antonii et Silvani veneti, Rituum ecclesiasticorum sive sacrarum caeremoniarum S.S. Romanae Ecclesiae libri tres non ante impressi, Venetiis 1516, Gregorii de Gregoriis excusere Leonardo Lauredano principe optimo.
    Opera impressa in bellissimi caratteri, e con molta accuratezza di tipi.
  90. 3655. CARDONI Bacilii, De Tusculano M. T. Ciceronis nunc Crypta Ferrata adversus P. Lucam Zuzzeri. Disceptatio apologetica, Romae 1757, in 4, M. 10. Vedi Zuzzeri. CARLETTI Giuseppe. Vedi Mirri.
  91. 3656. CASALIO Joan. Bapt., De urbis ac romani olim imperiis splendore, Romae 1650, in fol., fig.
    Opera eseguita con magistero, e con ottimo gusto anche per la sua sobrietà: in ispecie lodatissimo è il capitolo, ove l’autore parla degli anelli.
  92. 3657. CASSINI Giovanni, Nuova raccolta delle migliori vedute, antiche, e moderne di Roma, disegnate, ed incise l’anno 1779, in fol. obl.
    Sono queste tavole 80 intagliate all’acqua forte con poca grazia, e con negligenza nel disegno, le quali rendono un’idea poco adeguata de’ principali punti di vista di Roma.
  93. 3658. CASSINI Giovanni Maria, Pitture antiche trovate nello scavo aperto in una vigna presso lo spedale di S. Giovanni Laterano in Roma, 1783, in fol., fig., M. 91.
    Con otto tavole intagliate in rame.
  94. 3659. CASSIO Alberto, Corso delle acqua antiche portate da lontane contrade sopra quattordici acquedotti nelle quattordici regioni di Roma, e delle moderne in essa nascenti, vol. 2, Roma 1756 e 1757, in 4, fig.
    Opera grande e preziosa fatta con molto studio e dottrina 181 con tavole stampate in legno fra il testo, e il ritratto dell’autore in principio.
  95. 3660. CECCONI Giovan Francesco, Roma sacra, e moderna già descritta dal Pancirolo, e accresciuta da Francesco Posterla, Roma 1725, in 8, fig.
    Con molte cattive tavole in legno, ed altre in rame inserte fra il testo. Libro di circa 800 pagine, formato sulle citate opere del Panciroli, e la Roma del Franzini.
  96. 3661. CELIO Gaspare, Dell’abito di Cristo. Memoria delli nomi degli artefici delle pitture che sono in alcune chiese, facciate, e palazzi di Roma, in Napoli 1638, in 12.
  97. 3662. CELIO Gaspare, Memoria fatta delli nomi degli artefici delle pitture che sono in alcune chiese, facciate, e palazzi di Roma, Napoli 1638, in 18.
    Fra le guide per le pitture di Roma è una delle meno ovvie a trovarsi.
  98. 3663. CENNI Gaetano, Breve dichiarazione delle sei tavole incise in rame da Anton Francesco Barbazza, che rappresentano la storia ecclesiastica del primo, e secondo secolo, ideate da monsignor Francesco Bianchini, e perfezionate da Giuseppe Bianchini, Roma 1753, in 8. Aggiuntovi: Elenchus monumentorum quae continentur in sex prioribus tabulis ex aere incisis nostri Musei sacri, et profani, complectentibus demonstrationem historiae ecclesiasticae, Romae 1754, in 8.
    Questo elenco non è che la guida estesa coi numeri relativi agli oggetti rappresentati nelle tavole per riscontrarli, e spiegarli, accuratamente fatta dal calcografo Antonio Giuseppe Barbazza.
  99. 3664. CHATTARD Giovan Pietro, Nuova descrizione del Vaticano, ossia della sacrosanta basilica di S. Pietro, vol. 3, in 12, fig., Roma dal 1762 al 1767.
    Entra l’autore in tutte le minute particolarità che riguardano la basilica non meno che il palazzo, e nel primo volume sono sei tavole in rame. Opera eseguita con mediocrità di mezzi, e poca critica.
  100. 3665. CHIONIUS Joannes Dominicus, De romanis antiquita 182tibus exercitationes academicae, Augustae Taurinorum 1735, in 8.
  101. 3666. Du CHOUL Guillaume, Discours sur la castramétation, et discipline militaire des anciens romains avec les bains, et antiques exercitations grecques, et romaines, Lyon, chez Guillaume Roville, 1555, in 4, fig.
    Opera ricca di tavole intagliate in legno non senza pregio, oltre il merito d’una buona edizione del testo.
  102. 3667. Du CHOUL Guglielmo, Discorso sopra la castramentazione, et disciplina militare dei romani coi bagni, et esercizj antichi, tradotto in lingua toscana per Gabriele Simeoni. Aggiuntovi il discorso dei bagni ed esercizj antichi de’ greci et de’ romani, Lione, Rovillio, 1555, in fol.
    Prima edizione italiana bellissima per tipi e le tavole.
  103. 3668. Du CHOUL Guglielmo, Discorso della religione antica dei romani, insieme con un altro discorso della castramentazione, tradotti in toscano da Gabriel Simeoni fiorentino, Lione, Rovillio, 1559, in fol.
    Seconda edizione non meno bella della precedente, e piena di medaglie, e tavole stampate fra il testo.
  104. 3669. Du CHOUL Guglielmo, Discorso sopra la castramentazione, e bagni antichi dei greci, e dei romani colla figura del campo romano, e una informazione della milizia turchesca di M. Francesco Sansovino, Vinegia 1582, presso Altobello Salicato, in 8, fig.
    Libretto ripieno di figure in legno, ma di un merito inferiore a quelle delle edizioni in foglio. Le tavole però della milizia turchesca sono molto migliori, e fatte d’altra mano.
  105. 3670. CIACONII Alphonsi, Vitae et res gestae pontificum romanorum et cardinalium ab initio nascentis ecclesiae usque ad Clementem IX, Romae 1667, in fol., fig., vol. IV. Aggiuntevi le altre vite a Clemente X usque ad Clementem XII scriptae a Mario Guarnacci, Romae 1751, vol. II.
    Quest’opera coi ritratti, e gli stemmi, e i monumenti dei pontefici, è utilissima per tutto che riguarda la storia anche delle antichità romane. I 4 primi volumi furono impressi 183 in cattiva, e con maggior negligenza degli ultimi due più accuratamente impressi e più abbondanti di tavole, poiché oltre quelle dei pontefici trovansi anche le imagini dei cardinali.
  106. 3671. CIAMPINI Joannis, Vetera monumenta, in quibus praecipue musiva opera, sacrarum, profanarumque aedium structura, ac nonnulli antiqui ritus dissertationibus, iconibusque illustrantur, tomi 2, Romae 1690 ad 1699, in fol., fig.
    Opera piena di dottrina, ma con tavole mal eseguite in numero di 135.
  107. 3672. CIAMPINI Joannis, De sacris aedificiis a Costantino Magno constructis: synopsis historica, Romae 1693, in fol., fig., tavole 35.
  108. 3673. CIAMPINI Joannis, Additamentum de veteribus monimentis, Romae 1748, in fol., fig.
  109. 3674. CICOGNARA Leopoldo, Lettera su alcune controversie intorno al Panteon, Pisa 1807, in 8.
    Fu in quell’epoca, che si concepì speranza di veder isolato quel magnifico edificio delle fabbriche parasite, che lo affogano.
  110. 3675. CIPRIANI Giovanni, Raccolta di 320 vedute sì antiche che moderne della città di Roma, e di alcuni luoghi suburbani incise a bulino in 80 rami, Roma, in 4 obl.
    Oltre al Cipriani molti altri intagliatori lavorarono in questo elegantissimo volumetto. Esemplare freschissimo.
  111. 3676. CLEMENTIS XII Pontificis Maximi, Apostolicae Litterae pro recta administratione et conservatione Bibliothecae Vaticanae ab ipso amplificatae et auctae, Romae 1739, in 4, M. 5.
  112. 3677. CLEMENTE XIII Papa, Cedola di moto proprio per gli ordini, e regolamenti della Biblioteca, e Museo Vaticano, Roma 1761, in 4, M. 5.
  113. 3678. COLLECTION de peintures antiques, qui ornoient les thermes, palais, mausolées, chambres sepulcrales des empereurs romains, et autres édifices, avec leur déscription historique, Rome, chez Bouchard, et Gravïer, 1781, in fol., fig.
    Sono 33 tavole precedute da 8 fogli di testo, intagliate a modo di disegni con poca accuratezza, e per oggetto di spe 184 culazione libraria, opera che non ha altro merito che la fonte sublime dell’antichità da cui deriva.
    COLUMNA Trajana. Antonina. Vedi Bellori. Theodosiana vedi Menetrei.
  114. 3679. CONTARINO fra Luigi dell’Ordine Crucifero, L’antichità di Roma con due copiosissime tavole degli imperatori, delle statue, e delli corpi santi, Venezia, presso Francesco Ziletti, 1575, in 8.
    In questo libretto non comune, e per quanto sappiamo non ristampato, vi sono al fine molte notizie di proprietarj d’antichità, che divengono preziose agli amatori di questo studio.
  115. 3680. CONTELORIO Felicis, De prefecto urbis, Romae 1631, in 4, fig., M. 23.
    Con frontespizio figurato, e 5 tavole in rame.
  116. 3681. CONTINI Francesco, Pianta della villa Tiburtina di Adriano Cesare, già da Pirro Ligorio disegnata, e descritta, riveduta, e pubblicata, Roma 1761, in fol., fig.
  117. 3682. CORRADINO Petrus Marcellinus, et Josepho Roccus Vulpius, Vetus Latium sacrum, et profanum, Romae et Patavii dal 1704 al 1745, in 4, fig., tomi 10 legati in 11 vol.
    Il Corradini stampò i primi due volumi a Roma coi tipi di Francesco Gonzaga negli anni 1704 e 1705. Venne in seguito proseguita quest’opera dal padre Volpi, e i cinque volumi susseguenti furono impressi a Padova dal Comino. Il volume ottavo, il nono, e il decimo diviso in due tomi, furono pubblicati da Barnabò, e Lazzari. Opera preziosa pel modo con cui venne scritta, e per le preziose notizie, e per la critica, e monumenti in essa raccolti. Le molte tavole stanno fra il testo intagliate in rame. Questo corso, che tale può dirsi, di antichità romane mai non venne ristampato, e si è reso sempre più prezioso; e i tipi che lo produssero sono della maggior nitidezza. Il primo volume, di cui mancarono presto gli esemplari, venne ristampato con la data del 1748: ma non fu allora impressa la dedica a Clemente XI. Il nostro esemplare non manca di alcuna prerogativa per renderlo prezioso. COSATTI Lelio. Vedi Raccolta di scrittori sulla cupola di S. Pietro.
  118. 3683. Le COSE maravigliose della città di Roma colle reliquie, e colle indulgentie de dì in dì che sono in tutte le chiese di essa, tradotte di latino in vol 185 gare, in Vinegia, per Guglielmo da Fontaneto, 10 marzo 1544, in 8.
    Questa è una ristampa e traduzione delle antiche Mirabilia Romae.
  119. 3684. Le COSE meravigliose dell’alma città di Roma, colla guida romana che insegna a tutti i forastieri a ritrovare le più notabili cose di Roma, Venezia, per Giovanni Varisco, 1565, in 8.
  120. 3685. Le COSE meravigliose dell’alma città di Roma, Aggiuntevi le antichità di Roma di M. Andrea Palladio raccolte brevemente dagli autori antichi, e moderni. Aggiuntovi un discorso sopra li fuochi degli antichi, Venezia, per Gieronimo Francino, 1588, in 8, fig.
    In questa edizione le fabbriche intagliate in legno sono elegantemente eseguite, e le meglio disegnate d’ogni altra guida.
  121. 3686. Le COSE meravigliose dell’alma città di Roma, Le stesse. Roma, presso Giovanni Martinelli, 1589, in 8. — Aggiunte: Le antichità di Roma di M. Andrea Palladio raccolte brevemente dagli autori antichi, e moderni ec., Roma, per Vincenzo Accolti, 1589. — In fine è aggiunto un libretto che ha per titolo I nomi antichi e moderni dell’antica città di Roma, e de’ tutti i popoli, provincie, città, fiumi, monti, selve etc., Venetia, al segno della Speranza, 1552.
  122. 3687. Le COSE meravigliose dell’alma città di Roma, Le stesse. Di nuovo corretto ed ampliato con le cose notabili fatte da Papa Sisto V, e da Clemente VIII per Flaminio da Colle, e Camillo Franceschini Migliorato, Roma 1600, in 8.
    Con alcune figure dei titolari delle chiese in legno: in fine per Guglielmo Faciotti 1604.
  123. 3688. Le COSE meravigliose dell’alma città di Roma, Le stesse. Con la guida romana, i nomi dei pontefici, ed altre notizie, Roma 1675, in 8, fig., con tavole in legno.
  124. 3689. Le COSE meravigliose dell’alma città di Roma, Le stesse. Cioè chiese, e luoghi con la delineazione dell’edificio, loro istoria, ornamenti, pitture, e sculture ec., in 8, fig., senza luogo ed anno.
    Edizione della metà circa del XVII secolo, arricchita di molte notizie, e tavole.
  125. 3690. COSTAGUTI Giovan Battista, Architettura della basilica di 186 S. Pietro in Vaticano, fatta esprimere, e intagliare in più tavole da Martino Ferrabosco, e posta in luce l’anno 1620. Di nuovo data alle stampe da monsignor Giovan Battista Costaguti juniore, Roma 1684, in fol., fig.
    Contiene tav. 32 intagliate con poca cura, ma esprimenti alcuni buoni antichi disegni di quello che fu operato sotto Paolo V e sono presentate anche le tavole della vecchia basilica. Opera che ebbe qualche credito finché non comparve quella di M. Dumont.
  126. 3691. CRESCIMBENI Giovan Mario, Racconto di tutta l’operazione ed abbassamento della Colonna Antonina, Roma 1705, in 4, M. 40. Vedi anche Posterla.
  127. 3692. CRESCIMBENI Giovan Mario, Istoria della chiesa di S. Giovanni avanti la Porta Latina, Roma 1716, in 4, fig. Opera assai ben fatta ed erudita per le antichità sacre di Roma con 6 tavole in rame.
  128. 3693. CUSTODI Domin., Deliciae urbis Romae divinae et humanae anno sacro jubilei 1600, in 4 obl., Augustae Vind.
    Sonovi 29 tavole di romani edifici, e un frontespizio figurato colle relative illustrazioni.
  129. 3694. DAVIDE Lodovico pittore, Dichiarazione della pittura della cappella del Collegio Clementino in Roma, Roma 1695, in 4, M. 37.
  130. 3695. DEMONTIOSII Ludovici, Gallus Romae hospes, Romae 1585, in 4, fig.
    Pochi sono i monumenti incisi in rame e stampati fra il testo. Raro, e prezioso libretto ove rendesi conto di molti monumenti nella maniera che non erasi per anche fatto per lo innanzi, quantunque allorché tratta delle pietre incise è molto superficiale, limitandosi a ripetere ciò che trovasi in Plinio. Autore è Luigi di Mont Josieu, che era stato a Roma due anni prima che il libro fosse stampato col duca di Joeuse suo mecenate e anche suo allievo, mandato al Papa Gregorio XIII da Enrico III con segrete commissioni.
  131. 3696. DESCRIZIONE di Roma antica, e moderna, Roma, ad istanza di Giovan Domenico Franzini per Andrea Fei, 1643, in 8, fig.
    Libro di circa 800 pagine con numero grande di intagli in legno assai cattivi. Le nozioni sono copiosissime in ogni genere d’antichità sacra, e profana. Questa è sempre la Roma di Federico Franzini.
    187
  132. 3697. DESCRIZIONE della pittura fatta nella volta della sala di villa Pinciana, Roma 1779, in 4, un foglietto, M. 15.
  133. 3698. DESEINE Franois, L’ancienne Rome avec ses magnificences, et ses délices, divisée en 4 tomes, Leide 1713, fig., in 12.
    Questi quattro volumi sono legati in tre tomi.
  134. 3699. DESEINE Franois, Rome moderne avec toutes ses magnificences et ses delicés, le tout divisé en 6 tomes, Leide 1713, fig., in 12.
    Edizione copiosa pei rami incisi con apparenza di accuratezza, ma però assai mancanti del carattere delle antichità originali. Non sempre la critica di questo autore derivò dalle buone fonti.
  135. 3700. DESGODETZ Antoine architecte, Les edifices antiques de Rome, dessinés et mesurés trés exactement, Paris, chez Coignard, 1682, in fol., fig.
    Questa è la prima grand’opera eseguita con accuratezza, e con magnificenza di tavole veramente distinta, la quale ha preceduto tutte le altre di simil genere dando l’esempio al ben fare: nondimeno scrupoleggiando, come oggi sul fare la critica, vi si sono notate non poche inesattezze notate da più moderni archeologi, e architetti. Le tavole di questa grand’opera sono 137 senza il frontespizio, e non furono vinte in merito una magnifica ristampa fattane in Inghilterra, e da una seconda edizione in Francia. Esempl. in mar. dor.
  136. 3701. DIONIGI Marianna, Viaggi di alcune città del Lazio, che diconsi fondate dal re Saturno, Roma 1809, in fol., fig.
    Sonovi 30 tavole di bell’intaglio eseguite da Gmelin, e da Feoli. Esemplare in carta velina.
  137. 3702. DIONISIO Alicarnasseo, Delle cose antiche della città di Roma tradotto in toscano per messer Francesco Venturi fiorentino, Venezia, per Nicolò Bascharini a istanza del Tramezzino, 1545, in 8.
    Bellissimo esemplare di questa edizione impressa con buoni caratteri corsivi assai nitidamente.
  138. 3703. DISCORSO sopra il nuovo ornato della guglia di S. Pietro, Roma 1723, in fol., fig., con tre grandi tavole. — Aggiuntavi: La relazione della statua equestre 188 di Carlo Magno nel portico Vaticano scolpita da Agostino Cornacchi, Siena 1735. — Aggiuntavi: L’istoria della città di Chiusi in Toscana dal 1436 al 1595 di messer Jacopo Gori da Senalonga, in fol., Firenze 1747. — In fine Corsini Eduardi Herculis quies et expiatio in eximio Farnesiano marmore expressae. Colla tavola in fine.
  139. 3704. DOSIO Joan. Antonii, Urbis Romae aedificiorum illustrium quae supersunt reliquiae stylo ferreo ut hodie cernuntur descriptae a Jo. Baptista de Cavalleriis. Aeneis tabulis incisis repraesentatae 1569 Kalendis Maj, in 4.
    Sono tavole 50 di monumenti, al qual esemplare vanno aggiunte tavole 51 delle statue pubblicate dal Cavalieri dal n. 49 al 100 della prima parte dell’opera sua; prove di prima freschezza.
  140. 3705. DUMONT Gabriel Martin, Détails des plus intéressantesparties d’architecture de la basilique de S. Pierre de Rome, levés et dessinés sur le lieu, Paris 1763, in fol. mass., fig.
    È cosa straordinaria, che di una fabbrica sì interessante non abbiasi altra opera, che ne presenti le parti misurate, fuori di questa veramente insigne eseguita da uno straniero: sonovi 77 tavole intagliate, la prima delle quali è un breve discorso storico intorno la basilica, poi comincia da una veduta prospettica sino alla 75 che sono tutte ad essa, e al Vaticano relative. In fine sono due estratti dei registri dell’Accademia di Francia, e della compagnia degli architetti in onore dell’autore. Nel principio del volume, dopo l’accennato frontespizio vedesi un buon ritratto di questo architetto, e una dedica al marchese di Marigny di quest’opera, con una relazione degli studj dell’autore intorno la basilica di S. Pietro; poi vengono le tavole.
  141. 3706. ESCHINARDI padre Francesco, Descrizione di Roma, e dell’agro romano, ad uso della carta topografica del Cingolani, Roma 1750, in 8.
    Libro pieno di utilissime nozioni, ben concepito, e distribuito, con tavole delle materie copiosissime.
  142. 3707. ESTRATTO e giudizio dell’opera intitolata: Fastorum anni romani a Verrio Flacco ordinatorum reliquiae ex fragmentis etc. Praeneste nuper effossis 189 cura et studio P. F. F. Romae 1779, Pisa 1781, in 12, M. 67.
  143. 3708. FABRETTI Raphaelis, De aquis et aquaeductis veteris Romae, dissertationes tres, Romae 1680, in 4, fig.
    Dotta e preziosa opera con alcune tavole inserte fra il testo incise in rame.
  144. 3709. FABRETTI Raphaelis, Jasithei ad Grunnovium apologema in ejusque Titilivitia, sive somnia de Tito Livio, animadversiones, Neapoli 1686, in 4, M. 94.
    Due foglietti di minuta stampa precedono questo libro, ed istruiscono il lettore che si tratta d’una controversia vivace, e scherzosa, anzi pungente in cui il Fabretti autore di quest’apologema attacca il Gronovio per avere egli con censura plebea ed incivile (stampata in Leida nel 1684) attaccato l’opera de aquis et acquaeductibus intitolandola Responsio ad cavillationes Raph. Fabretti. Per ciò l’autore si crede in diritto di clamorosa vendetta e cominciò dall’ingiurioso scherzo mutando il nome Gronovio in Grunnovio per alludere al grugnire del porco. Questi due foglietti aggiunti sono estesi da fra Biagio Magno filosofo e matematico della R. di Svezia, Napoli per Novello de Bonis 1686. L’apologema si estende a 150 pagine compresavi la tavola delle materie, ed è interessantissimo libro.
  145. 3710. FABRETTI Raphaelis, Gasparis F., De columna trajana sintagma, Romae 1690, in f. p., fig. Con alcune tavole in legno inserite fra il testo. — Aggiuntavi: La spiegazione dell’Iliade di Omero dedotta dall’antico basso rilievo prodotto in una tavola, e la descrizione dell’emissario del lago Fucino ec. opere dottamente esposte da un dottissimo archeologo.
    In quest’opera si fa l’apologia della storia espressa nella colonna tal come la scrisse il Ciacconio, avendo egli sostenuto che l’anima di Trajano fu liberata dall’inferno per le preghiere di S. Gregorio Papa.
  146. 3711. FABBRICII Georgii Chemnicensis, Romanarum antiquitatum libri duo ex aere, marmoribus, saxis, membranisve veteribus collecti ab eodem. Itinerum liber I, Basilae typis Oporinianis 1587, in 12. FALDA Giovan Battista, Vedi Ferrerio, e vedi Rossi Giovan Giacomo. 190
  147. 3712. FAUNO Lucio, Delle antichità della città di Roma, raccolte, e scritte con somma brevità, ed ordine con quanto gli antichi, e moderni scritto ne hanno, libri cinque, Venezia, per Michele Tramezzino, 1548, in 8.
  148. 3713. FAUNO Lucio, Le stesse antichità riviste ora, e corrette dal medesimo autore, con un compendio di Roma antica nel fine, dove con somma brevità si vede quanto in tutti questi libri si dice, Venezia, per Michele Tramezzino, 1552, in 8.
    Aurea operetta, ed amendue bellissimi esemplari.
  149. 3714. FEA Carlo, Dei diritti del principato sugli antichi edifici sacri, e profani in occasione del Pantheon di M. Agrippa, Roma 1806, in 8, fig. — Aggiuntavi dello stesso: L’integrità del Pantheon di M. Agrippa, Roma 1807.
    Lo zelo per la conservazione di questo patrio monumento, e per sbarazzarlo dalle case parasite che lo opprimono, non fu coronato di alcun successo sfortunatamente.
  150. 3715. FELLINI F. Pietro Martire, Trattato nuovo delle cose meravigliose dell’alma città di Roma, ornato di molte figure e de tutte le antichità figurate d’essa città già da Prospero Parisio aumentate, Roma 1625, in 8, fig.
    Con numero grandissimo di piccole tavole in legno, e una quantità grande di notizie a comodo del viaggiatore, e dell’antiquario.
  151. 3716. FENESTELLA Jo. Dom. Fiocchus, De romanorum magistratibus, sine loco et anno, in 8.
    Questa bellissima edizione del XV secolo, in caratteri nitidi rotondi, e in ottima carta, non può asserirsi se preceda o segua l’altra di Milano del 1477 non essendovi traccia per giudicarlo. Circa al nome di questo scrittore, noi crediamo di tenerci a quanto riferiscono il Biondo, e il Fabrizio, che lo chiamano Gio. Domenico, piuttosto che ad altri più moderni che il dicono Andrea. Il segretario di Eugenio IV di questo casato, morì nel 1452 canonico nel duomo di Firenze.
  152. 3717. FENESTELLA Jo. Dom. Fiocchus, De’ sacerdozii, e de’ magistrati romani libri due, tradotti dal latino alla lingua toscana da Francesco Sansovino, Venezia, per Giolito, 1547, in 8.
    Esemplare elegantissimo.
    191
  153. 3718. FENESTELLA, Dei sacerdozii, e dei magistrati romani, tradotto di latino alla lingua toscana da Francesco Sansovino, Venezia, presso Giolito, 1544, in 8. — Aggiunto: Opera nuova, la quale insegna presto di abaco con un modo nuovo, Venezia, per Hieronimo Calepino, 1553. — Le piacevoli, ed ingegnose quistioni di Plutarco, tradotte da Pietro Lauro modenese, Venezia, per Comin da Trino, 1551.
  154. 3719. FERRERIO Pietro pittore, ed architetto, Palazzi di Roma de’ più celebri architetti, libro I e Giovan Battista Falda, nuovi disegni, architetture, e piante dei palazzi di Roma, libro II, in fol., Roma, per Giovan Giacomo Rossi all’insegna della Pace.
    Quarantaquattro tavole sono nel primo libro, e 61 nel secondo. Opera di bellissima esecuzione in ispecie la seconda parte. Prime, ed antiche impressioni.
  155. 3720. FICORONI Francesco, Osservazioni sopra l’antichità di Roma descritte nel Diario Italico di Montfaucon, Roma 1709, in 4, fig.
    Questo è un opuscolo assai dotto e interessante, ma trattiensi sovra un numero troppo scarso di oggetti, mentre il Diario citato gli offriva una messe molto ampia.
  156. 3721. FICORONI Francesco, Memorie più singolari di Roma e sue vicinanze notate in una lettera al cavalier Bernard inglese, Roma 1730, in 4, fig., M. 40.
    Non avvi che un medaglione stampato fra il testo a p. 28.
  157. 3722. FICORONI Francesco, Le vestigie e rarità di Roma antica ricercate, e spiegate. Aggiuntevi le singolarità di Roma moderna , libri due, Roma 1744, in 4 gr., fig.
    Libro ottimo per le indicazioni e con molte tavole in rame collocate fra il testo.
  158. 3723. FICORONI Francesco, La Bolla d’oro de’ fanciulli nobili romani, e quella dei libertini, Roma 1732, in 4, fig.
    Colle tavole ai luoghi indicati nel testo.
  159. 3724, FICORONI Francesco, La medesima, aggiuntevi le memorie singolari di Roma, e sue vicinanze notate in una lettera al cavalier Bernard Inglese, colla spiegazione d’una medaglia d’Omero, Roma 1730. — Aggiuntavi: Lettera sopra un cammeo di Marcello a lord Johnston, Napoli 1718, in 8. 192
  160. 3725. FIGRELII Edmundi, De statuis illustrium romanorum, liber singularis, Holmiae 1656, in 8.
  161. 3726. FIGRELII Edmundi, Accedit Schefferi Joan, De antiquorum torquibus, Holmiae 1656, fig.
    La prima di queste due opere stampata in carta ottima apparisce di una miglior edizione, sebbene siano gli stessi tipi. Amendue le opere sono pregievolissime.
  162. 3727. FONTANA Carlo cav. architetto, Discorso sopra il monte Citatorio situato nel Campo Marzio ed altre cose ad esso appartenenti con disegni tanto degli antichi che dei moderni edifici della nuova città, Roma 1694, in 4, fig., M. 5, con 5 tavole, prima edizione.
  163. 3728. FONTANA Carlo cav. architetto, Discorso sopra l’antico monte Citatorio situato in Campo Marzio, Roma 1708, in fol., fig., seconda edizione. — Aggiuntovi: Anzio, e sue antichità dalla Porta di S. Giovanni ai Volsci in vicinanza del nuovo porto dello stesso, Roma 1710.
  164. 3729. FONTANA Carlo cav. architetto, Discorso sopra le cause dell’inondazione del Tevere, Roma 1696. — Aggiunto: Discorso di monsignor Giovanni Carlo Vespignano sulla ristaurazione del ponte Senatorio coi disegni del Fontana, Roma 1692. — Opuscolo del Ficoroni sopra tre particolari statue scoperte in Roma, 1739.
  165. 3730. FONTANA Carlo cav. architetto, L’anfiteatro Flavio descritto, e delineato, nell’Haja, presso Isacco Vaillant, 1725, in fol., fig.
    Un’introduzione sui teatri, e gli anfiteatri, e cinque libri su questo monumento insigne dell’antichità, dottamente estesi e pieni di critica e di erudizione, sono illustrati da 42 tavole in rame delineate dall’autore. Esemplare in carta grande.
  166. 3731. FONTANA Carlo cav. architetto, Il tempio Vaticano, e sua origine, descritto. Opera divisa in sette libri, colla versione latina a fronte del testo, di Giovan Giuseppe Bonnerüe de S. Romain, Roma 1694, in fol., fig.
    Questa grande, e magnifica opera divisa con bella ordinanza, e ricca di numerose, e grandi tavole di bel disegno, e nitido intaglio, per opera di Alessandro Specchi che incideva assai bene le cose di questo genere, è la più completa che abbiasi intorno la storia, e la costruzione di questo sommo 193 edificio. L’edizione non poteva essere più nobile, ed accurata.
  167. 3732. FONTANA, Discorso sopra l’antico monte Citatorio situato nel Campo Marzio, ed altre cose erudite ad esso attinenti, estratto da più gravi autori, e di quanto è accaduto nel ritrovamento e alzamento della colonna Antonina, Roma 1708, f. p., seconda edizione con molta varietà, colle medesime 5 tavole però della prima. Unitovi: — Anzio, e sue antichità dalla porta di S. Giovanni ai Volsci in vicinanza del nuovo porto, Roma 1710. — Discorso sopra le cause dell’inondazione del Tevere antiche e moderne, Roma 1694, con 3 tav. in rame. — Discorso di monsignor Vespignani sopra la facile riescita di restaurare il ponte Senatorio, oggi detto Ponte rotto, aggiuntivi i disegni in rame dati alla luce dal cavalier Carlo Fontana, Roma 1692, tav. 3. — Breve descrizione di tre particolari statue scoperte in Roma nel 1739. Opuscolo del Ficoroni, colle tre tavole delle statue.
  168. 3733. FONTANA, Descrizione della nobilissima cappella del Fonte Battesimale nella basilica Vaticana colla gran tazza di porfido coperta di bronzi dorati, e da lui delineata, Roma 1697, in 4, M. 5.
  169. 3734. FONTANA, Discorso sopra le cause delle inondazioni del Tevere antiche e moderne a danno di Roma, Roma 1694, in 4, fig., M. 5, con 3 grandi tavole in rame.
  170. 3735. FONTANA, Utilissimo trattato delle acque correnti, diviso in tre libri, Roma 1696, in fol., fig.
    Tutte le opere di questo valente architetto e ingegnere sono meritevoli di molta lode.
  171. 3736. FONTANA Domenico, Della trasportazione dell’obelisco vaticano, e delle fabbriche di nostro signore Papa Sisto V, Roma, presso Domenico Basa, 1590.
    Con 38 tavole ove si esprimono in quantità altre parti architettoniche principali de’ palazzi pontificj. Opera prege 194 vole per la dottrina di questo valente meccanico, e dotto architetto.
  172. 3737. FRANZETTI Agapito, Raccolta di 320 vedute di Roma, sì antiche che moderne, e di alcuni luoghi suburbani incise in bulino in 80 tavole da Giovanni Cipriani, Domenico Pronti, Antonio Porretta, Francesco Barbazza, Baugeau, Francesco Morelli.
    Edizione elegante, in 4 piccolo.
  173. 3738. FRANZINI Federico, Roma antica, e moderna ec., Roma, 1668, per i successori al Mascardi, in 8, figurato.
    Questo Franzini editore raccolse da tutte le guide precedenti, ed epilogò le nozioni d’ogni genere sacre, e profane per comodo de’ viaggiatori.
  174. 3739. FULVII Andreae, Antiquaria urbis Romae, per magistrum Jacobum Mazzocchium, a. 1513 triumphante P. Leone X Pontifice maximo, in 4. Questo libro scritto in versi, e dedicato a Leone X è ritenuto fra i più rari, e preziosi delle antichità, e non ne venne fatta altra edizione.
  175. 3740. FULVII Andreae, Antiquitates urbis Romae nuperrime editae, Romae 1527, in fol. p.
    Questo libro prezioso per la sua edizione, non meno che per la dottrina del celebre antiquario, non è citato nel Rangiaschi, Biblioteca dello Stato Pontificio, benché pubblicato in Roma. A tergo del frontespizio in cui sono sette endecasillabi di Giovanni Fulvio al lettore, è il privilegio di Clemente VII, segue una prefazione in via di dedica al Papa, poi le tavole dei Capitoli, e delle materie, i quali prolegomeni occupano 9 foglietti. Poi il testo comincia dal foglio 1 al 106, in fine sono 5 foglietti di versi in onore del popolo romano, e un’egloga sull’esposizione di Romolo e Remo nel Tevere.
  176. 3741. FULVIO Andrea, L’antichità di Roma colle aggiunzioni di Girolamo Ferucci, e in fine un’orazione dello stesso Fulvio delle lodi di Roma, Venezia, 1588, per Girolamo Francini, in 8. — Aggiuntevi: Le antichità della città di Roma raccolte per Bernardo Gamucci da S. Geminiano. Edizione seconda, riveduta e corretta da Tommaso Pocacchi, Venezia 1588, fig., ambedue con tavole in legno. 195
  177. 3742. GADDI Giovan Battista, Roma nobilitata nelle sue fabbriche dalla Santità di N. S. Clemente XII. — Aggiuntovi il Campidoglio illustrato, Roma 1736, in 4, M. 5.
    Quest’opera è stampata con qualche eleganza, e il primo libro è distinto in 12 descrizioni, e il secondo in 8 capitoli senza tavole.
  178. 3743. GAMUCCI Bernardo, Quattro libri dell’antichità della città di Roma, raccolte sotto brevità da diversi antichi, e moderni scrittori, Venezia, per Giovanni Varisco, 1565, in 4, fig.
    Il testo è stampato assai bene, le tavole sono in legno e passabili. L’opera non è senza pregio quanto alle intrinseche sue qualità.
  179. 3744. GAMUCCI Bernardo, Le antichità della città di Roma: raccolte sotto brevità da antichi, e moderni scrittori. Edizione seconda riveduta, e corretta dal Porcacchi, Venezia, presso Giovanni Varisco, 1588, in 8.
  180. 3745. GARAMPI monsignore, Notizie, e regole, e orazioni in onore de’ SS. Martiri della Basilica Vaticana, Roma 1756, in 12, M. 73.
  181. 3746. GHEZZI Pier Leone, Camere sepolcrali de’ liberti, e liberte di Livia Augusta e di altri cesari, date in luce da Lorenzo Filippi de’Rossi calcografo vaticano, Roma 1731, in fol., volume senza alcun testo fuori della dedicatoria, una prefazione, e un indice.
    Comprende 40 grandi tavole a tutto foglio, ma è da avvertirsi non essere una ristampa dell’edizione che nel 1727 venne illustrata dal Gori con osservazioni in latino, e dal Bianchini con illustrazioni italiane nello stesso anno prodotte. Questa per le tavole può ritenersi la più copiosa, ed esatta.
  182. 3747. GIORGI Felice, Descrizione istorica del teatro di Tor di Nona, Roma 1795, in 8, fig., M. 62.
  183. 3748. GIOVANNOLI Alò da Civita Castellana, Roma antica, Roma 1619, in fol. obl., fig., libri III.
    Questi tre libri sono affatto senza testo, meno un’interpretazione delle tavole in italiano, e in latino intagliato sotto le stesse. La prima parte contiene il frontespizio figurato, la pianta di Roma, e 33 tavole. Il secondo contiene 40 tavole, e un frontespizio istoriato, e il terzo 50 tav. con un frontespizio figurato. Le incisioni sono all’acqua forte eseguite in una maniera tutta proprio di questo autore.
    196
  184. 3749. GIOVANARDI Buferli Giuseppe, La regalia dei tesori ne’ dominj pontificj, Roma 1778, in 4, M. 4.
  185. 3750. GORIO Francisci, Monumentum sive columbarium libertorum, et servorum Liviae Augustae et caesarum, Romae detectae in via Appia, an. 1726, Florentiae 1727, fig., in fol.
    Con 20 tavole in fine, e una in principio coi medaglioni di Livia.
  186. 3751. GRANARA Giovan Stefano, Dell’antichità, ed origine di Roma; opera che serve d’introduzione a qualunque storia, che tratti dell’antica Roma, Venezia 1734, in 4, fig.
    Ciò che riguarda l’antica Roma estendesi ai primi abitatori d’Italia; opera, che verte molto sui pelasgi, e gli aborigeni ec.
  187. 3752. GRONOVII Jacobi, Dissertatio de origine Romuli, Lugd. Batav. 1784, fig., M. 55.
    Con quattro medaglioni intagliati in rame nel frontespizio.
  188. 3753. GUATTANI Antonio, Della gran cella soleare nelle terme di Antonino Caracalla, Roma 1783, in 8.
    Opuscoletto con una tavola intagliata in rame.
  189. 3754. GUATTANI Giuseppe Antonio, Roma descritta, ed illustrata, Roma 1805, 2 vol., in 4, fig.
    Con molte tavole in rame fra il testo.
  190. 3755. HIRT Luigi, Osservazioni istorico-architettoniche sopra il Pantheon, Roma 1791, in 4, fig.
    Con 3 tavole in rame.
  191. 3756. INDICAZIONE antiquaria per la villa suburbana dell’eccellentissima casa Albani, Roma 1785, in 8.
  192. 3757. KIPPINGI Henrici, Antiquitatum romanarum libri quatuor, Franequerae 1684, in 12.
    Libro eruditissimo esteso con aridità, ma pieno di nozioni critiche, e di esami sugli autori precedenti.
  193. 3758. KIRCHERII Athanasii, Latium idest nova et paralella Latii tum veteris, tum novi descriptio, Amstelodami 1671, in fol., fig.
    Opera dottissima arricchita di grandi tavole, e bene delineate col ritratto di Clemente X in rpincipio e il frontespizio fig. da R. de Hooge.
  194. 3759. LAURI Jacobi, Roma vetus, et nova, sive antiquae 197 urbis splendor, et ejus admiranda aedificia, Romae, 1614, presso Giovanni Mascardi.
    Esemplare di rara nitidezza, ed eleganza, quantunque le pagine siano state piegate con molta desterità per ridurlo alla forma di quarto piccolo. Noi ritenghiamo che questa sia la prima edizione di quest’opera, che venne successivamente stampata in varie forme, e mutate le dediche, e con varietà di numero nelle tavole. Questa è dedicata al duca di Savoja, la seguente al re di Polonia, e trovansi in tutte i ritratti dei mecenati. Fors’anche gli editori nello stesso anno producevano i medesimi esemplari mutando le dediche a seconda delle circostanze per ottener protezioni. In questo esemplare le tavole dei monumenti sono 109 precedute da un primo frontespizio figurato, dal ritratto di Carlo Emanuele, dalla dedica istoriata e figurata, da due fogli di privilegj dell’Imperatore, e del Papa Clemente VIII, e da un avviso al lettore di Giacomo Lauro, italiano, e latino. Esemplare in vitello dor.
  195. 3760. LAURI. Antiquae urbis aplendor etc.
    Questa edizione divisa in tre parti soltanto, sebbene abbia un numero di tavole minore delle posteriori, è di maggior pregio per la freschezza delle stampe: e poiché non vi sono alcune dichiarazioni ed indici, il libro non è che di carte 132, e le parti indicate portano le date come nel primo.
  196. 3761. LAURI, Antiquae urbis splendor. Hoc est praecipua ejusdem templa, amphiteatra, theatra etc. incisa atque in lucem edita, Romae 1612, in 4 obl. La seconda parte ha per titolo: Antiquitatum urbis liber secundus, Romae 1613. La terza ha per titolo: Antiquae urbis splendoris complementum 1615. La quarta ha per titolo: Antiquae urbis vestigia quae nunc extant, 1628. In tutto tavole 166 non compreso l’indice al fine, e le dichiarazioni.
    Questa ritiensi per l’edizione più completa
    .
  197. 3762. LIGORIO M. Pyrro, Libro delle antichità di Roma, nella quale si tratta de’ circi, teatri, ed anfiteatri, con le paradosse del medesimo autore ec., Venezia, per Michele Tramezzino, 1553, in 8.
    Nella seconda di queste operette sono confutate molte opinioni intorno le antichità. Elegante edizione, e bellissimo esemplare in vit. dor.
  198. 3763. LIGORIO M. Pyrro, Pianta della villa Tiburtina di Adriano Cesare, italiano e latino, Roma 1751, fig., M. 82.
    Con due tavole in rame.
    198
  199. 3764. LIPSIO Giusto, Della grandezza di Roma, e del suo imperio. Libri quattro volgarizzati da Filippo Pigafetta. Con tre discorsi. Dei sesterzj antichi. Del cadimento degli imperj. De’ porti di Roma, Roma 1600, in 8.
    Buona versione, e libretto interessante.
  200. 3765. LIPSII Justi, Admiranda, sive de magnitudine romana, libri quatuor, Antuerpiae 1599, in 4.
  201. 3766. LUCATELLI Giovan Pietro, Del porto d’Ostia, e della maniera dei romani di fabbricare i porti nel Mediterraneo, dissertazione, Roma 1750, in 4, fig., M. 95.
    Con due tavole accuratamente intagliate in rame. Vedi Castalionii.
  202. 3767. LUNADORO Girolamo, Relazione della corte di Roma, e de’ riti da osservarsi in essa: col Maestro di Camera del signor Francesco Sestini, e la Roma ricercata nel suo sito del Martinelli, Venezia 1660, in 12.
  203. 3768. MAGGIO Joannes, Aedificiorum et ruinarum Romae ex antiquis atque hodiernis monimentis, libri duo, Romae, apud Josephum de Rubeis, 1618, in quarto.
    Collezione di 174 stampe delineate e incise da Giovanni Maggio romano.
  204. 3769. MANAZZALE, Romae et ses environs. Dérniere édition, Rome 1803, 2 vol. en un, fig.
    Le tavole sono eseguite troppo in grande in proporzione della forma del libro, e con poco buon garbo. La guida è però delle migliori fra le ultime.
  205. 3770. MANAZZALE Andrea, Viaggio da Roma a Tivoli, colla villa Adriana, e quella di Orazio, Roma 1790, in 8.
  206. 3771. MANFREDI Gabriello. Vedi Raccolta di scrittori sulla cupola di S. Pietro.
  207. 3772. MANILLI Jacomo, Villa Borghese fuori di porta Pinciana descritta, Roma 1650, in 8.
    Questo Manilli era il Guardaroba del palazzo, e s’avvisò di scrivere questa descrizione piuttosto poeticamente.
  208. 3773. MANNUCCI Pauli, Antiquitatum romanarum liber 199 de civitate romana, superiorum permisso, Romae, 1585, apud Bart. Grassum, in 4. E in fine leggesi Romae 1585 ab Aldo typis Francisci Zannetti. Opuscolo riportato nel Tesoro del Grevio.
  209. 3774. MARANGONI Giovanni, Delle memorie sacre, e profane dell’anfiteatro Flavio, volgarmente detto il Colosseo, Roma 1746, in 4, fig.
    Lavoro pieno di erudizione specialmente sacra con un gran medaglione intagliato in legno nel frontespizio.
  210. 3775. MARIANUS Andreas bononiensis, Ruinarum Romae epigrammata quibus miranda urbis agnoscuntur, sacra visitantur, nova et vetera elogiis recensentur, Bononiae, typis Jo. Montii, 1641, in 8, prima edizione.
    Libretto elegantemente scritto, e stampato. Fu riprodotto due anni dopo con correzioni, ed aggiunte, che consistono in alcune prose ed elogi. Questo autore fu medico, e professore in Mantova, in Pisa, e in patria.
  211. 3776. MARINI Gaetano, Gli atti e monumenti dei fratelli Arvali, vol. 2, Roma 1795, fig., in 4.
    Opera dottissima e preziosissima, decorata delle grandi tavole dei monumenti, e del fac simile di queste rare e singolari iscrizioni.
  212. 3777. MARINI Gaetano, Iscrizioni antiche delle ville, e de’ palazzi Albani, raccolte e pubblicate con note, Roma 1785, in 4, fig.
  213. 3778. MARLIANI B., Topographia urbis Romae ad Franciscum Regem Gallorum, ejusdem urbis liberatorem invictum, Romae, in aedibus Valerii Dorici et Aloysii fratris, Academiae Romanae impressorum mense Decembris 1544, in fol., fig.
    Questa è la principale edizione di questo autore ornata di belle tavole in legno distribuite fra il testo, e ritiensi in pregio per aver servito a molte opere posteriori, e si trovano pochi esemplari di bella conservazione.
  214. 3779. MARLIANI B., Le antiquità di Roma, tradotte in lingua volgare per Hercole Barbarasa, Roma, per Antonio Blado, 1548, in 8.
    Elegantissima edizione di quest’opera preziosa.
  215. 3780. MARLIANI B., Le antichità di Roma tradotte come sopra, Roma, per Andrea Fei, 1622, in 12. 200
  216. 3781. MARTIGNONE Gir. Andrea, Saggio di un’opera di nuova invenzione intitolata l’imagine dell’Impero Romana, Roma 1717, in 4.
    Con una gran stampa dimostrativa d’un singolarissimo sistema per la conoscenza dell’istoria.
  217. 3782. MARTINELLO Fioravante, Roma ex ethnica sacra sanctorum Petri, et Pauli apostolica praedicatione profuso sanguine pubblicae venerationi exposita, editio repetita, Romae 1668, in 8.
  218. 3783. MARTINELLO Fioravante, Roma ricercata nel suo sito, di nuovo corretta, ed accresciuta dal signor Matteo Flentin liegese, Roma 1687, in 8, fig.
  219. 3784. MARTINELLO Fioravante, Roma ricercata nel suo sito; ampliata, e rinnovata, ed arricchita di varie figure, Roma 1761, in 8.
  220. 3785. MARTINELLO Fioravante, Roma ricercata nel suo sito, quinta impressione, Venezia 1771, in 12.
  221. 3786. MARTINELLI Giovanni, Le cose meravigliose della città di Roma ec., Roma 1589, in 8. Aggiuntovi: L’antichità di Roma di M. Andrea Palladio, Roma, 1589, per l’Accolti, in 8. Di più: I nomi antichi, e moderni dell’antica città di Roma, Venezia 1552, in 8. E in fine, alcune osservazioni manoscritte.
  222. 3787. MAURO Lucio, Le antichità della città di Roma: unite alle statue antiche, che si veggono per tutta Roma in diversi luoghi, e case, Venezia, presso Giordano Ziletti, 1556, in 8.
    Prima edizione, e pregiatissima non solo per le materie che contiene, quanto per la nitidezza dell’esemplare.
  223. 3788. MAURO Lucio, Le antichità di Roma. Aggiuntevi le statue antiche, che si veggono per tutta Roma di messer Ulisse Aldovrandi, Venezia, presso Giordano Ziletti, 1558, in 8, seconda edizione.
  224. 3789. MAZZOCCHI Jacobi, Epigrammata antiquae urbis Romae, Romae, in aedibus auctoris, 1521, f. p., fig.
    Con note marginali manoscritte di ottimo autore, il quale le trasse dal tomo V degli atti della Società latina di Iena comentando questo esemplare, che oltre l’essere per se stesso pregiatissimo, in tal modo divenne prezioso. Le lapidi, e i monumenti sono intagliati in legno e inseriti fra il testo.
    201
  225. 3790. MENETREI Claudii Francisci, Columna Theodosiana quam vulgo historiatam vocant ab Arcadio imperatore Costantinopoli erecta in honorem imperatoris Theodosii junioris a Gentile Bellino delineata nunc primum aere sculpta et in XVIII tab. distributa, senza luogo ed anno, in foglio m. obl.
    Nell’occasione che Gentile Bellino fu chiamato a Costantinopoli da Maometto II voglioso di avere il proprio ritratto, e di vedere alcune pitture, questo artefice fece i disegni di un tal monumento che dimostra la decadenza al V secolo, ma non lascia interamente dimenticare le altre preesistenti colonne trionfali di Roma. Il Menetrejo racconta nelle spiegazioni che i disegni originali di Gentile erano lunghi 52 piedi, ed erano passati in Francia nel Museo Accarti a Parigi, e furono recati in questa dimensione da un pittore chiamato Paillet, acciò un certo Velletti intagliatore e pensionato in Roma dell’Accademia di Francia potesse facilmente intagliarli.
  226. 3791. MEYER Cornelio ingegnere olandese, L’arte di restituire a Roma la tralasciata navigazione del suo Tevere, divisa in tre parti, Roma 1683, coi nuovi ritrovamenti 1689, in fol., fig., prima edizione.
    Quest’opera è da tenersi in gran pregio per la ricchezza delle notizie, e per la molta bellezza delle tavole intagliate da ottimi artisti. Non pare che questa prima edizione sia conosciuta dai biografi, che citano soltanto quella del 1685, ma avvi moltissima diversità dall’una all’altra, essendo la prima bellissima e pregievolissima per le stampe, ma essendo poi nella seconda quantità di aggiunte e specialmente nel libro dei ritrovamenti aumentato d’una seconda parte, il qual libro è singolare per le belle indicazioni, e disegni di meccaniche invenzioni. Trovansi tra l’una e l’altra delle due opere riunite 8 fogli di decreti della R. Camera Apostolica numerati a parte, e stampati in minuti caratteri colla data del 1685 e nel libro dei ritrovamenti in un avviso fa conoscere come da un francese si pubblicasse il Traité de rendre les rivieres navigables plagiando, e rubbandogli l’opera sua mutilata, e sfigurandola, e lasciando il meglio.
  227. 3792. MEYER Cornelio ingegnere olandese, L’arte di restituire a Roma la tralasciata navigazione del Tevere, divisa in tre parti, Roma 1685.
    Con nuovi ritrovamenti di varie meccaniche divise in due parti. Roma 1696, in fol., fig., seconda edizione.
    202
  228. 3793. MILIZIA Francesco, Roma delle belle arti del disegno, Bassano 1787, in 8.
    In altri luoghi in proposito di questo autore abbiamo fatto bastevoli osservazioni.
  229. 3794. MIRABILIA Romae.
    Noi possiamo qui presentare tre esemplari i più rari di questo libretto, che per la sua celebrità tien luogo fra i cimelj più importanti dell’antichità, giacché serve moltissimo a dinotare i principali oggetti di curiosità, che in quell’epoca avevano pregio in Roma, e il modo in cui dall’ignoranza volgare venivano apprezzati. Due di questi nostri esemplari sembrano evidentemente editi da Adamo Rot, e particolarmente a ciò ne conduce oltre la forma dei caratteri il notare che il terzo pubblicato da Gerardus Flandria nel 1475 in Trevigi, non può essere che una ristampa di quelli che erano esciti in Roma col mezzo de’ primi stampatori i quali colà introdussero l’arte. L’uno però di questi due più antichi esemplari è in sei carte in 8 e l’altro è in otto. Cominciando dal primo, che ha l’apparenza della maggiore antichità, e a primo aspetto direbbesi xylografo, ecco l’ordine dei capitoli. Mirabilia Romae incipiunt. De portis infra urbem. De portis transtiberim. De montibus infra urbem. De pontibus urbis Romae. Palacia imperatorum sunt hec. De arcubus non triumphalibus. De thermis. De theatris. De agulea Sancti Petri. De cimiteriis. Loca ubi sancti passi sunt tormenta. Ad Sanctam Agatham. De templis. De equis marmoreis. De femina circumdata serpentibus. De rustico sedente super equum. Sequitur de Colliseo. De Sancta Maria rotunda. De Octaviano imperatore. Mirabilia Romae finiunt. Simile al qui descritto è l’esemplare della Biblioteca Corsini in Roma, dall’Audifredi appunto riconosciuto impresso coi caratteri di Adamo Rot. Il secondo esemplare, egualmente senza data, stampato in otto carte, ma con caratteri più rotondi, sebbene alla prima edizione rassomiglianti in gran parte, e prodotto con miglior cura nell’assettamento dei tipi, è parimenti in ottavo, in grande, e bellissima forma, e i capitoli sono ordinati nel modo seguente: Mirabilia Romae. De portis infra urbem. De portis transtiberim. De montibus infra urbem. De pontibus urbis Romae. Palacia imperatorum. De arcubus triumphalibus. De terminis. De theatris. De agulea Sancti Petri. De cimiteriis. Ad Sanctam Agatham. De pinea aerea et deaurata. De templis. De equis marmoreis. De femina circumdata serpentibus. De rustico sedente super aereum equum. Sequitur de Coliseo. De Sancta Maria rotunda. De Octaviano imperatore. Totilae exasperatio in servos Dei. Deo Gratias. I titoli dei capitoli sono stampati in majuscole fino a quello de theatris inclusive, e gli altri sino al fine in piccoli caratteri. Le altre varietà, i capitoli riuniti, e gli aggiunti si riconoscono evidentemente. 203 L’ultimo, e il più bello dei nostri esemplari per l’eleganza dei tipi, è quello del 1475 citato dal Panzer negli Annali tipografici, che non sappiamo esistere in alcuna biblioteca di Roma. Questo è composto di nove carte numerate nella sommità con numeri romani dall’I al IX impresso con bellissimi caratteri, e coi capitoli così distribuiti: Mirabilia Romae. De portis infra urbem. De portis transtiberim. De montibus infra urbem. De pontibus urbis Romae. Palacia imperatorum. De arcubus triumphalibus. De arcubus non triumphalium. De thermis. De theatris. De agulea Sancti Petri. De cimiteriis. Ad Sanctam Agatham. De Pinea aerea et deaurata. De templis. De equis marmoreis. De femina circumdata serpentibus. De rustico sedente super equum aereum. De Coliseo. De Sancta Maria rotunda. De Octaviano imperatore. Totilae exasperatio in servos Dei. Finis Laus Deo. 1475 12 aprilis Tarvisii. G. F. (cioè Gherardus de Flandria). Non avvi altra varietà tra quest’ultimo e il precedente, se non l’errore de terminis correggendo de termis, il che maggiormente sembra confermare che quelli senza data sopra citati sieno anteriori: se ne pubblicarono in seguito ogni momento, e si riunivano ai libretti delle indulgenze fintanto che Francesco Albertino fu il primo a separarli, e vendicarli dalle stoltezze ridicole di cui per volgari pregiudizj erano ripieni. E questi libretti erano impressi cumulativamente nel titolo Mirabilia et indulgentiae urbis Romae, come leggesi in un esemplare stampato dal Blado a spese di Mazocchio coll’arme di Leon X papa, vale a dire nella seconda diecina circa del XVI secolo. Copiosissimi divenuti dunque nel principio del 1500 pel concorso dei forestieri, per la facilità della stampa, e per lo splendore che andò riacquistando Roma stessa sotto i celebri pontificati di Giulio, e di Leone, durarono però lungamente ad essere confusi coi libercoli detti da Istoriaro, o vendi istorie di cui erano avidissimi i pellegrini che visitavano i santuarj; e questi libretti portavano i titoli di Indulgentiae ecclesiarum urbis Romae. Modus confitendi. Divisiones decem nationum. Orationes S. Brigittae. Tabula cristiana. Conjuratio malignorum spirituum. Descriptio domus Lauretanae etc. etc. Ma è più singolare l’unione curiosa dei memorabilia ai mirabilia Romae come abbiamo in più luoghi osservato, e a nostro agio potuto riconoscere maggiormente nella reale e ricchissima Biblioteca di Monaco ove ci è stato forza l’ammettere l’esistenza di parecchi xylografi anche molti anni dopo l’uso divulgatissimo delle stampe in torchio coi metodi in uso al presente. Piacerà trovar qui riportato alcun squarcio estratto dallo stesso regio bibliotecario sig. Scherer da un xylografo che porta l’arme di Giulio II col triregno, e due targhe, l’una colle chiavi, l’altra coll’S.P.Q.R. Al di sopra due angeli sostengono un pannicello coll’impronta d’un sudario. 204 Le parole del frontespizio sono Memorabilia urbis Romae. Leggesi nel primo foglietto retto come segue. “Item in questo libretto sta escritto come Roma fu fabbricata, e dal primo re, e da ciascun re di Roma, come hanno governato, e come ancora i romani nissun re più non volevano, ed interruppero con capitani e consoli per lungo tempo. Dal primo Giulio Cesare, e da tutti i Cesari in Roma, come hanno governato fin ai tempi di Cesare Costantino, come il Cesare Costantino fu battezzato, e mondato dalla Lepra; come dié al Papa S. Silvestro la città di Roma, ed il paese di intorno a lui ed a tutti suoi posteri, e pose lui ed i suoi posteri per capo a tutti i cristiani, quale chiese in Roma sono, e qual cose sante, e perdoni nelle chiese tutte; tutte le stazioni nella chiese durante l’anno.” Nel detto foglio verso si contiene la rappresentazione della città di Roma con Rea e la Lupa. Foglio secondo retto, Roma civitas sancta caput mundi. “Dal principio del mondo 1450 anni quando Troja fu disfatta dall’Imperador Greco, e che i principi ed i signori se ne fuggivano dalla gran città di Troja per mare con molti beni in questi paesi fabbricarono città, e castelli; allora vennero di quei signori anche nei itali paesi, là dove adesso si trova la città di Roma. Avenne questo ai tempi del re di Giuda Gioachino. In quei tempi vi era una giovane Rea di nome, figlia del re dei sette monti, dove adesso Roma sta edificata. Questa giovine quando fu nel tempio dell’Idolo Vesto, venne ad ella la pianeta Marte, ed ebbe a fare con ella nascostamente. Di là nacquero due gemelli l’uno chiamato Remo, l’altro Romolo.” Nel foglio ultimo. “Allora fece dono il Cesare (Costantino) a S. Silvestro e a tutti suoi posteri, e gli diede la città di Roma, ed il paese, e molte città. Ebbe qui fine ancora la gran proscrizione de’ cristiani, ed i cristiani incominciarono ad aumentarsi, e da questo tempo in qua non è più stata tanta proscrizione. È vero che si sono levati poi dei falsificatori della vera fede, come gli Arriani, ed altri eretici. Questi coll’ajuto di Dio sono stati disfatti da Gregorio, Geronimo, Augustino, Ambrosio. Costantino se n’andò in Grecia, e colà fabbricò una grande città, e la chiamò secondo lo stesso Costantinopoli, ed in quanto a Roma la lasciò al Papa.” Nell’anno 1482 Jean Schawer a Monaco pubblicò un’altra edizione in tedesco Memorabilia Romae unito ai mirabilia e tanto nella prima verosimilmente eseguita in Roma ed intitolata al Papa, quanto in un’altra di Roma del 1492 per Magistrum Stephanorum Planneck de Patavia in fronte a cui stanno gli stemmi di Alessandro VI viene riportata la storia della papessa Giovanna. Anche in una terza edizione del memorabilia con molte variazioni dalle precedenti, stampata in Roma precisamente nel 1515 a cui vanno uniti i mirabilia, et le indulgenze è ripor 205 tata la detta storia della papessa Giovanna all’articolo ad Sanctum Clementem in questi termini. Item habetur in serie Romanorum Pontificum quod Johannes Anglicus post Leonem sedit annis duobus, mensibus quinque, et diebus quatuor, vacavit sedes mense uno, ut asseritur femina fuit, et juvenili habitu ab amante suo Athenis ducta: in diversis scientiis tantum profecit; ut Romae tandem legeret ad triennium, et magnos magistros haberet discipulos: nec sibi quisquam similis ibidem ineveniebatur. Magne itaque scientiae, et opinionis existens in Papam concorditer elegitur: sed in papatump per familiarem impregnatur. Verum tempus partus ignorans: de sancto Petro in Lateranum tendens; angustiata peperit inter Coliseum, et sanctum Clementem, et ibidem, ut dicitur, moritur. Hanc viam quando Papa obliquat, dicitur a plerisque quod propter detestationem fasti hoc fiat; nec ponitur in catalogo Pontificum, propter mulierem sexum (sic) quantum ad hanc difformitatem. Gli stemmi di Leon X stanno impressi nel volumetto singolare, e ben aveva ragione il cardinal Galeotto di scrivere a Francesco Albertino: Quare mirabilia Romae imperfecta, fabularumque nugis plena non corrigus? Ma però questo da noi riportato si vede impresso in Roma stessa cinque anni dopo che era già stampato il libro dell’Albertini, sotto un gran pontificato, e in tempo di molti lumi sparsi nel secolo. La censura delle stampe non esercitava certamente in allora una rigorosa disciplina.
  230. 3795. MIRRI Lodovico, Le antiche camere delle terme di Tito, e le loro pitture restituite al pubblico, delineate, incise, e dipinte, descritte da Giuseppe Carletti, Roma 1776, in fol.
    In questo volume non sono che le descrizioni e la dedica, le quali in foglietto piccolo o quarto grande apparvero separatamente dalle tavole, come rilevasi dall’avviso di associazione che vi va annesso. Libro di 100 pagine in carta grande. Esemplare di dedica della biblioteca di Pio VI.
  231. 3796. MIRRI Lodovico, Vestigia delle terme di Tito, e loro interne pitture, in fol. atl. gr.
    Questo grandissimo volume contiene le 61 tavole, cui appartiene il testo indicato. La medesima dedica che è nella descrizione trovasi intagliata in rame nella prima pagina, ed è per questo che le tavole in luogo d’esser 60 rivengono a 61.
  232. 3797. MODIO Giovan Battista, Il Tevere, dove si ragiona in generale della natura di tutte le acque, e in particolare di quella del fiume di Roma, Roma, presso Vincenzo Luchino, 1556, in 8, M. 75.
    Operetta ben stampata, divisa in due libri, dedicata al cardinale Ranuccio Farnese. L’autore era un medico calabrese 206 discepolo di san Filippo Neri, che scrisse le annotazioni ai cantici di Jacopone da Todi, e stampò un’opera intitolata il Convitto, ovvero del peso della moglie, in Milano 1558, in 8.
  233. 3798. MONTELATICI Domenico, Villa Borghese fuori di porta Pinciana cogli ornamenti che si osservano nel di lei palazzo, e le figure delle statue più singolari, Roma 1700, in 8.
    Il libro è ben fatto, ma le molte tavole di cui è ripieno sono indegne degli occhi del pubblico.
  234. 3799. MURATORI Lodovico Antonio, Dell’insigne tavola di bronzo spettante ai fanciulli e fanciulle alimentari di Trajano Augusto nell’Italia, dissotterrata nel territorio di Piacenza l’anno 1747, intera edizione, Firenze 1748, in 8.
    Coll’iscrizione riportata in dieci gran tavole.
    MUSEO. Tutti i Musei, Gallerie, e Collezioni di statue, stanno nella classe loro particolare.
  235. 3800. NARDINI Famiano, Roma antica, alla Santità di Alessandro VII, Roma 1666, in 4, fig.
    Prima edizione di questo raro e prezioso libro, il migliore che abbiamo sulle romane antichità, depurato dalle contumelie, e inesattezze di una folla si scrittori che specularono su questo argomento. Ne apparvero parecchie altre edizioni, ma tutte esaurite; si stava ora pensando ad una più ampliata, e riveduta, della quale è necessità. La terza edizione del 1771 è la più ampia che abbiamo. In questo esemplare è aggiunto il discorso di Ottavio Falconieri (pubblicatore del Nardini) intorno la piramide di Cajo Cestio con 5 belle tavole in rame, e una lettera a Carlo Dati sopra un antico mattone: sono fra il testo della Roma antica alcune utilissime tavole.
  236. 3801. NELLI G. B., Vedi Raccolta di scrittori sulla Cupola di S. Pietro.
  237. 3802. NERALCO monsignor Ercolani, Descrizione del Colosseo romano, del Panteon, e del Tempio Vaticano, Roma 1763, in fol., fig.
    Questo autore scrisse dopo gli altri, che illustrarono questi principali edifici di Roma, come il Serlio, il Fontana, il Maffei, il Degodetz ch’egli prende ad esaminare: vi sono 15 tavole in rame.
  238. 3803. NERINI Felicis, De templo, et coenobio SS. Bonifacii, et Alexi historica monumenta, Romae 1752, in 4, fig.
    Opera ricca di documenti, e stesa con abbondanza di eru 207 dizione. Sonovi alcune tavole in rame collocate fra il testo. Volume di 600 pagine.
  239. 3804. NICOLAI Joannis, Romanorum triumphus solemnissimus, quo ceremoniae, vestitus, currus, ornamenta, et antiquitates illustrantur, Francofurti 1696, in 12.
  240. 3805. NOLLI Giovan Battista, Pianta topografica di Roma, ristampata da Ignazio Benedetti nel 1773.
  241. 3806. OVERBEKE Bonaventura, Degli avanzi dell’antica Roma. Opera postuma tradotta, ed accresciuta da Paolo Rolli, Londra 1739, in 8.
    Questa è quella parte di testo, che doveva accompagnar le figure, la quale comparve alla luce avanti che Michele d’Overbeke pubblicasse il tutto nei tre grandi volumi in foglio l’anno 1763. Col ritratto dell’autore in fronte.
  242. 3807. D’OVERBEKE, Les restes de Rome ancienne, recherchée, misurée, dessinée, et gravée; imprimée aux depenses de Michel d’Overbeke, a la Haye 1763, vol. 3, in fol., fig.
    Opera che si presenta con molto lusso apparente. Sta una tavola allegorica avanti il frontespizio. Poi segue in un gran quadro allegorico egualmente il ritratto della regina d’Inghilterra, cui l’opera è intitolata, intagliato da M. Pool. Vengono le spiegazioni delle allegorie, la prefazione, e il ritratto dell’autore; nel primo volume contengonsi tavole in tutto 50, altrettante nel secondo, e similmente nel terzo, con un corredo di medaglie in testa alle illustrazioni.
  243. 3808. PADREDIO Carlo, Scopatore della Basilica Vaticana, Misura delle sette e nove chiese del circuito e parti principali di Roma, Roma 1677, in 16, M. 73.
  244. 3809. PALLADIO Andrea, Le antichità di Roma raccolte brevemente dagli autori antichi, e moderni, Venezia 1554, in 8. Aggiuntovi il sommario di tutte le leggi, e parti ottenute nel Senato Veneto in materia di beni inculti, Venezia, per Giovanni Grifio, 1558, in 8. La livella diottrica del dottor Geminiano Montanari, Venezia 1680, in 8. In fine il Trattato della sfera di Pietro Catena, in 8, Patavii, 1561, apud Gratiosum Perchacinum. 208
  245. 3810. PALLADIO, Le antichità dell’alma città di Roma, in Venezia, per Mattio Pagan, 1555, in 8.
  246. 3811. PALLADIO, Lo stesso, in Venezia, per Giovanni Varisco, 1565, in 8.
  247. 3812. PALLADIO, Lo stesso, in Roma, presso Vincenzo Accolto, 1576, in 8.
  248. 3813. PALLADIO, Le antichità di Roma, raccolte brevemente dagli autori antichi, e moderni. Aggiuntovi un discorso sopra li fuochi degli antichi, Roma, 1587, nella stamperia di Dito, e Paolo Diani, in 8.
  249. 3814. PALLADIO, Le antichità dell’alma città di Roma, 1650, figurato. — Per le stesse antichità di Palladio. Vedi anche Martinelli Giovanni, Le cose meravigliose di Roma, 1588 e le stesse 1589 e vedi Zino Pier Francesco.
  250. 3815. PANCIROLI Ottavio, Tesori nascosti dell’alma città di Roma con nuovo ordine ristampati, ed arricchiti, Roma 1625, in 8, fig.
    La prima edizione di quest’opera apparve nel 1600, ma con diverso ordine, e non è così pregievole come la seconda: vastissima è l’erudizione, specialmente sacra, di cui è pienissima quest’opera.
  251. 3816. PANVINII Onophrii, De praecipuis urbis Romae Basilicis quas septem ecclesias, vulgo vocant, liber, Romae, apud haeredes Antonii Bladii, 1570, in 8.
  252. 3817. PANVINII Onophrii, Imperium romanorum, Parisiis 1588, in 8. — Addito Sexti Julii Frontini de Coloniis, et origo gentis romanae incerto auctore, et Sexti Julii Frontini de aquaeductibus, Parisiis 1588, in 8.
  253. 3818. PANVINII Onophrii, Civitas romana, Parisiis 1588, in 8.
    Elegante edizione. Questa è riportata nel Tesoro di Grevio al tomo primo.
  254. 3819. PANVINII Onophrii, De ludis circensibus libri II. De triumphis, liber I, Patavii 1642, in f., fig.
    Opera eseguita con molta dottrina da questo troppo distinto archeologo, che non cribrò i suoi scritti con l’insistenza della moderna critica, ma a cui debbesi infinita riconoscenza dalla posterità, con 32 tavole intagliate in rame.
  255. 3820. PARERE di tre matematici sopra i danni trovati nella cupola di S. Pietro sul fine dell’anno 1742. 209 Questi furono li tre frati Tommaso le Sueur, Francesco Jaquier, Ruggiero Boscovich (sic), in 4, fig., M. 15.
    Con una tavola in rame. Vedi più amplamente all’articolo Raccolta de’ scrittori sulla Cupola.
  256. 3821. DU PERAC Stefano, Vestigii delle antichità di Roma raccolti, e ritratti in perspettiva, Roma, presso Lorenzo della Vaccheria, 1575, in fol. obl.
    Sono 40 tavole compreso il frontespizio d’intaglio abbastanza cattivo, e privo di gusto, ma hanno qualche carattere della verità nell’imitazione superficiale, e materiale degli oggetti.
  257. 3822. PERCIER, et P.F.L. Fontaine, Palais, maisons, et autres édifices modernes dessinés à Rome, pubbliés a PAris en 1798 Didot, in fol., fig.
    Opera che contiene 100 tavole accuratamente disegnate e intagliate, con dotte e brevi spiegazioni, oltre molte belle vignette e prospettive.
  258. 3823. PERCIER, et P.F.L. Fontaine, Choix des plus célebres maisons de Plaisance, de Rome, et de ses environs mésurées et dessinées, Paris 1809, in fol. gr.
    Opera della più bella e gustosa esecuzione per i disegni e le stampe in numero di 65, oltre le giudiziose e dotte illustrazioni fatte da uomini distinti nell’arte.
  259. 3824. PIANTE, e fabbriche, che dimostrano lo splendore degli edifizj di Roma antica.
    Questo volume contiene le due piante di Roma antica, e moderna di Pirro Ligorjo: quella di Onofrio Panvinio; le carte dell’Ippodromo di Costantinopoli; i circhi di Caracalla, e gli altri tutti di Onofrio Panvinio in numero di 8 tavole. La valle di Tempe di Abramo Ortelio, l’Isola Tiberina colle vestigia del Ponte Senatorio; gli archi di trionfo; le pompe circensi, in numero di 6 tavole unite dall’opera di Onofrio Panvinio. In tutto 20 tavole, formanti questa collezione.
  260. 3825. PICCIONI Matteo, Bassi rilievi tolti dall’arco di Costantino, e dalle scale del Campidoglio. Tavole 20 originali all’acqua forte in fol. pubblicate in Roma da Giovan Giacomo de Rossi senz’anno.
  261. 3826. PIRANESI Giovan Battista, Opere varie di architettura, Roma 1750, in fol.
    Tutti i volumi annunziati con questo titolo contengono un numero vario di stampe, essendo composti da varie opere, e 210 piuttosto possono riguardarsi come una miscellanea dell’autore. In questo esemplare sono primieramente 33 pezzi di sua invenzione, prime prove, alcune delle quali avanti la lettera, ed in seguito altre 30 tavole con vedute d’archi e altri monumenti di Roma.
  262. 3827. PIRANESI, Opere varie di architettura, prospettive, grotteschi, ed antichità sul gusto degli antichi romani, inventate, ed incise, Roma 1750.
    Sono 34 tavole compreso il frontespizio. Poi seguono 16 gran tavole di carceri: indi la prima parte dell’antichità romane dei tempi della Repubblica in 29 tavole col frontespizio. In fine di questo volume trovansi i Trofei di Ottaviano Augusto cogli altri Frammenti di Antichità, Roma 1753, fol. massimo. Sono 9 gran tavole col frontespizio.
  263. 3828. PIRANESI, Le antichità romane divise in 4 tomi, Roma 1756, in fol. mas.
    Quest’opera delle antichità romane è divisa in 4 volumi, nel primo de’quali si dimostrano gli avanzi degli antichi edifizj, acquedotti, terme, foro romano ec. Nel secondo che contiene 63 tav., e nel 3 che ne contiene 54, gli avanzi dei monumenti sepolcrali i Roma, e nell’agro romano, sarcofagi, cippi, bassi rilievi ec. Nel 4 i ponti antichi, teatri, portici, altri monumenti ec. in 57 tavole.
  264. 3829. PIRANESI Giovan Battista architetto veneziano, Vedute di Roma disegnate, ed incise.
    Questo potrebbe essere un quinto volume alle antichità romane se non fossero quivi intagliate anche alcune fabbriche moderne in 54 tavole, compreso il frontespizio.
  265. 3830. PIRANESI Giovan Battista, Lettere di giustificazione a milord Charlemond intorno la dedica della sua opera delle Antichità di Roma fatta dallo stesso, ed ultimamente soppressa, Roma 1757, in 4, fig.
    Con 8 tavole, e alcune vignette, ed un frontespizio figurato, ove sono allusioni storiche.
  266. 3831. PIRANESI Giovan Battista, Nuova raccolta di vedute di Roma antica, e moderna.
    Questa collezione di piccole vedute in 4 oblong. porzione intagliata da Giovan Battista Piranesi, e porzione da Laura Piranesi, è delle più belle, ed eleganti, che veggansi di questo genere. Il nostro esemplare freschissimo è composto di 68 tavole.
  267. 3832. PIRANESI Giovan Battista, Il Campo Marzio dell’antica Roma, Roma 1761.
    Opera insigne in 48 tavole, dove l’iconografia del Campo 211 Marzio composta da quattro gran fogli è pregievolissima. Il testo è latino, ed italiano. Opera dedicata al celebre Roberto Adams.
  268. 3833. PIRANESI, Della magnificenza, ed architettura dei romani, Roma 1761, italiano e latino, in fol. m.
    Volume veramente insigne. Opera delle capitali dell’autore col testo italiano, e latino, e 39 gran tavole in rame. In principio è il ritratto di Clemente XIII intagliato da Cunego.
  269. 3834. PIRANESI, Lapides capitolini, sive fasti consulares triumphalesque romanorum, Roma 1762. — Aggiuntevi: Le antichità di Cora descritte ed incise; e il castello dell’acqua Giulia, Roma 1761, in fol. mas.
    La prima di queste opere è insigne per gli elenchi in essa contenuti e per la gran tavola colle lapidi, la quale è una delle più belle produzioni dell’autore. La secondo riscontrasi in 10 tavole. La terza in 19.
  270. 3835. PIRANESI, Antichità di Albano, e di Castel Gandolfo incise, e descritte, Roma 1764, in fol. mas.
    Le antichità contengono 26 tavole, alle quali segue la descrizione e disegno dell’emissario del lago di Albano con 9 grandi tavole, poi vengono le due spelonche ornate dagli antichi alla riva del lago in tavole 12.
  271. 3836. PIRANESI, Osservazioni sopra la lettre de M. Mariette aux auteurs de la Gazette litterarie d’Europa, Roma 1765, in fol. gr., fig.
    Queste discussioni in via di note fatte alla Lettera di Mariette sono seguite da alcuni dialoghi, il tutto tendente a provare, contro l’avviso dei letterati stranieri, la superiorità dei romani ai greci nella magnificenza dell’architettura.
  272. 3837. PIRANESI Francesco, Raccolta de’ tempj antichi; prima parte, che comprende i tempj di Vesta Madre, ossia della Terra, e della Sibilla, ambedue in Tivoli, e dell’Onore e della Virtù fuori di Porta Capena, Roma 1780, in fol. massimo.
    Con 21 tavole in rame di bellissimo intaglio.
  273. 3838. PIRANESI Francesco, Monumenti degli Scipioni, Roma 1785, in fol. grand.
    Le dotte illustrazioni di questi monumenti vennero estese dal signor Ennio Quirino Visconti. Le tavole illustrate sono 6.
  274. 3839. PIROLI Tommaso, Gli edifici antichi di Roma ricercati nelle loro piante, e restituiti alla pristina 212 magnificenza secondo Palladio, Desgodetz, ed altri più recenti, coll’aggiunta di qualche moderna fabbrica, tavole 82, Roma, in 4.
    Sebbene le dimensioni degli edifici siano in piccola proporzione, sono nondimeno assai belle e precise le incisioni.
  275. 3840. PLATNERI Friderici, De legibus sacratis romanorum, liber singularis, Lipsiae 1751, M. 70.
  276. 3841. POCH Bernardo, De’ marmi estratti dal Tevere, e delle iscrizioni scolpite in essi a S. E. il principe Altieri, lettera, Roma 1773, in 4, M. 1, e 27.
    Non è che un foglietto in stampa.
  277. 3842. POLENI Giovanni, Memorie storiche della gran cupola del tempio Vaticano, e de’ danni, e ristoramenti di essa, libri cinque, Padova, nella stamperia del seminario, 1748, in fol., fig.
    Quest’opera fu nobilmente stampata ed ornata di 27 figure dimostrative. La dottrina dell’autore in queste materie ci risparmia dal far cenno sulla preziosità del lavoro.
  278. 3843. POSTERLA Francesco, Istorico racconto, ossia perfetta relazione del quanto si è operato nel trasporto dell’antica colonna Antonina, e sua elevazione, Roma 1705, in 4, M. 40.
  279. 3844. POUYARD Giacomo, Dissertazione sopra l’anteriorità del bacio de’ piedi de sommi Pontefici all’introduzjone della croce sulle loro scarpe o sandali, Roma 1807, in 4, fig., M. 10.
  280. 3845. POUYARD Giacomo, Lettera dello stesso, unita ad altra del cardinal Brancadoro sul medesimo argomento all’abate Cancellieri, stesso luogo ed anno.
    Con 11 tavole di varia dimensione in fine e fra il testo intagliate in rame.
  281. 3846. PRATILI Francesco Maria, Della via Appia riconosciuta, e descritta da Roma a Brindisi, Napoli 1745, in fol.
    Con tre carte topografiche che descrivono il corso di questa via, opera grandiosa e ripiena di erudite nozioni: volume di 566 pagine.
  282. 3847. PRONTI Domenico, Nuova raccolta di cento vedutine antiche della città di Roma e sue vicinanze. 213 Nel volume primo stanno le 100 indicate, e settanta sono nel volume secondo, Roma, in 4.
    Legate in un solo volume, e intagliate con molto gusto a due per pagina.
  283. 3848. RACCOLTA di varie antichità, e lucerne antiche intagliate la maggior parte da Pietro Santi Bartoli, Roma, in 4, senz’anno.
    Sono tavole 31, dodici delle quali presentano diversi monumenti, diciassette sono di lucerne antiche di vario, e bizzarro genere: segue un medaglione di Flavia Elena Augusta, e termina con una tavola di doppia grandezza rappresentante le nozze Aldobrandine. È da osservarsi però che le belle lucerne pubblicate in quest’opera, le cui prove sono di prima freschezza, non sono punto comprese in quelle pubblicate dal Bellori.
  284. 3849. RACCOLTA di scrittori sulla cupola di S. Pietro, in 4. — Parere dei tre matematici le Sneur, Jacquier, e Boscovich, 1742 Roma. Serie di lettere, e viglietti, tra la Segreteria di Stato, e alcuni matematici, lettere di monsignor Bottari, e di Gabriello Manfredi, e di Giovanni Poleni, manoscritte. — Riflessioni dei tre primi suddetti matematici sopra alcune difficoltà spettanti i danni della Cupola, 1743. — Risoluzione del dubbio proposto dal p. Ravaglia, e parere del p. Santini, Roma 1743. — Riflessioni di Lelio Cosatti sopra il sistema dei tre matematici, e suo parere, Roma 1743. — Elementi di architettura per erigerla in scienza con un discorso sopra la cupola di S. Pietro, Venezia, 1744, dal cavalier Giovanni Rizzetti. — Relazioni e osservazioni sopra i difetti visti nella cupola di S. M. del Fiore nel 1695 dal signor Giovan Battista Nelli, Firenze, manoscritto. — Relazione di alcuni difetti osservati nel ponte a S. Trinita. — Discorso sopra la stabilità della cupola di S. M. del Fiore, di Bartolommeo Vanni, manoscritto, con alcuni tratti anonimi sul ristauro delle fabbriche. — In fine, scritture concernenti i danni della cupo 214 la di S. Pietro e loro rimedii, Venezia, presso Simone Occhi, senz’anno.
    Queste collezione d’opuscoli edita, e inedita deve ritenersi come preziosa e rara per le opinioni poste in conflitto d’uomini rinomatissimi: a’ suoi luoghi stanno le opportune tavole, e disegni.
  285. 3850. RAGUENET, Les monumens de Rome, ou descriptions des plus beaux ouvrage de peinture, de sculpture, et d’architécture qui se voyent à Rome et aux environs, Paris 1702, in 12.
    Questo autore volle giudicare le opere dell’arte in un modo a lui proprio, ma non aveva abbastanza forza di genio perché le sue opinioni potessero sostenersi coll’indipendenza delle opinioni comuni.
  286. 3851. RAGUENET, Observations nouvelles sur les ouvrages de peinture, de sculpture, et d’architecture qui se voyent à Rome, et aux environs, pour servire de suite aux memoires des voyages du comte B.*** Londres 1765, in 4. Vedasi all’articolo Antiquités romaines.
  287. 3852. RASPONI Caesaris, De basilica et patriarchio Lateranensi libri quatuor, Romae, typis Ignatii de Lazzaris, 1656, in fol., fig.
    Il frontespizio è figurato: lo disegnò Giuseppe Belloni, e lo intagliò Giuseppe Testana con dodici tavole intagliate in rame. Opera ripiena di storica erudizione eseguita con diligenza.
  288. 3853. Del RE dottor Antonio, Dell’antichità tiburtine. Capitolo V diviso in due parti, nel quale si descrivono le maraviglie del palazzo e giardino della famiglia d’Este nella parte I e nella seconda si pone un ristretto degli edifici della Villa di Adriano, con tre indici, Roma, 1611, presso Giacomo Mascardo, in 4 pic.
    Non fu mai stampata l’intera storia tiburtina, da cui fu tratto questo capitolo. Il cardinal Francesco Barberini comprò il manoscritto, ma non escì più dalla sua biblioteca. L’Avercampo tradusse in latino questo capitolo inserto nel tomo VII parte seconda, dal Burmano arricchito di note. I pochi bibliografi che citano questo libro lo annoverano fra i molto rari. RIZETTI C. Gio. Vedi Raccolta di scrittori sulla cupola di S. Pietro.
    215
  289. 3854. De ROMA prisca, et nova. Varii auctores prout in seguenti pagella cernere est, idest, Francisci Albertini, De urbe Roma. P. Victoris, De regionibus urbis Romae. Vibius, de fluminibus etc. et de origine, situ, et qualitate Romae. Pomponii Leti, De vetustate urbis. Fabricii Varani, De urbe Roma collectanea. Raphaelis Volaterrani, Descriptio urbis Romae. Flavius. Rutilii Claudii Numantii, Poema cui titulus: Itinerarium. Laurentii Vallae, Carmen de natali patriae suae. et Volaterra, inde origine urbis poema. Romae, ex aedibus Mazzocchi, 1514, in 4. — Addito Antonini Ponti Consentini Rhomitypion, Romae, per Antonium Bladum, 1524. Questa collezione d’antichi scrittori di antichità romane è rara a trovarsi, ed interessantissima. Vedi l’altra collezione Antiquitatum variarum auctores, che dopo questa apparve in Venezia nel 1552.
  290. 3855. ROMA antica, e moderna; ossia nuova descrizione di tutti gli antichi edifici moderni, sacri, e profani con 200 e più figure in rame; il tutto cavato dal Baronio, Bosso, Nardini, Grevio, ed altri classici autori, presso Roisecco, Roma, 1765, vol. 3, fig.
    Quest’opera serve notabilmente a chi non sia fornito degli autori da cui furono tratte le notizie, ed è bastevole per dare un’idea generale delle cose romane. Questa è la terza e più ampia edizione, le precedenti essendo apparse nel 1745 e 1750.
  291. 3856. ROMA sacra antica, e moderna. Figurata, e divisa in tre parti, Roma, per Antonio de Rossi, 1700, in 8.
    Questa è una buona antica guida tratta e composta dagli scrittori di antichità più accreditati.
  292. 3857. ROMANAE magnitudinis monumenta, quae urbem illam orbis dominam, velut redivivam exhibent posteritati, veterum recentiorumque auctoritate probata, restituta, ed aucta, cura, sumptibus, ac typis Dominici de Rubeis Joannis Jacobi haeredis ad templum Sanctae Mariae de Pace, Romae, 1699, in fol. obl., fig.
    Sotto ciascuna stampa leggonsi le dichiarazioni intagliate 216 in rame: sono tav. 138 raccolte in questa calcografia e riprodotte con questo frontespizio, le quali erano state impiegate precedentemente in simili opere, come vedesi dalle tavole ritoccate, e nuovamente numerate per ridurle in questo ordine.
  293. 3858. RONDININI Philippus, De Sancto Clemente Papa, et martyre, ejusque basilica in urbe Romae, libri duo, Romae, per Franciscum Gonzagam, 1706, in 4.
    Con quattro tavole in rame. Tutte le opere del Rondinini sono state stampate con accuratezza, e con bellissimi tipi.
  294. 3859. RONDININI Philippus, Historia monasterii Sanctae Mariae et SS. Joannis et Pauli de Casuemario, Romae, 1707, in 4, fig., per Franciscum Ganzagam.
    Esemplare di dedica in mar. dor. con quattro tavole in rame.
  295. 3860. RONDININI Philippus, De sanctis martyribus Joanne et Paulo eorumque basilica in urbe Romae, vetera monimenta collecta, et concinnata, Romae, 1707, fig., in 4, per Franciscum Gonzagam.
    Con due tavole in 4. Edizione nitidissima.
  296. 3861. ROSINI Joannis, Antiquitatum romanarum corpus absolutissimum cum notis Dempsteri, cui accedunt Pauli Manutii libri duo de legibus, et de Senatu etc., Amstelodami 1743, in 4, fig.
    Questo è riputato il libro più completo, e più ricco in fatto di antichità romane. La migliore edizione è questa, cui ne successero moltissime altre; ne era apparsa una Lugd. Bat. 1663, in 4.
  297. 3862. ROSSI (De) Domenico, Raccolta di vasi diversi formati da illustri artefici antichi, e di varie targhe sovrapposte alle fabbriche più insigni di Roma, Roma 1713, in fol.
    Aggiunte alle 51 tavole, che compongono l’esemplare, sei tavole intagliate da Giovan Battista Gallestruzzi sui disegni di Polidoro.
  298. 3863. ROSSI (De) Giovan Giacomo, Le fontane di Roma delineate, ed incise da Giovan Battista Falda e da Francesco Venturini, in fol. obl., senz’anno. — La prima parte di questo libro contiene le fontane nei luoghi pubblici di Roma. — La seconda quelle di Frascati, e di Tusculano. — La terza dei palazzi e giardini di Roma.
    Sono 77 tavole compresi i frontespizj di bellissimo inta 217 glio, le quali sono di prima freschezza, e rendono una precisa idea dei luoghi e delle cose rappresentate.
  299. 3864. ROSSI (De), Disegni di varj altari, e cappelle nelle chiese di Roma colle loro facciate, piante, e misure dei più celebri architetti. Data in luce da Domenico de Rossi nella sua stamperia in Roma, in fol., fig., tav. 50.
    Con un bel frontespizio figurato di Ciro Ferri. In tanti altari, e cappelle non trovasi un solo altare di puro e severo stile inventato con aurea semplicità.
  300. 3865. ROSSI (De), Vedute delle fabbriche, piazze, strade, fatte fare nuovamente in Roma da Alessandro VII. — Libro primo 1665 composto di 35 tavole. — Libro secondo 1665 composto di 17 tavole. — Libro terzo 1665 composto di 38 tavole. — Libro quarto 1665 composto di 52 tavole, e pubblicato nel 1699 sotto il pontificato di Innocenzo XII. I primi tre libri disegnati ed intagliati da Giovan Battista Falda. L’ultimo da Alessandro Specchi.
    Bellissimo esemplare; e questo è uno de’ migliori libri delle vedute di Roma che rende un’idea adeguata de’ luoghi, e de’ monumenti.
  301. 3866. De ROSSI Filippo, Ritratto di Roma moderna. Nuova edizione migliorata ed accresciuta, Roma 1652, in 8, fig.
  302. 3867. De ROSSI Filippo, Ritratto di Roma antica formato nuovamente colle autorità degli antichi scrittori, adorno di figure in rame, Roma 1688, in 8.
  303. 3868. De ROSSI Filippo, Ritratto di Roma moderna distinto in quattordici rioni con figure, 1689, in 8, vol. 2.
    Questi due volumi assai ben fatti viddero la luce la prima volta nel 1645 per opera di Filippo de Rossi, e vennero riprodotti da Michel Angelo Rossi, negli anni indicati: sonovi anche molte stampe in rame, e massimamente sono migliori quelle di Roma moderna.
  304. 3869. ROSSINI Pietro, Il Mercurio errante delle grandezze di Roma tanto antiche che moderne, diviso in due parti, o volumi, Roma 1789, vol. 2, in 12.
    Questo per molto tempo è stato giustamente riguardato come uno de’ libri meglio fatti per il forestiere, e succinto, e chiaro, e utile. Vi sono alcune passabili tavole all’acqua 218 forte intagliate da quel bravo Nicole, e da Piranesi medesimo.
  305. 3870. RYCQUI Justi, De capitolo romano commentarium, Gandavii 1617, in 4.
  306. 3871. SADELER Egidio, Vestigii delle antichità di Roma, Tivoli, Pozzuolo, ed altri luoghi, Praga 1606, in fol. pic. obl.
    Magnifico, e freschissimo esemplare con 50 tavole in rame di fino intaglio che apparteneva alla biblioteca di M. de la Popliniere. Le tavole sono precedute da un bellissimo frontespizio figurato.
  307. 3872. SANDRART Joachimi, Romae antiquae et novae theatrum, Norimbergae 1684, in fol., fig.
    Opera di 59 tavole intagliate in rame, non compreso un frontespizio figurato. Fra queste osservisi non manchi la bella pianta in grande di Roma, che da alcuni esemplari fu tolta. Opera delle più pregievoli in questo genere.
  308. 3873. SANDRART Jacobi, Insignium Romae templorum prospectus exteriores, et interiores, septuaginta tribus figuris aere incisis in lucem editi, Norimbergae, in fol.
    Non può lodarsi la scelta delle chiese intagliate in queste tavole, essendo eccessivo il numero di quelle che in quanto al gusto non onorano la capitale del mondo cristiano, e il centro delle buone arti.
  309. 3874. De SANCTIS Domenico, Dissertazione sopra la villa d’Orazio Flacco, Roma 1768, in 4, fig., M. 1.
    Questa dissertazione ebbe un successo straordinario, e questa è già la seconda edizione, che fu poi anche seguita da una terza. Nel frontespizio sta la pianta della villa, e in fine è una carta topografica.
  310. 3875. De SANCTIS Domenico, Dissertazioni sopra la villa d’Orazio Flacco; il mausoleo dei Plauzii a Tivoli, Antino, città municipale de’ Marsi, Ravenna 1784, in 4, fig.
    Ai rispettivi luoghi trovansi le tavole, e le iscrizioni.
  311. 3876. De SANCTIS Domenico, Risposta dell’avvocato de Sanctis all’appendice dei signori Cabral, e del Re, che presero di mira le dissertazioni suddette, in 4, M. 23.
  312. 3877. SANTINI P., Vedi raccolta di scrittori sulla cupola di S. Pietro.
  313. 3878. SAVII Zamosci Joannis, De Senatu romano, libri duo, Venetiis, apud Jordanum Zilettum, 1563, in 219 4. Questo libro sta anche nelle antichità del Grevio, t. I. — Aggiuntovi: Guerini Pisonis Soacii T. C. Patavini, De romanorum et venetorum magistratum inter se comparatione, libellus, Patavii, 1653, ap. M. Ant. de Galassis, in 4.
  314. 3879. SCARFÒ Jo. Chris., In collectanea antiq. roman. quas 100 tab. aeneis incisas, et a Rudolphino Venuti notis illustratas exhibet Antonius Borioni etc. observationes criticae, Venetiis 1739, in 4, M. 45.
    Questa velenosa diatriba estesa con tutto l’amaro della gelosia letteraria contro un uomo d’alta fama, e profondo sapere, disonora questo frate, e il disvela come un pessimo uomo, quantunque non senza dottrina. Ma da diversi eruditi fu vendicato il Venuti in parecchi opuscoli latini, e italiani pubblicati a Lucca, e a Parigi ove rilevasi l’erudizion puerile e le false congetture, e il barbaro latino dello Scarfò.
  315. 3880. SCHONVISNERII Stephani, De ruderibus Laconici Caldariique romani, et nonnullis aliis monumentis, in solo Budensi repertis. Liber unicus, Budae 1768, in fol., fig.
    Con tre tavole in rame. Libro interessante, per i confronti colle dottrine vitruviane.
  316. 3881. SCIOGLIMENTO d’alcune difficoltà insorte contro la mossa dei cavalli colossali sul Quirinale all’emin. signor cardinal Pallotta.
    Questa è una giudiziosa lettera dell’Antinori, che venne destinato all’esecuzione del progetto che ebbe effetto; accompagnata da altra lettera a lui diretta da Venezia li 22 nov. 1783 da C.P.B. sullo stesso argomento, in 4, M. 7.
  317. 3882. SCULTURE del palazzo della Villa Borghese, detta Pinciana, brevemente descritte, le cui illustrazioni sono l’estratto di più ampie estese dal signor E. Quirino Visconti, Roma 1796, in 8, fig., 3 vol., uno di testo, e due di tavole.
  318. 3883. SECONDE partie du premier livre des curiositéz de l’une et de l’autre Rome, en la quelle il est traité de sept notables eglises qui y sont dediées à la très Sainte Vierge etc., a Paris 1558, in 8, fig., M. 75.
    Questa è una delle più antiche guide di Roma stampate per comodo de’ forestieri che viaggiavano di Francia in Italia e doveva essere composta di più volumetti.
    220
  319. 3884. SIDONE Raffaele, e Martinetti Antonio, De’ pregi e nuova struttura della Basilica Vaticana. Libri due, 2, vol. in uno, Roma 1750 anno del Giubileo, in 8.
    Libro fatto con sterilità, e fallacia di cognizioni.
  320. 3885. SILOS Jo. Michaelis, Pinacotheca sive romana pictura et sculptura, libri duo, Romae 1673, in 12.
    In questo libretto sono citate e lodate in tanti epigrammi una quantità di pitture e sculture di Roma, tanto in luoghi pubblici che privati.
  321. 3886. SPECULUM romanae magnificentiae, omnia fere quaecumque in urbe monumenta extant, partim juxta antiquam, partim juxta hodiernam formam accuratissime delineata repraesentans, excussa ab Antonio Laferio, Romae, in fol. m., fig.
    Sono questi monumenti, piante, prospetti, fragmenti, e ristaurazioni d’antichi edifici, e statue ec. Alcuni cataloghi di stampe citano questa collezione come se fosse composta di un determinato numero di tavole, e trovasi in qualche luogo precisata a 118. Noi però riconosciamo un’infinita varietà in tutti gli esemplari veduti che privi di testo, e di numero, alle lamine non vennero accumulati se non per cura dei raccoglitori: sono queste le prime e più rare tavole delle antichità romane che abbiamo nella nostra collezione in due volumi separati, poiché in questo ne stanno 93, e 114 ne stanno al seguito dell’edizione del Labacco senza luogo ed anno, in tutto 207. I principali calcografi di questa collezione assai preziosa furono Antonio Lafreri, Antonio Salamanca, Enrico Van Schoel, e Niccolò Van Aelst. Ma s’incontrano tavole pregiatissime di Antonio Tempesta, Sisto Badalocchi, Giacomo Bossio, Diana Mantovana, P. Perret, Enea Vico, Niccolò Beatricio Lotaringio, Luigi Rouhier, ed altri: sempre questi due nostri esemplari si vanno aumentando.
  322. 3887. STERNE Giovanni architetto romano, Piante, elevazioni, profili, e spaccati degli edifici della villa suburbana di Giulio III fuori di Porta Flaminia, Roma, per Antonio Fulgoni, 1784, in fol. atlantico.
    Questo lavoro è fatto colla massima intelligenza da un artista assai distinto, e non lascia di far conoscere l’incomodo della sua forma eccessivamente grande per collocarlo, e per osservarlo.
  323. 3888. SUARESII Josephi Mariae, Arcus Septminii Severi 221 cum explicatione anaglyphica, Romae 1676, in fol., figurato.
    Le sei tavole che illustrano questo arco sono le medesime che trovansi nei veteres arcus del Bellori intagliate da P. S. Bartoli. Il volume è composto dal frontespizio, dedica, cinque fogli di testo, e le tavole indicate.
  324. 3889. TAJA Agostino sanese, Descrizione del Palazzo Apostolico Vaticano, opera postuma, Roma 1750, in 8.
  325. 3890. THYSII Antonii, Roma illustrata, sive antiquitatum romanarum breviarium. Accessit Georgii Fabricii, Veteris Romae liber, Amstelodami, 1689, ap. Jo. Wolters, in 12.
    Elegantissima edizione, ove sono raccolte in minutissimi caratteri molte opere d’antichità.
  326. 3891. TITI Filippo, Studio di pittura, scultura, architettura delle chiese di Roma, Roma 1674, in 12.
    Stette per lungo tempo questo libretto come la miglior guida tascabile di Roma.
  327. 3892. TONCI Salvatore, Descrizione ragionata della Galleria Doria preceduta da un breve saggio di pittura, Roma 1794, in 12.
    Pochi uomini ebbero dalla natura maggior dote d’ingegno dell’estensore di questo libro, che sperò nelle arti di giungere ad alto grado per forza di bizzarria, e si perdette nelle stravaganze senza emergere, e terminando oscuro.
  328. 3893. UGGERI Angelo architetto milanese, Journées pittoresque des édifices de Rome ancienne avec les édifices de la décadence, les trois ordres d’après les monuments de Rome antique, les détails des materiaux des anciens pour la construction de leurs bâtiments, un supplément aux journées pittoresques, et la journée pittoresque de Tivoli, Roma dal 1800 al 1814, il tutto rilegato in quattro volumi.
    In questi volumi, ove le numerose tavole sono eseguite con mediocre gusto, e le illustrazioni un po’ confuse vi si sarebbe bramato un ordine migliore, e una più scrupolosa diligenza. Non manca però d’esservi qualche cosa di buono.
  329. 3894. VALADIER Giuseppe e Feoli Vincenzo, Raccolta delle più insigni fabbriche di Roma antica, e sue adjacenze misurate, e dichiarate dall’architetto Giuseppe Valadier, illustrate con iscrizioni antiquarie da Filip 222 po Aurelio Visconti, ed incise da Vincenzo Feoli, Roma, da’ torchi di Girolamo de’ Romanis, 1810, in fol., fig. Non ne sono fin’ora usciti che quattro quaderni. È da sperarsi che i nostri nipoti possano ammirare il compimento di un’opera che deve ritenersi fra le migliori che illustrano i monumenti dell’antica Roma.
  330. 3895. VANNI Bartolommeo. Vedi Raccolta di scrittori sulla cupola di S. Pietro.
  331. 3896. VACCA Flaminio, Memorie di varie antichità trovate in diversi luoghi dell’alma città di Roma nell’anno 1594, Roma 1704, in 4, M. 40.
    Questo è uno de’ più preziosi opuscoli sulle antichità di Roma.
  332. 3897. VASI Giuseppe, Delle magnificenze di Roma antica, e moderna, disegnate ed incise secondo lo stato presente, con una spiegazione istorica del padre Giuseppe Bianchini veronese, libri dieci in fol. obl., Roma dal 1747 al 1761, legata in due grossi volumi.
    Opera di 200 tavole intagliate in rame bene abbastanza, ed eseguita con molta cura. Gli esemplari freschi di questi volumi sono divenuti rari al presente.
  333. 3898. VENUTI Rodulphinus et Jo. Christophorus Amadutius, Vetera monumenta, quae in hortis Caelimontanis et in aedibus Matheiorum adservantur: nunc primum in unum collecta et adnotationibus illustrata, Romae 1779, in fol., fig., 3 vol.
    Se le numerose tavole fossero state eseguite almeno dai mediocri artisti potrebbero corrispondere alla decenza dei tipi, e al merito delle illustrazioni, ma sono queste intagliate e disegnate indecentemente, e deturpano la buona edizione dell’opera. Il primo volume contiene 106 tavole, il secondo 90, il terzo 76, fra le quali avvene alcuna passabilmente intagliata.
  334. 3899. VENUTI Ridolfino, Spiegazione dei bassi rilievi nell’urna d’Alessandro Severo, Roma 1756, in 4, fig., con 4 belle tavole in rame.
  335. 3900. VENUTI Ridolfino, De Dea libertate et de libertinorum pileo, ivi 1762, in 4, fig., con 4 tavole di gemme, e medaglie in rame.
  336. 3901. VENUTI Ridolfino, Virgilio vindicato, ossia il luogo della battaglia 223 di Farsaglia, ivi 1761, fig., con due carte topografiche.
  337. 3902. VENUTI Ridolfino, Osservazioni sopra il fiume Clitunno, e antico suo tempio, ivi 1753, fig., con sei tavole in rame.
  338. 3903. VENUTI Ridolfino, Osservazioni sopra un’antica iscrizione nel Museo Corsini, ivi 1733, fig., con tre tavole in rame, e diverse vignette.
  339. 3904. VENUTI Ridolfino, Marmora Albana, sive in duas inscriptiones gladiatorias conjecturae, Romae 1756, in 4 pic., M. 22, con due gran tavole d’iscrizioni.
  340. 3905. VENUTI Ridolfino, Accurata, e succinta descrizione topografica dell’antichità di Roma, Roma 1763, 2 vol., in 4, fig., con 96 tavole in rame.
  341. 3906. VENUTI Ridolfino, La stessa opera, edizione seconda, accresciuta con aggiunte, Roma 1803, in 4 grande, fig.
    Queste illustrazioni sono attendibili, e le tavole sono disegnate e intagliate con gusto da buoni artisti.
  342. 3907. VENUTI Ridolfino, Accurata, e succinta descrizione topografica, ed istorica di Roma moderna. Opera postuma ridotta in miglior forma, accresciuta, ed ornata di molte figure, Roma 1766, in 4, fig.
  343. 3908. VENUTI Ridolfino, Accurata, e succinta descrizione topografica, ed istorica di Roma moderna. Opera postuma accresciuta ed ornata di figure in rame, Roma 1767, in 8, vol. 2 legati in 4, fig.
    Le tavole di quest’opera poste fra il testo sono intagliate da Piranesi all’acqua forte, ma non sono molto pregievoli, poiché quel modo d’intaglio non seppe da quel valente autore adattarsi alle piccole dimensioni, avendo contratta l’abitudine a un più largo e più libero stile. Quanto al merito dell’opera, l’autore è noto abbastanza. Generalmente tutte le opere di questo coltissimo letterato sono pregiate, e stampate con eleganza di tipi e di tavole.
  344. 3909. VETERIS Latii antiqua vestigia, urbis maenia, pontes, templa, piscinae, balnea, villae etc. etc. aeneis tabulis eleganter incisa, Romae, 1751, typis Joannis Generosi Salomoni, prostant apud Joannem Bouchard Bibliopolam in via Cursus.
    Questo libro apparisce diviso in tre parti, la prima di 24 tavole, col titolo Celebriora Tiburtinarum antiquitatum rudera, la seconda di 10 tavole col titolo Tusculanorum, la 224 terza di 24 tavole col titolo Volscorum, Latinorum, et Setinorum rudera. Il librajo sordido speculatore non fece che riunire, e riprodurre tavole senza scelta, logore, e in parte cattive, che avevano di già servito ad antiche opere precedenti, In f. obl.
  345. 3910. VICTORIS P., De regionibus urbis Romae libellus aureus cum privilegio, impressum Venetiae, per Joan. de Tridino alias Tacuino, anno Domini 1509 die 8 Maii, in 4 p.
    Trovasi questo libretto stampato in fine alla Cronichetta del venerabile Beda stampata come sopra, che lo precede. Nell’istesso anno il Rangiaschi (Bibliografia storica dello Stato Pontificio) cita un’edizione di Brescia; e vedesi l’opuscoletto nella raccolta Antiquitatum variarum auctores in compagnia degli altri opuscoli apocrifi del Fiocchi, di Annio da Viterbo, di Pietro Calabro.
  346. 3911. VILLA Pamphilia, ejusque palatium cum suis prospectibus, statuae, fontes, vivaria, theatra, areolae, plantarum viarumque ordines, cum ejusdem villae absoluta delineatione, Romae, formis Jacobi de Rubeis, sine anno, in fol., fig.
    Dopo il frontespizio è la dedica dell’editore, indi il ritratto di Camillo Panfilio intagliato da L. Visscher, e 87 tavole, delle quali 76 rappresentano le statue e i busti di mediocre esecuzione, non così le altre che rappresentano la villa intagliata da Giovan Battista Falda con qualche gusto ed accuratezza.
  347. 3912. VISCONTI Ennio Quirino, Catalogo de’ monumenti scritti del Museo del signor Tommaso Jenkins, Roma 1787, in 4, M. 27.
  348. 3913. VISCONTI Ennio Quirino, Lettera su di un’antica argenteria nuovamente scoperta in Roma, 1793, in 4.
  349. 3914. VISCONTI Ennio Quirino, Pitture di un antico vaso fittile della Magna Grecia appartenente al principe Poniatowski, Roma 1794, M. 84.
    Edizione nitidamente eseguita con quattro gran tavole in rame.
  350. 3915. VISCONTI Ennio Quirino, Monumenti degli Scipioni. Vedi Piranesi.
  351. 3916. VISCONTI Ennio Quirino, Monumenti Galbinj della villa Pinciana descritti, Roma 1797, in 8, fig.
  352. 3917. VISCONTI Ennio Quirino, Iconographiae grecque et romaine, Paris, Didot l’ainé imprimeur du Roi, 1817, vol. 4, in fol. gr., fig.
    Non è ancora completa questa grand’opera, che dell’ico 225 nografia romana non vide pubblicata se non la parte prima. La greca è completa, ed abbraccia tre volumi. Le tavole sono accuratamente intagliate, e con lusso appariscente, ma il bulino invase il buon gusto, che deve esprimere il carattere delle pietre, delle medaglie, delle gemme. Le tavole in questo nostro esemplare sono inserite fra il testo, e i tipi dei caratteri sono della maggior eleganza e magnificenza. Il Visconti morì dopo pubblicati questi quattro volumi, lasciando i materiali per altri due, che sono imminenti a vedere la luce, e che saranno editi per cura del signor Monges membro dell’Istituto di Francia. Questa è la più grande opera che abbiamo per riconoscere le vere dalle apocrife imagini degli antichi. Avvi di quest’opera un’edizione in 4 che è accompagnata dalle stampe a maniera di atlante in volume separato. E questa in gran foglio, da noi posseduta, non trovasi in commercio, ma ci venne regalata dalla Regia munificenza di Luigi XVIII.
  353. 3918. ZACCARIAE Franc. Ant., Dissertationes in S. Flavii Clementis tumulum; in S. Marii et Alexandri epitaphiis; de S. Barbarae Nicomediensis cultu; de inventione S. Crucis, in 4, M. 30.
  354. 3919. ZANONI Francesco, Ragguaglio della nuova pittura del signor Filippo Gherardi da Lucca sulla volta e tribuna della chiesa di S. Pantaleo scoperta l’anno 1690, Roma, in 8, M. 62.
  355. 3920. ZINO Pier Francesco, L’Anno Santo 1575 nel pontificato di Gregorio XIII, Venezia, per Francesco Rampazetto. Questo libretto di 800 pagine contiene anche le cose meravigliose dell’alma città di Roma. Le Antichità di Andrea Palladio, l’apertura della Porta Santa: libro non facile a trovarsi.
  356. 3921. ZOEGA Giorgio, I bassi rilievi antichi di Roma incisi da Tommaso Piroli, Roma 1708, in 4 grande.
    Questi due volumi contengono i bassi rilievi della Villa Albani pubblicati nello stabilimento calcografico di Pietro Piranesi. Sono 115 tavole che presentano altrettanti monumenti con profonda dottrina illustrati, opera di già divenuta rara a trovarsi.
  357. 3922. ZUZZERI Giovan Luca, D’un’antica villa scoperta sul dosso del Tiscolo, e d’un antico orologio a sole tra le rovine della medesima ritrovato, dissertazioni due, Venezia 1746, in 4.
    Con una sola tavola in fine.
  358. 226
  359. 3922 ZUZZERI, Lucae de Tuscolano M. T. Ciceronis nunc Grotta Ferrata etc. etc., Romae 1757, in 4. Vedi all’art. Cardoni.